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Due sentenze del Tribunale di Trani scagionano "Supreme Italia"

Vi mostriamo in esclusiva i documenti che sanciscono il dissequestro di tre siti internet e della merce

Due sentenze del Tribunale di Trani scagionano Supreme Italia  Vi mostriamo in esclusiva i documenti che sanciscono il dissequestro di tre siti internet e della merce
Foto di un sequestro del 2017 a Parma

Da piccola storia legata allo streetwear e al fenomeno del legit fake, la battaglia tra Supreme Supreme Italia - brand controllato dalla International Brand Firm, che recentemente ha registrato il marchio Supreme Spain - sta diventando una vicenda seguita a livello internazionale e che potrebbe avere serie conseguenze sul futuro legale della produzione nel fashion system.
nss magazine è entrato in possesso in esclusiva delle due ultime sentenze del tribunale del riesame di Trani entrambe a favore di IBF e Supreme Italia. La prima impone il dissequestro di tre siti internet riconducibili a IBF che commercializzano prodotti simili a quelli di Supreme, mentre la seconda riguarda delle magliette e altri prodotti sequestrati dalla guardia di finanzia di Andria e destinata al mercato spagnolo lo scorso giugno.
La cosa più interessante è che in entrambe le sentenze a favore di IBF e Supreme Spain, il tribunale ha sottolineato che la situazione Supreme Spain ricade completamente nell'ambito della legalità e che il rifiuto di registrazione del marchio di Supreme (chiesta da Chapter 4, la società che controlla il brand newyorchese) da parte dell'Unione Europea è un elemento importante nella vicenda legale riguardo e mette in discussione la sentenza del tribunale di Milano che condannò Supreme Italia per contraffazione e concorrenza sleale parassitaria.

 

La storia del sequestro dei siti internet

Il 4 Giugno 2018 il Tribunale del riesame di Trani emetteva un ordine di sequestro per tre siti internet - www.supremeitalia.com, www.supremeitalia.it e www.brandshopstore.com - ritenendo ci fosse la possibilità di un reato in quanto era possibile acquistare magliette e felpe con la scritta Supreme. Il tribunale del riesame ha emesso ieri una sentenza di dissequestro dei tre domini in non esistevano motivi legali per mantenere bloccati i tre siti. Infatti www.supremeitalia.com è offline dal 1 gennaio 2018 a seguito della sentenza del Tribunale di Milano, mentre www.supremeitalia.it è registrato in Germania e www.brandshopstore.com vende molti prodotti differenti, non solo capi con la scritta Supreme.
Gli ultimi due siti sono attivi ed è possibile acquistare magliette e felpe simili a quelle prodotte dal brand di streetwear americano.

 

La storia del sequestro delle magliette

Foto di un sequestro del 2017 a Parma

La sentenza di cui siamo arrivati in possesso riguarda il sequestro di 3189 magliette e altri 150 item con la classica scritta Supreme ma di proprietà di una società riconducibile alla IBF, marchio che controlla i brand di Supreme Italia e Supreme Spain. Infatti la merce era proprio destinata al mercato spagnolo, dove il brand Supreme Spain è regolarmente registrato all'ufficio brevetti ed ha aperto dei negozi fisici a Barcellona e Ibiza. La merce in questione è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza di Andria in quanto sospetta merce contraffatta e il GIP del tribunale aveva confermato la sentenza seguendo la formula del fumus commissi delicti, cioè la presunzione che sia stato commesso ci sia un reato. Ieri il tribunale del riesamo di Trani ha ribaltato la sentenza imponendo il dissequestro dei beni in questione in quanto, citando il giudice "la presunzione di reato non può costituire da solo un presupposto legale per il sequestro".

 

La cosa più importante delle due sentenze

In entrambi i documenti che abbiamo letto, il giudice del riesame di Trani ha messo seriamente in dubbio la sentenza del Tribunale di Milano dello scorso gennaio che ha di fatto stroncato Supreme Italia nel nostro paese ed ha spinto il brand in Spagna. In particolare le sentenze escludono la possibilità del reato di contraffazione (il più grave) poiché "secondo la giurisprudenza di legittimità, ai fini della sussistenza del reato non è sufficiente né la confondibili tra i due marchi, né la sostanziale identità esteriore del prodotto".
Rimangono quindi i due reati minori di concorrenza sleale e illecito civilistico, che però assumono una dimensione minore alla luce della sentenza dell'ufficio europeo che ha rifiutato per ben due volte la richiesta di Chapter 4 di registrare il marchio Supreme nell'Unione Europea, mentre il marchio Supreme Spain è legittimamente registrato presso gli uffici brevetti spagnoli.

Queste due sentenze potrebbero essere veramente la svolta legale di questo caso, su nss magazine vi terremo aggiornati su ogni novità, rimanete connessi.