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I nudi pop di William N. Copley's in mostra a Fondazione Prada

Fra Surrealismo e Pop Art

I nudi pop di William N. Copley's in mostra a Fondazione Prada Fra Surrealismo e Pop Art

Ironico, sopra le righe, con un modo di fare arte provocatorio e inconfondibile, tra il Surrealismo e la Pop Art, figlio ideologico di Man Ray e Magritte e predecessore dello stile caotico e graffitaro sviluppato in seguito da Keith Haring, l’artista americano William N. Copley – o meglio CPLY, come spesso si firmava – è una delle figure più rappresentative dell’arte americana del dopoguerra e forse anche una delle più sottovalutate.

Fondazione Prada decide di rendergli omaggio mettendo in scena una retrospettiva esaustiva che non solo ci permette di analizzare la progressione dello stile pittorico di Copley nell’arco di circa cinquant’anni, ma anche di inquadrare la sua figura nel ruolo di estimatore d’arte e collezionista.

Oltre alle 150 opere realizzate da Copley negli anni tra il 1948 e il 1995, è infatti possibile anche ammirare una serie di libri e riviste gelosamente custodite dall’artista ed un piccolo corpus di opere di René Magritte, Man Ray, Jean Tinguely e Max Ernst.

La mostra si espande su due piani di Fondazione Prada. Il fil rouge è la dissacrante ironia, i temi a cui si collega sono sesso, guerra e grottesco. Lo stile è quello cartoonesco, amatoriale e quasi iconoclastico che si traduce nell’uso di una linea spessa e tratteggiata.

La prima parte dell’esibizione si articola fra le tortuose pareti in velluto rosa antico del primo piano del Podium e, oltre ad una serie di opere firmate CPLY, comprende materiale d’archivio – riviste, lettere, fotografie e pubblicazioni – cedute dall’Estate di William N. Copley a New York, e alcuni pezzi dalla collezione personale dell’artista. Fra questi spiccano le cinque tele che compongono L’évidence éternelle di Magritte ed il Ritratto Immaginario del Marchese De Sade di Man Ray.

La seconda parte è invece suddivisa in otto stanze, una sorta di progressiva discesa nella licenziosità e nella provocazione tipiche dell’arte di Copley. Si inizia con le "bandiere immaginarie" realizzate dal 1957 e il 1995, con cui l’artista si diverte scherzosamente a reintepretare le bandiere dei vari – così il Sol Levante del Giappone si trasforma in un paio di natiche femminili e la bandiera russa in una coppia che litiga.

Si prosegue con riferimenti alla guerra fredda e con la ripresa del tema del sesso, attraverso una serie di tele il cui titolo ricalca quello di opere e film celebri (Rape of Lucretia, Clockwork Orange, Last Tango in Paris, Grand Hotel), si passa per un labirinto di paraventi dipinti, si attraversa la sala delle “immagini ridicole”, raffiguranti oggetti comuni come cucchiaini e occhiali da vista, ci troviamo poi di fronte ad una sezione dedicata alla “prostituta ignota” (controparte ironica del milite ignoto) e si finisce in un ambiente immersivo in cui 7 specchi sagomati ed intagliati in modo da ricreare motivi cari a Copley – uomini in bombetta, soldati e cortigiane – ci calano perfettamente nell’atmosfera di un bordello americano.

La mostra dedicata a William N. Copley si terrà dal 20 Ottobre 2016 all’8 Gennaio 2017 presso Fondazione Prada.