Vedi tutti

I 5 inviti più pazzi alle sfilate mai mandati dai designer

Quando una busta non basta

I 5 inviti più pazzi alle sfilate mai mandati dai designer Quando una busta non basta
@jaesukkim
Source: Twitter/Rachel Seville Tashjian
Source: Twitter/Rachel Seville Tashjian

Organizzare una sfilata deve essere per forza la cosa più stressante per qualunque designer. La loro intera carriera si gioca su un quarto d’ora cruciale durante il quale tutto deve andare alla perfezione e dove ogni dettaglio deve saper trasmettere l’estetica e la visione della collezione e dei suoi creatori. Per questo nel giro dell’alta moda è nata e si è consolidata la tradizione dell’invito a tema. Invece che mandare un biglietto, l’invito allo show diventa un souvenir, un oggetto unico – che però, se ben realizzato, ha la capacità di diventare virale, e amplificare l’attesa per una sfilata anche giorni prima che questa abbia luogo.

In attesa dell’inizio delle imminenti fashion week primaverili, ecco qui i 5 inviti più pazzi mai inviati per una sfilata.

Lo scontrino di Balenciaga

Source: Twitter/Rachel Seville Tashjian
Source: Twitter/Rachel Seville Tashjian

Demna Gvasalia è molte cose ma non è prevedibile. Dopo aver postato dei video teaser per lo show SS22 di Balenciaga tenutosi ieri, il designer georgiano ha fatto recapitare a buyer, stampa e agli amici del brand un invito molto particolare, costituito da uno scontrino della boutique di Balenciaga che riportava, oltre alla data dell’evento e un QR Code per vedere la presentazione digitale, anche il testo completo di La Vie En Rose, brano musicale reso celebre da Edith Piaf.

L’audio di Gucci

Nell’era del digitale, le telefonate sono bandite. La social anxiety di tutti è già alle stelle e, per sentirsi a voce, ci sono già le note vocali di WhatsApp. È proprio così che Alessandro Michele ha voluto invitare i suoi ospiti allo show FW20 di Gucci a Milano. Nell’audio si sente la voce di Alessandro Michele dire: “Ciao, come stai? Tutto bene. Stavo pensando che se tu fossi a Milano il prossimo mercoledì sarebbe bello se venissi qua al Gucci Hub per il fashion show. Fammi sapere. Baci.” Un messaggio familiare, quasi amichevole, spiazzante per chi è abituato a raffinati biglietti, piccoli cadeaux o lettere compassate e soprattutto sostenibile, dato che non impiega carta nè altri materiali oltre alle frequenze elettromagnetiche.

La pasta di Fendi

@jaesukkim

Fendi ha vinto tutto lo scorso settembre, quando ha esteso gli inviti alla propria sfilata SS21 sotto forma di un pacco di pasta Rummo. Un oggetto perfetto che, lungi dal voler replicare la preziosità di uno stravagante oggetto da collezione, richiama immediatamente un’atmosfera decisamente più casalinga – oltre che cavalcare quella wave che vede il fashion in dialogo con il mondo alimentare.

La pagnotta di Jacquemus

A proposito del binomio moda/cibo, non poteva mancare in questa lista una menzione a Jacquemus, che è da sempre stato assai creativo con i suoi inviti ma che ha toccato dei picchi inusitati di iconicità quando ha invitato i suoi ospiti allo show FW19 del brand con una pagnotta di pane caldo, con le informazioni su orari e location scritte a mano in un biglietto che l’accompagnava.

L’orologio di Louis Vuitton

A Virgil Abloh basta poco per essere mind-blowing. I concept dietro alle sue sfilate per Louis Vuitton sono tradizionalmente molto strutturati e dunque i suoi inviti tendono a essere sempre collectibles fantastici. I più recenti che tornano alla mente sono un modellino d’aereo in legno e una collezione di figurine pop-up a forma di container, ma Abloh ha superato se stesso quando, in occasione dello show FW20 del brand, ha inviato ai suoi ospiti un orologio grigio in cui tutti i numeri erano sostituiti con il logo di Louis Vuitton e le cui lancette scorrevano a ritroso. Prodotto in soli 1200 esemplari, l’orologio è diventato presto un oggetto da collezione raggiungendo prezzi di resell elevatissimi tanto su Grailed che su StockX.