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5 smartphone che non ce l'hanno fatta

Da quello capace solo di farti leggere i tweet al Nokia con Sonic e Tomb Raider

5 smartphone che non ce l'hanno fatta Da quello capace solo di farti leggere i tweet al Nokia con Sonic e Tomb Raider

Se oggi il mondo degli smartphone sembra un mercato diviso equamente tra Apple e Samsung, gli ultimi vent'anni hanno visto l'avvicendarsi di esperimenti e ibridi più o meno fallimentari. Fin dall'annuncio del primo iPhone nel 2007 le aziende di mezzo mondo hanno provato a rispondere all'egemonia di Cupertino offrendo opzioni spesso fantasiose, tra rispetto della tradizione e tentativi di distinguersi finiti molto male. Nonostante alcuni tentativi lodevoli, non è difficile capire come siamo arrivati a una situazione di dualità quasi netta in cui, dopo un processo di selezione naturale, l'hanno scampata solamente i più forti.

nss magazine ha raccolto per voi la lista definitiva di tutti gli smartphone che non ce l'hanno fatta, per ricordare gli errori del passato per non riperterli.

Twitter Peek

Nel 2009 qualcuno ebbe quella che potrebbe essere definita l'idea peggiore di tutti i tempi: uno smartphone capace solo di farvi leggere i vostri tweet. Nonostante nessuno sia riuscito a metterci le mani sopra, una recensione dell'epoca parlava del Twitter Peek come di un device capace di mostrare solamente i primi tre tweet della vostra lista con la possibilità di visualizzarne solamente la prima metà. Una user experience incredibile, resa ancora più appagante dai comandi lentissimi e dalla moltitudine di suoni emessi dal telefono ogni volta che inviavate o ricevevate un tweet. Come se non bastasse, il prezzo del Twitter Peek era di ben $200. Una cifra un tantino esagerata per un telefono che poteva fare soltanto una cosa.

Energizer Power Max P18K

Forse non lo sapevate, ma nel 2019 Energizer decise di mettere da parte le batterie per lanciarsi nel mondo degli smartphone con il Power Max P18K. Come prevedibile il punto di forza di questo telefono era la lunghissima durata della batteria, una caratteristica capace non solo di distinguerlo dalla concorrenza ma anche di renderlo un vero e proprio mattone fin troppo grande per gli standard dell'epoca. Con un prezzo di vendita di 599$, l'Energizer Power Max P18K non vide mai la luce e dopo qualche timida apparizione nelle convention di tecnologia il progetto su Indiegogo venne interrotto con l'intenzione di riprogrammarlo per il 2020. Cosa che, ovviamente, non accadde.

BlackBerry Storm

Quando nel 2007 Steve Jobs presentò il primo iPhone qualcuno negli uffici di BlackBerry deve aver vissuto un momento di estrema confusione finendo per creare lo Storm. Messa da parte la storica tastiera fisica dei telefoni BlackBerry, questo modello optava per uno schermo touch pensato per emettere un unico e fastidiosissimo suon ogni volta che veniva premuto. In un articolo dell'epoca, David Pogue del New York Times paragonò il telefono a una classica macchina da scrivere con l'aggiunta però di una moltitudine di bug.

Motorola Rokr E1

Prima dell'avvento dell'iPhone fu Motorola a provare la via del connubbio tra telefono e iPod. Presentato da Steve Jobs in persona durante un evento Apple, il Rokr E1 poteva contenere solamente 100 canzoni scaricabili dal proprio iTunes attraverso una lentissima uscita USB 1.1. Durante lo stesso evento Jobs presentò anche il nuovo iPod Nano, brillantemente accolto dal CEO di Motorola con la frase: “Che si fotta il Nano, chi vuole ascoltare 1000 canzoni?”. Aveva capito tutto.

Nokia N-Gage

Quando parliamo dell'N-Gage parliamo forse della storia del mondo tecnologico, ma soprattutto di una delle prime dimostrazioni della totale egemonia di Nintendo nel mondo delle consolo portatili. Pensato per rivaleggiare con il Game Boy Advance, il Nokia N-Gage voleva unire l'esperienza gaming a quella di uno smartphone in uno strano ibridio che esprimeva tutta la sicurezza di Nokia, all'epoca leader incontrastato del mondo dei cellulari. Con un design brutto e poco funzionale, l'N-Gage si presentò a pubblico con solamente sei titoli, decisamente pochi rispetto a quelli disponibili all'epoca per la concorrenza Nintendo. E se quei pulsanti vi sembrano scomodi per giocare, avreste dovuto provare a fare una telefonata.