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Come è andata la presentazione delle collezioni degli studenti NABA

Un’edizione dedicata alla sostenibilità che ha seguito il tema "Planet Dresses"

Come è andata la presentazione delle collezioni degli studenti NABA
Un’edizione dedicata alla sostenibilità che ha seguito il tema "Planet Dresses"
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Come è andata la presentazione delle collezioni degli studenti NABA Un’edizione dedicata alla sostenibilità che ha seguito il tema Planet Dresses
Gabriele Tasin
Nicola Cudazzo
Naike Crestani
Alexandrina Condraciuc
Armand Filip Ciausoiu
Lucia Carmagnola
Andrea Capobianco
Chiara Bozzoli
Nicola Bortoletto
Andrea Boccadoro
Laura Bigogno
Camilla Bertoni
Giulia Azzurro
Ivan D'Onofrio
Camilla Devecchi
Ilaria Supino
Oliver Stromsater
Maria Plamenova Stoyanova
Giorgio Silvestri
Marco Santini
Matilde Rech
Ludovica Arrighetti
Francesca Quaglino
Federica Luciani
Dang Hoang Phan
Martina-Neroni
Kate Dimaculangan
Giorgia Menegotto
Bernadette Gouba
Xiao Lin

Lo scorso martedì si è tenuto Planet Dresses – The NABA Campus Fashion View 2021, la presentazione delle collezioni dei giovani fashion designer dell'Accademia che, per quest'anno, si è concentrata sul tema Planet Dresses proposto da Nicoletta Morozzi, NABA Fashion Design Advisor. Una passerella rosa si dipanava attraverso l'intero campus con ovunque le telecamere che trasmettevano i dettagli delle collezioni in live-streaming. Ai giovani designer di NABA è stato chiesto di utilizzare il senso di responsabilità come strumento creativo – cosa che tutti hanno fatto. Una delle giovani designer intervistate da nss magazine, Bernadette Gouba, ha detto ad esempio: "Nella moda vedo inclusività ed ecologia, sia dal punto di vista delle materie prima che dal punto di vista delle persone di tutte le etnie". Martina Neroni, invece, ha sottolineato l'importanza della sartoria come strumento per garantire qualità e longevità dei capi, quando le abbiamo domandato come immaginava il futuro della moda ha risposto: "Con abiti che possano durare nel tempo a cui ci si può affezionare"

Un futuro della moda "meno effimero" è invece quello che immaginato da Giorgio Silvestri, che ha voluto concentrarsi su abiti da usare tutti i giorni e capaci di durare nel tempo, sovvertendo le logiche del fast fashion: "Immagino una scena dominata da tanti piccoli brand che lavorano sulla qualità e su tendenze che non sono così veloci". Più lapidario Ivan d'Onofrio che ha dipinto con rapide pennellate l'idea di industria della moda che vorrebbe vedere in futuro: "Meno disordine e più criterio. Meno numeri e più qualità. Estetiche più chiare e concetti meno campati per aria. La moda dovrebbe essere meno di nicchia e più democratica – senza mai perdere il tocco di esclusività che la moda deve avere". Chiara Bozzoli, invece, ha parlato dell'"esubero di abiti" che governa il mondo della moda di oggi. "La soluzione è l'upcycling: trasformare i dettagli di abiti semplici in nuove forme e nuovi design, per avere più opzioni da un solo capo", ha proseguito. Mentre Giulia Azzurro ha sottolineato l'idea di una moda che non pesi sull'ambiente e sulla società: "La moda del futuro la immagino sostenibile, necessaria e funzionale".

Questo sentimento comune di moda responsabile e consapevole è stato riflesso nel concept stesso della presentazione, che l'istituto ha definito un fashion slow show, ampio sia nei tempi che negli spazi, ritratto attraverso molteplici prospettive che hanno approfondito simultaneamente i molti dettagli presenti nelle varie collezioni. NABA ha inoltre coinvolto nella presentazione la scrittrice, podcaster e DJ Paola Maugeri in una conduzione che ha guidato lo spettatore durante tutta la performance e le musiche originali del sound designer Emre Baloglu che ha progettato un ambiente sonoro riallacciandosi al tema "Planet Dresses" in un dialogo con le creazioni degli studenti.