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dropout lancia il suo primo round d'investimento

Con una campagna di equity crowdfunding per coinvolgere la propria community

dropout lancia il suo primo round d'investimento Con una campagna di equity crowdfunding per coinvolgere la propria community

Tra le realtà più importanti per la sneaker community italiana, dropout ha deciso di fare un ulteriore passo verso la sua fan base lanciando una campagna di crowfunding sulla piattaforma italiana Mamacrowd. Una scelta che darà la possibilità agli appassionati di investire su dropout con l'obiettivo di raggiungere una cifra tra i 300mila e i 500mila euro da utilizzare per allargare il punto vendita, migliorare lo store online e creare dei negozi pop-up in zone dall'alto potenziale. Un'attività che si inscerisce nell'idea di moda sostenibile, spingendo ulteriormente sul mercato dell'usato.

A supporto dell'attività, il team di dropout ha sviluppato HypeAnalyzer, un software pensato per analizzare il mercato secondario delle sneaker dando agli utenti la possibilità di individuare quelle con il maggior potenziale di rivendita, trasformando così le sneaker in dei veri e propri asset. Oltre a diventare un'importante risorsa per lo store stesso, il software promette di dare la possibilità ai finanziatori di vivere in modo ancora più attivo il mercato del resell trasformandoli in una parte integrante dell'economia di dropout.

L'iniziativa, che verrà lanciata il 5 ottobre su mamacrowd.com/dropout, si inserisce nel quadro di finanziamenti più o meno grandi che sta ricevendo il mercato del resell negli ultimi mesi. Grailed, una delle principali piattaforme online di moda second-hand, ha ricevuto un finanziamento di 60 milioni di euro dal GOAT Group di cui fa parte, tra gli altri, anche Marco Bizzarri, CEO di Gucci, mentre mentre Etsy ha acquistato Depop solo pochi mesi fa e Kering, lo scorso marzo, ha investito 216 milioni di dollari in Vestiaire Collective. Nonostante quella di dropout sia un'iniziativa "dal basso" racconta ancora una volta, come il fashion system in tutte le sue dimensioni stia rivedendo il suo piano d'azione, puntando sempre di più sul second-hand per attaccare quelle fette di pubblico interessate alla moda ma con un potere d'acquisto ridotto rispetto alle richieste del mercato.