Vedi tutti

La Francia ha finalmente regolamentato gli influencer

Che tra le altre cose ora dovranno segnalare le foto ritoccate

La Francia ha finalmente regolamentato gli influencer Che tra le altre cose ora dovranno segnalare le foto ritoccate

In Francia sono attivi oltre 150mila influencer, ma finora non godevano di una regolamentazione ad hoc. Per questo, a inizio anno, il ministro dell’Economia Bruno Le Maire aveva lanciato una consultazione popolare online per raccogliere proposte su come «inquadrare meglio gli influencer». Sei mesi più tardi il parlamento francese ha approvato in via definitiva una legge sulla regolamentazione delle attività promozionali online degli influencer. Da tanto che il tema è sentito nel Paese, maggioranza e opposizione hanno lavorato insieme alla proposta, che è stata accolta all’unanimità. Fino a oggi, infatti, il diritto francese non contemplava tra le possibili professioni quella dell’influencer, che per questo venivano regolamentati attraverso norme pensate in origine per altre occupazioni. Nel testo della nuova legge, che crea invece le condizioni legali per riconoscere giuridicamente questo ruolo, gli influencer vengono definiti come «persone fisiche o morali che, dietro compenso o altri benefici, utilizzano la loro notorietà presso il proprio pubblico per comunicare online contenuti finalizzati alla promozione, diretta o indiretta, di beni, servizi o altre cause».

La mancanza di una regolamentazione chiara aveva portato alla nascita di una zona grigia in cui si erano diffuse pratiche controverse: in Francia, infatti, molti influencer sono da tempo accusati di non essere trasparenti nel presentare come tali i prodotti sponsorizzati, ovvero la loro principale fonte di guadagno, o di promuovere prodotti di dubbia affidabilità – come pillole per dimagrire. L’agenzia del governo francese per la concorrenza e la tutela dei consumatori a inizio anno aveva ad esempio pubblicato i risultati di un report condotto a partire dal 2021 su oltre 50 influencer: la maggior parte di quelli presi in considerazione dall’indagine aveva commesso violazioni di vario tipo – come non specificare di aver ricevuto una retribuzione monetaria per una campagna, o dando informazioni fuorvianti su un prodotto sponsorizzato. La stessa agenzia governativa nel 2021 aveva multato – per un totale di 20mila euro – Nabilla Benattia-Vergara, influencer francese che solo su Instagram conta 8,6 milioni di follower, a causa di una pubblicità non dichiarata sui bitcoin.

@haileybrookeweiss What do you think? #greenscreen #france #franceinfluencing #marketing #influencer #influencing #influencer #influencers original sound - Hailey Brooke

La nuova legge entra nel dettaglio di queste stesse problematiche: vieta ad esempio la promozione di determinate pratiche, come la chirurgia estetica, e limita la promozione di certi dispositivi medici, di prodotti contenenti nicotina, delle scommesse sportive e dei giochi d’azzardo. Inoltre, come riporta Le Monde, la legge votata in via definitiva dal Senato afferma che dovranno essere indicate al pubblico le immagini promozionali ritoccate con filtri o altri metodi. In caso di violazioni, i reati previsti sono frode o abuso di fiducia, le cui pene arrivano fino a due anni di reclusione, con multe pari a 300mila euro. Molti analisti, però, si sono chiesti se le autorità francesi riusciranno effettivamente a vigilare su queste nuove norme, specialmente per quanto riguarda gli influencer francesi che vivono all’estero – diversi sono a Dubai –, ma che sponsorizzano prodotti venduti in Francia. Per quest’ultima categoria il governo ha ad esempio richiesto la nomina di rappresentanti legali per l’Europa.

Resta il fatto che, in merito alla regolamentazione delle attività online, negli ultimi anni le autorità francesi sono state più attente e severe rispetto a quelle degli altri Paesi europei – per questo ci sono buoni presupposti per la messa in pratica della legge. L’anno scorso, ad esempio, il governo aveva promosso un “Laboratorio per la protezione dei bambini online”, volto a preservare la privacy su Internet dei bambini e proteggerli da fenomeni come il cyberbullismo, tra le altre cose: diverse grandi piattaforme, tra cui Google e Amazon, si sono impegnate a sottoscrivere il manifesto prodotto dall’iniziativa. In Italia, invece, la regolamentazione delle professioni che operano esclusivamente online è ancora agli inizi: gli influencer, ad esempio, che nel nostro Paese sono circa 350mila, rientrano nella categorie delle professioni non ordinarie. Un maggiore riconoscimento, in termini fiscali, di questo ruolo – così come è avvenuto in Francia –, da un lato sfavorirebbe anche in Italia le pratiche di sponsorizzazione controverse, dall’altro porterebbe maggiori tutele alle persone attive in nell’ambito, rendendo anche le operazioni fiscali meno complesse e più trasparenti.