A proposito di Liberato si è scritto in lungo e in largo, dalle fantasiose teorie sulla sua identità fino alle sue ultime uscite pubbliche. L'immagine anonima ma ingombrante del cantante napoletano ha spesso finito per eclissare nel dibattito pubblico uno degli aspetti più interessanti del fenomeno Liberato: le sue canzoni e in particolari la scrittura dei testi. Se da un punto di vista musicale è difficile trovare una collocazione classica per la produzione di Liberato, la sua poetica si rifà in maniera chiara alla tradizione della canzone napoletana, reinterpretata in chiave contemporanea: un'operazione di rielaborazione culturale rischiosa e complessa ma senza dubbio di successo.

 

Tutto in una telefonata

Liberato ha dimostrato di maneggiare la napoletaneità e il "brand Napoli" con un'invidiabile maestria. Nel suo Tumblr accosta una serie di immagini e gif - da Maradona alle scritte d'amore sull'asfalto, dalle canne sul lungomare fino alle immagini sacre illuminate al led - che creano una narrazione molto fedele a l'anima contemporanea di Napoli, sospesa tra le rappresentazioni di Gomorra, istantanee da pubblicare su Instagram e il Napoli calcio di Maurizio Sarri. Allo stesso modo i suoi testi riprendono molto delle tematiche classiche della canzone napoletana teletrasportate nel 2018 in versi catchy e romantici come Baby I'm so high e nun sacc' cu chi staje. 
Nei testi delle ultime due canzoni di Liberato - INTOSTREET e IO TE VOGLIO BENE ASSAJE -, il cantante affronta alcune delle tematiche ricorrenti della canzone napoletana: il triangolo amoroso e la telefonata.

Il grande topos musicale della telefonata - espendiente letterario usato per esprimere il momento di massima suspense amorosa - domina i video e i testi di entrambi le canzoni.
Da Nino D'Angelo fino a Mina, la telefonata è uno degli elementi più citati nelle canzoni d'amore melodiche italiane: Liberato trasforma i fili arricciati delle cornette degli anni '80 nella vibrazione del cellulare del cellulare che scandisce il beat di INTOSTREET restituendo lo stesso effetto adrenalinico e romantico dell'attesa di una telefonata. Nella musica contemporanea, anche i Phoenix - gruppo indie francese - nel loro ultimo disco Ti Amo hanno dedicato alla Nostalgia Italiana hanno dedicato una canzone al tema della telefonata, che si inserisce in maniera sorprendente in questo filone.

Le prime due rime di JE TE VOGLIO BENE ASSAJE di Liberato citano fedelmente l'inizio di Pronto si tu? di Nino D'Angelo:

Pronto si' tu?
Nun attacca', famme parla'
(Nino D'Angelo)

Pronto comm' stai?
No, nun riattacà
(Liberato)

Il tema della telefonata è stata ripresa anche da Gigi d'Alessio e da altri cantanti neomelodici in tutte le possibili sfaccettature: dall'attesa dello squillo del telefono fino all'era degli sms.

 

Io, lei e l'altro: Liberato e la tradizione del triangolo 

Spesso Liberato è stato accostato alla musica neomelodica napoletana, tuttavia il cantante pesca molto da questa tradizione classica che vede in Mario Merola e Nino D'Angelo i suoi esponenti più importanti. Il filone melodico nacque a Napoli a partire dagli anni sessanta, come alternativa a quello che diventerà il Neapolitan Power che lancerà i Napoli Centrale, James Senese e Pino Daniele. La tradizione melodica - che affonda le sue radici nella canzone e nel teatro popolare napoletana - si è evoluta tra la fine degli anni '80 e '90 in neomelodica: Gigi D'Alessio e ad altri cantati, raccolgono l'eredità dei melodici, modernizzando le basi musicali ma lasciando il tipico vibrato della voce e le tematiche affrontate nei testi. Il fenomeno neomelodico si è evoluto ulteriormente grazie prima all'autoproduzione musicale e in seguito a YouTube, canale che contribuì a creare numerosi idoli locali. Nonostante la viralità dei nuovi neomelodici napoletani, la tradizione non si è snaturata completamente né nel cantato né nella scrittura.

 

Il titolo dell'ultimo singolo è un citazione diretta di una delle canzoni più famose della storia partenopea: Te voglio bene assaje. Composta nell'Ottocento e già cantata dalle massaie napoletane, secondo molti critici musicali rappresenta l'atto di nascita della canzone d'autore moderna o comunque il passaggio dalla musica popolare alla canzone d'autore. Tra gli altri è stata interpretata dai padri nobili della canzoni napoletana tra cui Sergio Bruni, Roberto Murolo e Massimo Rainieri. Il testo introduce il tema della sofferenza e del triangolo amoroso che negli anni è diventato uno dei topos presenti in centinaia di testi della tradizione melodica e neomelodica napoletana: Lui pensa e lei, ma lei sta con un altro.

Io te voglio bene assaje… e tu non pienze a me!

Stai cu iss ma poi chiamm a me.
Stai cu iss ma poi pienz a me.
(Liberato)

La finezza dei testi delle canzoni di Liberato sta propria nella leggerezza con cui riesce a far convivere nello stesso verso una citazione di Murolo con un inglesismo, giocare con una delle tradizioni musicali più importanti del nostro paese e allo stesso tempo rispettarla profondamente.