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From China with Love - The beginning

An Italian guy lands to Shanghai

From China with Love - The beginning An Italian guy lands to Shanghai

COME STAI ?

Bene mamma, bene, tutto come al solito, tutto talmente grande da far sembrare tutto molto piccolo, di “Western style” c'è sempre poco ma, tutto sommato non posso lamentarmi.

Sono partito da poco più di tre settimane e agli occhi di chi mi è vicino sembra quasi che mi sia arruolato nella "Legione Straniera". La Cina, per qualche strano motivo spaventa tutti, forse per i cani e gli insetti come aperitivo, lo sputo per terra o l'incomunicabilità disarmante. Prima di partire la gente a cui comunicavo la mia decisione sgranava gli occhi, una pacca sulla spalla e con orrore esclamava : “ ma sei sicuro dall' altro lato del mondo?”.

L altro lato del mondo, già! Milano dista da Shanghai 9161 km , tra Milano e Los Angeles, la distanza è di 10210 chilometri, tutto sommato anche Los Angeles sembra essere molto al di là dell' altro lato del mondo, forse allora l' altra metà del mondo è da come la si osserva?

“你什么国家?” , mi chiede un bambino allo Starbucks, rispondo Italia, ma senza troppa sicurezza. “不知道”, non la conosce, quella risposta risuonò in me tante volte, era strano come una realtà così grande per me, a lui risuonasse così sconosciuta.

La Cina era il luogo in cui ero cresciuto più che in ogni altro, mi aveva trovato e scoperto 3 anni fa , ma in tre anni ci si perde di vista facilmente e tornare una settimana di tanto in tanto non è come viverci.

 

Shanghai 18 febbraio 2013, a dirla tutta già mi manca quel sapore glamour della vita, la settimana della moda, le foto e le conoscenze fatte per “ le chiacchiere”, la Cina non conosce questo lato frivolo, divertente, qui si fa Business e tradizione. Non conoscono l' atmosfera che si respira il primo giorno di fashion week, quei febbrai umidi e dove il meteo non conta nulla, l' importante è mostrare il proprio profilo migliore. Non esiste quel momento di eccitazione e di grandi preparativi, nn si può catturare con un obbiettivo e per questo, qui, non può essere replicato artificialmente come tutto il resto.

Avevo terminato gli studi, lavoravo per l'ufficio stampa di un grosso brand e posavo con il mio profilo migliore ma lentamente sentivo di anestetizzarmi; come se qualcuno mi avesse iniettato inconsapevolmente una brama solo ed esclusivamente per le cose materiali, stavo vivendo in una realtà da telefilm, in cui quello è amico di quello, quello fa roba con quello, e se nn hai l ultima maglietta di Riccardo, sei inevitabilmente OUT.

Peccato che in questo nuovo inverno Riccardo, poverino, fosse già out. Quasi come se la mia generazione percepisca il bisogno di farsi vedere, fare i così detti “numeri”. No. Non ne avevo più voglia , anzi non ne avevo più l'energia, una dinamica ripetitiva, non sbagliata, ma in cui non riuscivo più a trovare il mio equilibrio.

È estremamente difficile indagare sui noi stessi e soprattutto sulle cose più semplici quando diventiamo topi di un labirinto dalle certezze pattuite. L' oriente invece, ti stordisce, disorienta; l' edificio più alto del mondo o il bambino che non conosce l'Italia? Nonostante tutto il divertimento, la gioia che Milano può offrire, ho preferito percorrere quei 9161 Km e tornare a Shanghai, riportando a galla dentro di me l'indagine intima e microscopica che attraversa e permea l’inconscio, tornare nell'altro capo del mondo, tornare da me.