"Tutte le donne che arrivano a Parigi, indipendentemente dalla loro provenienza, si lasciano contaminare dall'allure di questa città. Qui la femminilità è forte, sofisticata, minimalista e opulenta, ma anche pervasa da un sottile piacere per le cose peccaminose". Giambattista Valli lo racconta durante la fashion week parigina dedicata alla FW17-18. Cinque designers lo realizzano attraverso altrettante intriganti collezioni.

#1 Balenciaga

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Guardare al passato per trovare il futuro. Nella moda capita spesso. Questa volta è il turno di Demna Gvasalia, direttore creativo di Balenciaga, di voltarsi indietro, verso il lavoro del fondatore della maison, monsieur Cristobal. Il designer georgiano respira le foto d'archivio, lascia sedimentare nella mente le immagini delle modelle, eleganti nelle loro posture scenografiche. Poi riproporziona silhouette, ridisegna volumi e materiali. Manipola gli abiti come fossero sculture asimmetriche, dalle linee dritte ed i tagli austeri. I cappotti e le giacche si fanno quasi mantelle, allacciandosi diagonalmente su una sola spalla, mimando il gesto femminile di avvolgersi nel proprio capo per ripararsi dal freddo. Le gonne prendono vita dalla loro stessa fodera e creano inaspettati giochi di volumi, svelando la struttura scomposta o diventano sperimentali pencil skirt affusolate realizzate con tappetini di automobili avvolti. La maglieria è morbida, i mini abiti fantasia sono abbinati a calze dalle accese tinte a contrasto e alle dècolletè "Knife" en pendant. E poi, alla fine, arrivano gli abiti da sera, reinterpretazione della storica Haute Couture di Balenciaga e la figura di Cristobal si sovrappone a quella di  Demna. Gvasalia si ispira ai modelli indossati dai reali negli anni '60,  recupera silhouette e tessuti per ricreare pezzi da gran soirèe con maxi fiocchi e volant come il leggendario abito balloon a balze bianche e nere in velluto, tutti da portare con l'iconica Bazar Bag. Standing ovation per la palette di colori (senape,viola, lampone, rosa, verde acqua) e per gli accessori: gli stivali-calza con tacco a spillo, le scarpe Bernie Sanders, le clutch-specchietti retrovisori, le tote oversize.

#2 OFF-WHITE

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Penombra. Betulle scheletriche dai rami sterili e foglie secche. Virgil Abloh, come per la linea dedicata all'abbigliamento maschile, sceglie un bosco spettrale per presentare "Nothing New", la collezione FW17-18. In questa suggestiva location l'attitudine streetwear che ha reso Off-White un brand cult si trasforma, un capo dopo l'altro, in lussuosa eleganza femminile. Mentre la voce fuori campo dell'artista britannico David Shrigley ripete "Focus on the work, the project and finished artwork and focus on that" Bella Hadid apre lo show. Indossa un completo composto da bolero, gonna a matita a vita alta con un profondo spacco e stivali al ginocchio. Il primo di una serie di look che ruota attorno al Prince of Wales declinando le forme classiche di completi, capispalla, pantaloni ed abiti con uno stile moderno e  sottilmente sexy. Il motivo plaid lascia spazio al denim. La collaborazione tra Virgil Abloh e Levi's continua non solo con i jeans, ma anche con giacche cortissime e completi in denim dall'effetto tigrato. Stole in pelliccia, felpe con cappuccio e accenni di blu si dissolvono eterei abiti di seta con maniche arruffate e scollature profonde-V, paillettes nere scintillanti, pizzi delicati e tessuti ricoperti di Swarovski. Il pezzo che farà impazzire le fashionistas? Gli stivali in vernice con la scritta ironica "FOR WALKING"

