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La storia di tutte le Nike con il logo al contrario

Da Dennis Rodman a Travis Scott, 25 anni di ''reverse Swoosh''

La storia di tutte le Nike con il logo al contrario  Da Dennis Rodman a Travis Scott, 25 anni di ''reverse Swoosh''

Lo Swoosh di Nike è probabilmente il logo più riconoscibile al mondo: la storia - ed il libro ''Shoe Dog'' - narra che è stato progettato dallo studente di Portland Carolyn Davidson per soli $35 nel 1971 e da quel momento il connubio logo - brand si è sempre più fortificato. Inizialmente disegnato con una pancia molto grassa ed il ''corpo'' più fine, col tempo ha subìto qualche modifica per poterlo riutilizzare sotto diverse forme, soprattutto per quanto riguarda le scarpe: reso ''mini'', messo sulle suole, lasciato solo sulla linguetta, riproposto più volte sulla stessa sullo stesso lato della silohuette ed infine posizionato al contrario, con la pancia dello Swoosh rivolta in direzione opposta alla scarpa.

L'esempio più recente e famoso è la Air Jordan 1 di Travis Scott che, oltre ad aver riportato in luce il ''reverse Swoosh'', ha anche fatto tornare alla memoria tutti gli altri modelli che avevano già visto questo utilizzo del logo. Dopo l'episodio di ''The Last Dance'' in cui si affrontava la figura di Dennis Rodman, analizzando le scarpe utilizzate da ''The Warm'' durante tutta la sua carriera è sbucata la Nike Air Darwin, nonché il primo esempio di scarpa con il logo al contrario uscita dalle menti di Beaverton.

Ecco quindi le scarpe più famose ad aver già visto questo tipo di design:

Nike Air Darwin, 1994

Sembra più uno stivale stile ROA Hiking che una scarpa da basket; un qualcosa progettato per ''sporcarsi le mani'', che poi era quello che faceva Dennis Rodman quando entrava in campo. Era la terza sneaker outdoor da basket progettata da Nike, dopo l'Air Raid del 1992 e l'Air Raid 2. Non si tratta di una signature ufficiale di Rodman nonostante l'abbia indossata per tutto il 1994 nella sua stagione con gli Spurs. La cosa più memorabile delle scarpe è appunto lo Swoosh all'indietro vicino al tallone, uno strano adattamento che si sarebbe poi rivisto nel tempo.

 

Nike Air Flare, 1994

Andre Agassi è rimasto nella memoria soprattutto per il suo mullet, per i pantaloncini in jeans che facevano da secondo strato ad uno scaldamuscolo fluo e per le sue scarpe, anch'esse con degli accenni neon caratteristici della moda di inizi anni '90. Ma oltre all'iconica Air Tech Challenge che ha indossato in più modelli durante tutta la sua carriera, Agassi ha visto ai suoi piedi anche le Air Flare, con cui ha vinto il suo primo US Open nel 1994. Con una colorway molto più sobria rispetto alle ''hot lava'', sulla parte bianca si trovava per l'ennesima volta uno Swoosh nero rovesciato.

 

Nike Air Yoke, 1995

Anche queste sneakers erano state pensate - insieme alle ''gemelle'' Air Penetrator - per il basket outdoor ma quello che viene in mente quando le si guarda è più una scarpa d'arrampicata. La costante, riproposta dopo la Air Flare, è il logo al contrario sul tallone.

 

Nike Air Ndestrukt, 1995

La linea outdoor per le scarpe da pallacanestro ormai non esiste più; qualche anno fa Nike, dopo il ritiro di Kobe, aveva prodotto dei modelli di Zoom Venomenon per il mercato cinese con una suola più resistente, ma la silo non ottenne grande successo. Questa Air Ndestrukt è stato uno degli ultimi esempi di prodotto ''global'' con cui Nike aveva provato a sfondare - senza clamore - nel mercato outdoor. Quello che ne era uscita è una scarpa che ricorda molto una Nike ACG mixata ad una Kobe 3. Con reverse Swoosh.

 

Nike LeBron 10, 2012

Una delle LeBron più famose, non tanto per un'estetica particolarmente rivoluzionaria, ma perché James con quelle scarpe ha vinto un titolo a Miami. La colorazione più famosa di LeBron 10 probabilmente rimarrà la ''Cork'', che serviva per celebrare appunto il suo titolo del 2012.

 

Air Max 2015

L'estetica delle Air Max cambiò completamente nel 2009 quando Steven Smith (ora designer per la linea Yeezy) creò una air-unit che durò fino al 2017 con l'avvento della tecnologia Vapormax. Per la prima volta uno Swoosh al contrario su una Air Max.

 

Nike PG2, 2018

Paul George fa parte di quei pochi eletti sponsorizzati Nike a poter vantare una signature shoe. La seconda edizione per il giocatore dei Clippers, nonché una delle scarpe di maggior successo di tutta la sua linea, presentava un logo reverse sulla suola.

 

Nike Kobe AD NXT, 2017

Si tratta della prima signature di Kobe dopo il proprio ritiro. Una silouhette che segue la linea di tutte le Kobe's ma con due particolarità: le stringhe completamente coperte da uno sovra-strato e il marchio Nike rivolto verso il tallone.

 

Nike Blazer Mid 77 Vintage Slam Jam, 2018

Price: from €450

Una delle scarpe più iconiche di sempre, la Blazer Mid, utilizzata sia come sneaker sportswear che streetwear. Nel 2018 la rivisitazione da parte di Slam Jam, store nato a Ferrara ma ormai punto di riferimento per lo shopping milanese.

 

Nike Zoom Freak 1, 2019

L'ultimo entrato nella Nike Family a livello di signature shoes. Una scarpa esteticamente non eccelsa ma che attraverso i propri dettagli racconta la storia di Giannis, un ragazzo afroamericano partito dalla Grecia per diventare l'MVP della lega più famosa al mondo. Nonostante la scarpa sia fornita di due loghi, quello interno segue la direzione canonica ma il più evidente, quello sull'upper sole, è invece rivolto in direzione opposta alla scarpa.

 

Air Jordan 1 High Travis Scott, 2019

Non c'è bisogno di una descrizione particolare: si tratta della scarpa dell'anno 2019 nonchè il motivo per cui è tornato in voga il reverse Swoosh, presente sia nella versione High che in quella Low.

 

Air Jordan 1 Shattered Backboard - reverse Swoosh

Menzione d'onore per uno ''sbaglio'' che ha reso la scarpa una delle più ambite al mondo, visto che si tratta di un unico esemplare: si tratta di una Air Jordan 1 SB dove lo Swoosh è stato cucito al contrario. Ma questa volta per ''contrario'' non si intende che la direzione del logo è opposta a quella della scarpa, ma si intende che lo Swoosh è stato posizionato sotto-sopra.