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Supreme NY dichiara guerra a Supreme Italia su Instagram

Con un video intitolato "FUCK THE FAKES"

Supreme NY dichiara guerra a Supreme Italia su Instagram  Con un video intitolato FUCK THE FAKES

La battaglia per l'uso del boxlogo Supreme sta diventando una lotta senza esclusioni di colpi: dopo il caso Samsung e l'annuncio di espansione in Cina da parte di Supreme Italia, Supreme NY ha finalmente risposto citando per la prima volta i FAKES.
Domenica infatti sul profilo Instagram del brand è stato pubblicato il video "FUCK THE FAKES": una chiara e diretta dichiarazione contro Supreme Italia, nonostante il brand non venga mai nominato direttamente. Il protagonista è Funkmaster Flex - un famoso e riconosciuto DJ e conduttore radiofonico newyorkese - che nella sua dichiarazione attacca direttamente i FAKES e rivendica la realness di Supreme, il tutto intervallato da esplosioni a rimarcare il tono epico del video.
La parte più importante della dichiarazione è quando Funkmaster Flex dice:

Sapete che cosa sta cambiando adesso?
Li vogliamo vedere i fake
Gli punteremo un dito in faccia
Diremo chi sono i fake e cos'è fake
E io non ho paura a dire chi sono i fake, perché non lo sono mai stato [...]
Originals a sinistra, fakers a fondo 
E faremo in modo che andrete a fondo e sapete perché?
FUCK YOU!

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“FUCK THE FAKES” -Funk Flex

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Per approfondire: Breve guida a Supreme Italia e Supreme Spain -

 

La risposta di Supreme Italia

Tra le migliaia di commenti sotto al video di Supreme non è mancata la risposta sarcastica proprio di Supreme Italia - tramite il profilo IG @Supremespain_official - che ha citato l'account Instagram @supremecopies.

Per chi non lo conoscesse, Supreme Copies è un account Instagram nato nel 2016, che raccoglie tutti i design prodotti da Supreme e ne scova le ispirazioni, che spesso si rivelano esattamente uguali ai prodotti di Supreme. L'anno scorso è stato anche pubblicato un libro titolato Supreme Copies che raccoglie il lavoro fatto sull'account IG.

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Today’s post is a revisit of a 10 year old graphic previously covered on the page. The ‘Deffest Baddest,’ tee from FW ‘09 serves as an awesome example for properly combining references to make for an original graphic. Pictured in the bottom right is a 1988 tour tour tee from ‘Wendy O’ Williams.’ The tour coincided with the last album Williams recorded, ‘Deffest Baddest.’ The album is notable for it’s hip hop experimentation and the abandonment of the punk and metal sounds that made her a star. Wendy O Williams unfortunately committed suicide 10 years later. To the bottom right is the poster to a 1958 independent horror film, ‘The Brain Eaters.’ While I’m sure the film has some sort of occult notoriety to it, I highly doubt that Supreme chose to reference it for the movie itself, and it was more likely brought to the inspiration table for its artwork. Thanks to @soldierboyfriend for sending in the old movie poster, always cool piecing together these old graphics!

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Tuttavia accusare Supreme NY di copiare i suoi prodotti è abbastanza ovvio in quanto la copia è nel DNA del brand dalle sue origini skater, quando James Jebbia prese il font Futura creato da Barbara Kruger e ne fece il logo del suo brand, con tutti i problemi legali che poi ne sono derivati. Il concetto di realness citato anche da Funkmaster Flex, è uno dei pilastri su cui si fonda il mito di Supreme che poggia sulla cultura skater e punk newyorchese alla quale il brand non ha mai voluto rinunciare, neanche dopo l'acquisizione per 500 milioni di dollari da parte del grand gruppo di investimento Carlyle.

 

Il vero significato del video: Supreme NY non scherza più

Il video pubblicato da Supreme può sembrare un fatto marginale riguardo la questione del legit fake e della battaglia legale con Supreme Italia sull'uso della boxlogo, ma invece rappresenta un punto di svolta nella strategia del brand americano.
Infatti Supreme NY ha sempre ignorato l'esistenza di Supreme Italia evitando di attaccare pubblicamente il brand controllato da IBF (International Brand Firm). Questa strategia deriva ancora una volta dalla natura di Supreme NY che ha sempre mantenuto la sua attitudine punk rinunciando alla comunicazione aziendale tradizionale.
Le battaglie si sono limitate ai tribunali, in diversi paesi del mondo - tra cui Spagna e Italia - la cui maggior parte sono ancora in corso e per ora hanno dato ragione per lo più a Supreme Italia. Da quando però a dicembre Samsung Cina aveva annunciato una collaborazione con Supreme Italia - in seguito cancellata - Supreme NY era dovuta uscire allo scoperto pubblicando un IG story per smentire la collaborazione.

Dopo la vicenda Samsung, Supreme Italia ha annunciato l'espansione del brand e l'apertura di oltre 70 store in tutto il mondo tra cui la China, un mercato sconfinato e potenzialmente ricchissimo nel quale IBF è l'unico detentore del marchio Supreme. L'obiettivo del video "FUCK THE FAKES" di Supreme è quindi una dichiarazione di guerra chiara e diretta nei confronti di Supreme Italia e c'è da aspettarsi che la battaglia per l'uso della boxlogo non sarà limitata soltanto alle aule dei tribunali ma diventerà una lotta sui social e sulla comunicazione.