#3 Fenty Puma by Rihanna

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Bibliothèque nationale de France. Tre. Due. Uno. Inizia lo show più coinvolgente e spettacolare di questa fashion week parigina. Tra scaffali pieni di libri e una parete di armadietti blu, arriva la gang di Rihanna. Joan Smalls, Stella Maxwell, Hanne Gaby Odiele, Lily Donaldson e gli altri modelli si muovono al ritmo di un mix esplosivo di hit da dancefloor dominato dai Die Antwoord e sfilano direttamente sui tavoli da lettura, tra lampade verdi e libri chiusi. Sono cheer leader, punk, skater, health goth, nerd, pugili e school girls in abiti oversize. Indossano maxi felpe in plaid col cappuccio calato sulla testa e completi tartan destrutturati, pantaloni stile rapper e tute sportive, corpetti e minigonne in tessuti tecnici, maglioni voluminosi e crop-top, polo preppy e maglie da baseball, piumini extra lunghi o cropped, American football boots alti fino alla coscia e cappellini. Su tutto la "F" di Fenty, il logo di Puma e i numeri cari a Rihanna: il 13 portafortuna e il1988, il suo anno di nascita. Per la sua terza collezione Fenty Puma la cantante si ispirata al mondo delle high school americane. Ribelle, gioca a rompere i codici delle tradizionali divise collegiali, riediandole a colpi di streetwear.  "Quando ero a scuola, sognavo sempre di potermi vestire come volevo - ha spiegato in un'intervista - ma nelle Barbados era obbligatorio indossare un'uniforme. Così questa stagione mi sono divertita molto a creare look ispirati al back to school e sono onorata di presentare la collezione in un maestoso monumento nazionale... Non sono mai stata innamorata di una collezione più di questo". E se lo dice Rihanna...

#4 Afterhomework Paris

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Basta il nome. Afterhomework nasce come progetto dopo scuola di una coppia di adolescenti. Quando fondano la label Pierre Kaczmarek, il direttore artistico, e la sua ragazza Elena Mottola, sarta e stylist, hanno circa 15 anni, ma una certa devozione a Martin Margiela, immaginazione artistica e sensibilità commerciale li proiettano tra i giovani designers più interessanti da tenere d'occhio. Arrivati alla quinta collezione, esplorano l'equilibrio tra i veri mondi e quello della moda, deviando, decostruendo la vita quotidiana, la strada per ottenere "qualcosa di strano ma coerente, un po' futuristico e innovativo". Il risultato è una serie di silhouettes concettuali e scure composte da pantaloni larghi con bordi grezzi, maxi felpe increspate, dispositivi antifurto come borchie, lunghi chemisier da portare sopra i jeans, tees impreziosite con applicazioni in resina realizzate dall'artista Camille Pogu, gonne fatte da piumini appartenuti al nonno di Mottola, abiti decorati con pezzi di lenzuola ospedaliere.

#5 Miu Miu

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Miuccia Prada interrogata sulla pazzia del glamour davanti all'ignoto risponde mandando in scena una sfilata esagerata, divertente e glamour, ma alla sua maniera. Tutto è volutamente esagerato, fino quasi a essere finto, è nuovo e vistoso. Fa pelliccia, fa glamorous, fa stupido (al momento la sua parola preferita). E' proprio la pelliccia, faux e variopinta, la protagonista indiscussa della collezione FW17-18 di Miu Miu. Color lavanda, ricopre i marmi, le scale, le poltroncine e le pareti razionaliste del Palais de Jena, così come il cartoncino che invita alla sfilata. Declinata in deliziose tonalit‡ zuccherose invade capispalla, colli, guanti, cappelli, sandali e stivali. Soffice e caldo, il peluche enfatizza, esagera, esaspera la bellissima iperbole del brutto tanto cara alla signora Miuccia. Le silhouettes femminili, in bilico tra ispirazioni '70 e mood buorgeois, non hanno paura di risultare sopra le righe. In questa fiera ostentazione della follia glamour coesistono  trench in PVC profilati in nero e bomber di raso, gonne svasate con fantasie geometriche e maglioncini con le maniche a sbuffo incrostati da ricami dorati, vestitini di macro paillettes e tailleur pantaloni con stampe di telefoni vintage o gatti decò ed ancora piume, cristalli, fiori, righe, pappagalli...52 look chiassosi, divertenti, funky