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La nuova vita della moda Made in Italy

I giovani designer italiani che hanno conquistato la Milan Fashion Week

La nuova vita della moda Made in Italy  I giovani designer italiani che hanno conquistato la Milan Fashion Week
Marco Rambaldi
Sunnei - Ph Filippo Fior / Gorunway.com
A.C.9
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Marco Rambaldi
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Dopo una Fashion Week esaltate, fatta di collabo inimmaginabili e show in cinque città del mondo, la moda italiana sembra essere tornata ai fasti che le competono, concludendo questa settimana di passerelle e presentazioni da protagonista assoluta. Fendi e Versace hanno conquistato le prima pagine con uno show a sorpresa di cui si parlerà ancora a lungo, Gucci ha aperto la sua cassaforte virtuale mostrandoci un nuovo modo di intendere il brand, mentre Moncler ha creato un metaverso virtuale collegando angoli del mondo distanti migliaia di chilometri per presentare MONDOGENIUS. In mezzo a questi fuochi d'artificio si nasconde però la vera notizia, quella forse meno rumorosa ma per molti versi più importante di quelle già citate. Come scritto anche da Andrea Batilla e Federica Salto, a uscire vincitrice da questa Milan Fashion Week è stata la moda italiana, ma non quella fatta dai grandi nomi, ma quella giovane fatta di talenti pronti a conquistarsi il proprio spazio.

Sunnei - Ph Filippo Fior / Gorunway.com
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Una generazione capitanata da Sunnei, in cui dopo il passaggio al fondo Vanguards, Simone Rizzo e Loris Messina hanno alzato il tiro sotto tutti i punti di vista. Se sul talento i dubbi erano ormai pochi, il brand ha fatto uno step in avanti soprattutto nella comunicazione, riuscendo a creare sempre un contenuto accattivante che si sposa alla perfezione con l'ironia e la provocazione che spesso pervade le sue collezioni (i nuovi occhiali vi dicono qualcosa?). Avevamo lasciato Marco Rambaldi a Via Lecco, nel cuore del quartiere di Porta Venezia dove lo stilista bolognese classe '91 aveva iniziato a raccontare l'idea dietro al suo brand, quella fatta di inclusività e dell'impegno sociale, in un racconto che è continuato anche nella sua nuova collezione, RAMBALDIMANZIA, dimostrando una volta per tutte come la moda possa essere anche racconto personale e umano. Da A.C.9 a DES PHEMMES, fino a ATXV, Del Core e Quira, i giovani designer italiani sembrano godere di ottima salute in un'inversione di tendenza di quella mentalità che fino a pochi anni fa preferiva relegare i nomi emergenti al dimenticatoio dando spazio solo a quelli più altisonanti.

Marco Rambaldi
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A.C.9
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Se da un lato le iniziative di Armani prima e della Camera della Moda poi hanno tracciato la strada per i giovani designer italiani, dall'altra questi sono stati capaci di crearsi un proprio percorso lì dove sembrava non essercene uno, lavorando sui linguaggi e sulle tecnologie. Ovviamente non va dimenticata l'importanza del lavoro fatto da Alessandro Dell'Acqua, fondatore e direttore creativo di N°21, che da tempo ha scelto di sostenere Alfredo Cortese e A.C.9 fino ad affidargli la creazione di alcuni dei capi che hanno fatto parte della collezione SS22 di N°21. Mentre i grandi nomi riscoprono la potenza dei loghi come strumento di vendita di sicuro successo, sembra essere finalmente arrivato il momento di iniziare ad immaginare un cambio generazionale da qui ai prossimi anni. Se può essere prematuro immaginare uno dei nomi citati alla guida di un grande brand, il tempo è sicuramente dalla nostra parte quando si tratta di guardare al futuro della moda italiana con uno spiccato ottimismo.