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Supreme Italia annuncia l'apertura di oltre 70 store fisici

Compresi due flagship store a Pechino e Shanghai

Supreme Italia annuncia l'apertura di oltre 70 store fisici Compresi due flagship store a Pechino e Shanghai
Copyright ©2018 nss factory - All rights reserved

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Durante questa settimana la notizia della collaborazione tra Samsung e Supreme Italia - marchio controllato da IBF - è rimbalzata su giornali e feed di ogni parte del mondo. Dopo la conferma e la successiva "smentita" della multinazionale sudcoreana, IBF ha rotto il silenzio con un comunicato stampa ufficiale che conferma la collaborazione con Samsung e rivela i futuri piani industriali della società con sede a Londra.
L'informazione più importante diffusa da IBF riguarda appunto la prossima apertura tra la fine del 2018 e il 2019 di oltre 70 store fisici in tutti paesi nei quali è riuscita a registrare il proprio marchio.

 

La IBF aprirà in ogni nazione del globo dove presenti con i diritti di proprietà industriale degli store di proprietà sull’esempio spagnolo, già in programma anche un negozio a Belgrado dove IBF è l’UNICA DETENTRICE DI UN MARCHIO SUPREME REGISTRATO, cosìc ome in altri territori, e quindi tra fine 2018 e 2019 previste non meno di 70 aperture nel mondo.

IBF

La storia di Supreme Italia nasce tra il 2011 e il 2012 a Barletta in Puglia, dove iniziò la distribuzione e vendita online di prodotti con l'iconico boxlogo Supreme.
Dopo varie battaglie legali, il brand nel 2015 si è spostato il Spagna dove la società Elechim sports SL ha registrato il marchio Supreme Spain ed aver vinto una causa contro Chapter 4, la società che detiene il marchio Supreme fondato a New York da James Jebbia. Subito dopo iniziò l'apertura di store fisici recanti il boxlogo Supreme in Spagna, al momento presenti a Barcellona, Formentera, Ibiza, Malaga, Palma di Maiorca ed in apertura nel centro di Madrid.

Nel comunicato stampa IBF parla di oltre 70 aperture di store fisici in tutto il mondo: il prossimo sarà quello di Belgrado in Serbia. Tuttavia la notizia più rilevante riguarda il mercato cinese, nel quale IBF è entrata da dopo aver ottenuto l'APAC, l'autorizzazione a vendere e commercializzare nella regione Asia-Pacifico (eccetto il Giappone). In particolare il brand ha annunciato l'apertura di due flagship store a Pechino e Shanghai, e la redazione di nss magazine ha avvistato un negozio sospetto proprio nel quartiere più elegante della megalopoli Cinese, oltre che una massiccia presenza online sulle piattaforme di e-commerce

 

Come preannunciato, IBF con Supreme ha spinto il marchio in Cina , sia costruendo flagship store di sette piani in Shanghai e a Pechino, sia vendendo i propri prodotti attraverso le più grandi piattaforme e-commerce B2C Tmall.com. del Gruppo Alibaba e JD.com. 

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Per approfondire: Breve guida a Supreme Italia -

 

Nel comunicato stampa IBF ha sottolineato più volte la situazione di legalità in cui si trovano i brand da essa controllata, ed ha lanciato una frecciata piuttosto diretta al Supreme NY riguardo l'apertura degli store fisici. Il brand di James Jebbia ha costruito l'hype intorno ai prodotti grazie alla scarsissima disponibilità di essi (gli store fisici sono solamente sei: New York, Brooklyn, Los Angeles, Londra, Tokyo e Parigi), nonostante i design semplici e i materiali comuni con cui vengono realizzati.
IBF cerca di porsi come Robin Hood dello streetwear - facendo in particolare riferimento al mondo dei resell e delle raffle - glissando però sul fatto che il successo dei loro prodotti deriva proprio dalla culture costruita dal brand americano.

Il mood etico della società è quello di rendere disponibile il prodotto a tutti con altissima qualità di prodotto e design sia al retail che sull’e-commerce contrastando e combattendo senza dubbio i fenomeni non proprio regolare che favoriscono il reselling pratica che crea non solo dinamiche commercialmente scorrette ma anche fiscalmente perseguibile ad opera di sedicenti youTuber o finti guru dello streetwear, assecondati anche da aziende che rendono non disponibile il prodotto…. Più che un acquisto con alcune società sembra di assistere a delle lotterie a premi.