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Dane Lovett - old stuff

Dane Lovett - old stuff

Dane Lovett ha la parola love contenuta nel cognome, e già per questo non puoi che amarlo.
Dal canto suo, va matto per tutti quegli oggetti obsoleti che ormai odorano di polvere: vhs, musicassette, cd, vinili, tastiere e sintetizzatori anni '80, enormi tv con manopole laterali. E da un paio d'anni a questa parte ha decido di realizzare degli still life di romantico impatto raffigurando questi prodotti su tela o su pannelli d'alluminio, con tempere o colori acrilici.

Lovett è un giovane australiano che ha spiccato il volo nel 2010 dopo aver vinto un concorso indetto dalla Royal Bank of Scotland nel suo Paese come ''miglior artista emergente'' dell'anno. L'opera che ha convinto la giuria è stata ''Twelve Years'', tela su cui è rappresentata una pila di videocassette a marchio Scotch o TDK, di quelle su cui conserviamo i filmini delle nostre prime feste di carnevale, con tanto di etichetta bianca laterale scritta a penna.

Le sue composizioni sembrano nature morte moderne, non convenzionali, fatte di ricordi dismessi ma ben radicati nell'immaginario collettivo afferente agli anni '80-'90. La musica emerge come una delle essenziali fonti d'ispirazione dell'artista, impacchettata insieme a fiori e piante rampicanti e offerta all'osservatore nella solitudine di un muro bianco a fare da sfondo alle opere.
Dane è stato celebrato nel frattempo da parecchie riviste, come It's nice that o Russh Magazine, che non ne hanno parlato solo perchè dotate di una sezione ''arte'' da riempire, ma perchè il ragazzo ha intercettato una tendenza oggi viva come non mai, quella della ricontestualizzazione dei vecchi supporti audio-video abbandonati a causa della crescente digitalizzazione. Ed ha esposto in numerose gallerie in giro per il mondo, oltre che di recente nello store parigino di Colette.

Noi apprezziamo la scelta controcorrente di mettere pennello su tela in un periodo in cui l'arte visuale è generata sempre più da Illustrator e sempre meno dalla matita.
E poi perchè come dipinge l'acqua lui, la dipingono in pochi.

 

 

Dane Lovett has the word love contained in the last name, and for this reason you have to love him.

He get crazy about all those obsolete objects which now smell of dust, VHS, cassette tapes, CDs, LPs, 80s keyboards and synthesizers, huge tv with side knobs. And a couple of years ago, he has decided to realize impact romantic still life depicting these products on a canvas or aluminum panels, with tempera or acrylic paints.

His compositions, unconventional, are made of discarded memories but well rooted in the '80-'90's collective imagination. The music emerges as one of the main sources of inspiration of the artist, packed with flowers and vines and offer to the viewer in the solitude of a white wall as a backdrop to the works.
Dane has been celebrated by several magazines, such as It's nice that and  Russh Magazine, not only because they have spoken with a section '' art'' to be filled, but because the boy has intercepted a trend strongly alive today: the recontextualization of old audio-visual abandoned because of the increasing digitization. And has exhibited in many galleries around the world, and recently in the Parisian store Colette.

We appreciate the choice of putting brush to canvas in a period in which visual art is created from Illustrator and increasingly less and less from the pencil.
And then, because no one else paints the water as he paints it.

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