Come comportarsi in vista dell'imminente crisi energetica? Una guida con i migliori consigli per i periodi di razionamento

Il conflitto in corso in Medio Oriente sta provocando una crisi energetica che molti analisti considerano potenzialmente senza precedenti. Se la situazione dovesse protrarsi nel tempo, non è escludere che in Europa possano rendersi necessarie misure di razionamento dei consumi. La chiusura dello stretto di Hormuz, infatti, uno dei cui versanti è sotto il controllo dell’Iran, ha interrotto il transito di petrolio e gas provenienti dai Paesi del Golfo, che sono tra i principali produttori mondiali di combustibili fossili. Inoltre, gli attacchi contro le loro infrastrutture energetiche hanno provocato danni agli impianti e ridotto parte della capacità produttiva della regione, con ripercussioni sul settore destinate a farsi sentire a lungo.

L’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) ha recentemente elaborato e diffuso un documento con una serie di raccomandazioni da adottare nel caso in cui la crisi dovesse protrarsi e aggravarsi – un’eventualità che, secondo molti analisti, è tutt’altro che improbabile: sia gli Stati Uniti sia l’Iran ritengono di trovarsi in una posizione di forza e, almeno per ora, nessuno dei due Paesi sembra disposto a fare concessioni all’altro.

Le linee guida dell’Agenzia Internazionale dell’Energia

Tra le misure principali suggerite dall'AIE per evitare di intaccare le riserve energetiche nazionali c'è è la riduzione, decisa a livello governativo, del periodo in cui sarà consentito utilizzare il riscaldamento durante il prossimo inverno. Si tratta di una soluzione già sperimentata in diversi Paesi europei, tra cui l’Italia, tra il 2022 e il 2023, quando gli Stati dell’Unione si trovarono a dover fare a meno di gran parte delle forniture di gas provenienti dalla Russia a seguito dell'invasione dell'Ucraina.

Un altro suggerimento per ridurre il fabbisogno energetico di un Paese consiste nel limitare – attraverso sia provvedimenti governativi che iniziative private – gli spostamenti, rendendo al tempo stesso più efficienti quelli indispensabili. Ad esempio, diversi Stati asiatici, verso cui era diretto circa l’80& delle risorse energetiche che attraversavano lo stretto di Hormuz, hanno già introdotto la settimana lavorativa di quattro giorni per i dipendenti pubblici; nel settore privato, invece, si sta promuovendo con maggiore decisione il ricorso allo smart working.

Ci siamo in parte già passati?

@rebeccajacksonhypnosis #iran #oil original sound - RebeccaJacksonhypnosis

Alcuni dei consigli diffusi dall’AIE erano già stati messi in pratica nei Paesi europei qualche anno fa durante l'ultima crisi energetica. Per esempio, nell’inverno tra il 2022 e il 2023 il Comune di Milano aveva deciso che ogni venerdì luci e riscaldamento negli uffici comunali restassero spenti, mentre i dipendenti lavoravano da casa.

L’impatto più rilevante in termini di risparmio energetico, però, deriverebbe dalle limitazioni all’uso delle auto private. Le automobili, infatti, in Occidente sono responsabili della quota maggiore dell’energia consumata tra i veicoli. Per questo, l’AIE suggerisce anche di incentivare il carpooling, cioè la condivisione degli spostamenti in auto con altre persone, così da diminuire il numero di automobili presenti su strada.

Infine, l’AIE raccomanda ai singoli governi nazionali l’adozione di misure di restrizione alla circolazione delle auto, ad esempio tramite il sistema delle targhe alterne, in cui in giorni prestabiliti possono circolare solo i veicoli con numeri di targa pari o dispari. L’Agenzia Internazionale dell’Energia, inoltre, suggerisce ai privati di ridurre per quanto possibili i viaggi aerei, visti i loro consumi elevati di carburante.