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Questi nuovi pantaloni Balenciaga sono appropriazione culturale?

Una tuta con finti boxer a vista che a molti ha ricordato i saggy pants del mondo hip-hop

Questi nuovi pantaloni Balenciaga sono appropriazione culturale? Una tuta con finti boxer a vista che a molti ha ricordato i saggy pants del mondo hip-hop
Eminem
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Lil Wayne
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Kanye West
50 Cent
Travis Scott

Sul sito di Balenciaga è di recente apparso un paio di Trompe-l'Oeil Sweatpants composto da un paio di pantaloni della tuta sul cui orlo è cucito l’elastico di un paio di boxer, riproducendo illusionisticamente il sagging, ossia la moda di origine afroamericana di indossare i pantaloni oversize al di sotto della cinta mostrando l’underwear sottostante. Nel corso degli anni ’80 e ’90 il sagging è diventato uno stile popolarissimo in tutto il mondo grazie alla diffusione dell’hip-hop, la sua origine è da porre nei ghetti afroamericani delle città americane ma negli ultimi anni lo stile è stato criminalizzato, con leggi ad hoc che lo proibivano in quanto scarsamente rispettoso del pubblico decoro - ma in realtà per la sua associazione culturale col mondo della criminalità. Col tempo il sagging è diventato un significante culturale molto fortemente connotato e associato alla black culture – la stessa black culture che moltissimi utenti Twitter ora accusano Balenciaga di aver gentrificato, trasformando un’usanza nata dalla povertà in un paio di pantaloni della tuta da 975€.

Che cos’è il sagging?

L’origine esatta del sagging come stile è in realtà complessa, ma si rifà sempre alla black culture. Secondo Niko Koppel del The New York Times e Paddy Madison di Menswear Style questo modo di indossare i pantaloni si sarebbe originato nelle prigioni americane, dove ai detenuti venivano assegnate uniformi spesso troppo grandi e prive di cinture per la prevenzione contro i suicidi. Indossare pantaloni troppo larghi che lasciavano l’underwear scoperto divenne dunque una abitudine che gli ex-detenuti portarono a casa dal carcere, facendolo poi entrare nel linguaggio stilistico dei giovani dei ghetti e, da lì, nell’hip-hop. Ma in un’intervista con NPR, la storica della moda dell’Università del Massachusetts, Tanisha C. Ford propone un’ipotesi diversa: negli anni ’30 un tipo di completo baggy detto zoot suit divenne popolare in California fra gli afroamericani e i latinoamericani e la moda del pantalone troppo largo deriverebbe dunque dall’abitudine di acquistare abiti di seconda mano che venivano poi riaggiustati in casa. La zoot suit era associata dalla retorica razzista dell'epoca alla criminalità di strada, ai ghetti, alle sale da ballo frequentate da gli afroamericani e dai messicano-americani – creando quel collegamento fra pantalone oversize e criminalità che ancora oggi porta molti ad associare il pantalone saggy con le gang.

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In verità, come Ford dice nell’articolo, l’origine esatta dello stile rimane comunque oscura e molteplice. Senza dubbio la sua popolarità e diffusione è spiegata meglio dall’uso comune a moltissime culture in tutto il mondo di riutilizzare abiti, facendoli indossare a molte generazioni diverse della medesima famiglia, con il risultato che molti ragazzi finivano per indossare i vecchi abiti troppo larghi dei fratelli maggiori - un fenomeno verificatosi su scala tanto ampia da assumere una propria autonomia estetica, poi associata da una generazione intera alla musica hip-hop. E dunque si può ragionevolmente presumere che l’origine del sagging possa essere una mescolanza di tutte queste varie cause culturali. Tutte le varie fonti, comunque, concordano nell’identificare il mondo hip-hop degli anni ’80 e ’90 come quello che rese il sagging un fenomeno culturale vero e proprio. Nel corso del tempo il sagging è poi uscito dai ghetti e approdato un po’ in tutto il mondo, seguendo la straordinaria diffusione del linguaggio e dell’estetica hip-hop e “gentrificandosi” sempre di più, al pari dei dreadlocks.

Perché i pantaloni di Balenciaga hanno fatto arrabbiare Twitter?

In America, ma in realtà in tutto il mondo, il sagging è disapprovato, quando non proibito, in quasi ogni contesto sociale pubblico e istituzionale. Essendo uno stile molto giovanile, questo fatto è più evidente nelle scuole di mezzo mondo, persino quelle italiane, dove il pantalone troppo largo e l’underwear a vista sono spesso proibiti dai dress code scolastici e associati a teppisti e criminali. Negli Stati Uniti, poi, il sagging è vietato dalla legge con numerosi casi di persone rimosse da autobus o aerei per indossarli, ma anche con multe e proibizioni varie in diverse città del New Jersey e della Florida che li hanno direttamente proibiti, multando chi li indossava – specialmente i membri della black community. L’attivista Devan M. Vilfrard ha sintetizzato con grande efficacia la questione su Twitter: 

«Ci sono vere e proprie leggi che rendono il sagging illegale, eppure i designer di moda speculano sulle stesse cose per cui i Neri vengono criminalizzati. È una cosa spregevole».