
Tutti amano odiare Timothèe Chalamet È bastato un singolo anno a ribaltare l’immagine del celebre attore
C’è sempre un momento in cui cambiamo idea su qualcuno. Eppure, quando decidiamo di cambiarla, non si tratta mai di un ribaltamento improvviso, ma di una maturazione. Opinioni e impressioni si accumulano fino a quando, raggiunta la massa critica, esplodono disintegrando reputazioni costruite in anni. È il caso di Timothèe Chalamet che, a fine febbraio, durante un incontro tenutosi alla University of Texas sul futuro del cinema ha detto: «And I don’t want to be working in ballet or opera, or things where it’s like, ‘Hey, keep this thing alive.’ Even though it’s like, no one cares about this anymore» (E non voglio lavorare nel mondo del balletto o dell’opera, o in ambiti in cui si dice: "Ehi, manteniamo viva questa cosa". Anche se, in realtà, a nessuno importa più nulla di tutto questo»).
La frase ha fatto arrabbiare moltissimi, scatenato una pioggia di meme e di iniziative ironico-promozionali di teatri e filarmoniche di mezzo mondo , ma ha anche innescato una rivalutazione quasi completa della reputazione dell’attore. Agli Oscar 2026, numerosi momenti ed esibizioni sul palco erano specificatamente mirati a deridere l’infelice uscita di Chalamet, ma è stato anche il pubblico a felicitarsi che l’attore non abbia vinto un Oscar e in generale quel commento è stato un po’ la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ma come siamo arrivati a trovare antipatico Chalamet, un attore che fino a pochi mesi fa era in cima al mondo?
Marty Supreme e l’arte di promuovere un film a morte
@yaraashhhh First man to land on the sphere is wild #timothéechalamet #martysupreme #unhinged #popculture #fypシ゚ original sound - yara
Marty Supreme è stato promosso a morte. Praticamente dallo scorso ottobre Chalamet ha cambiato look, si è rasato i capelli e ha iniziato a comportarsi con modi sempre più enfatici e caciaroni apparendo in diversi podcast oltre che in una finta registrazione di una riunione Zoom con il team marketing di A24. C’è poi stata l’apparizione di Chalamet in cima alla Las Vegas Sphere, l’intera side quest con EsDeeKid che ha fatto una canzone dove è apparso l’attore, c’è stata la release della giacca di Marty Supreme e persino al Museo Nazionale del Cinema è apparsa una statua di tre metri del personaggio a gennaio.
All'inizio del press tour, Chalamet era ancora amato. Addirittura, le sue foto in costume anni ’40 prese dal set erano diventate virali. Ma questa promozione ha avuto il difetto di durare quattro mesi. Quando Marty Supreme è arrivato nelle sale, il pubblico era già stufo di lui e delle sue bravate. Una tipica intervista di questo tour vedeva Chalamet dire: «This is probably my best performance. It’s been like seven, eight years that I’ve been handing in really, really committed, top-of-the-line performances. I don’t want people to take it for granted. This is really some top-level shit». Una frase che, per molti, avrebbe potuto anche pronunciare Kanye West.
Certo, è stato poi chiarito che l’intero press tour era una specie di performance immersiva in cui Chalamet diventava una versione moderna del suo personaggio ma il concetto non è stato capito dai più. Il press tour è stato semplicemente troppo (e troppo rispetto al film) e l’episodio casuale dei commenti su balletto e opera alla fine ha rappresentato infine il colmo. Ma per Chalamet il film e il press tour si sono trasformati in fonti di impopolarità sia perché hanno esposto il suo desiderio di vincere un Oscar a tutti i costi, sia perché hanno segnato un catastrofico cambio di branding per l’attore.
Un rebranding imprevisto
@einsider One thing about #TimothéeChalamet’s fashion is that he never misses a chance to make a statement. (credit: getty) #timotheechalametedit #timotheeedit оригінальний звук - Spotify & apple musik
La vera ragione del senso di delusione che molti hanno provato verso Chalamet riguarda, in effetti, il suo rebranding personale. Diversi meme apparsi online nelle ultime settimane hanno parlato di questa transizione di Chalamet come di un passaggio da attore "europeo" a "americano". Dietro la battuta c’è un fondo di verità: Chalamet è diventato famoso con Chiamami col tuo nome e Piccole Donne, film che ne ha fatto un sex symbol ma lo ha anche ammantato di un’aura euro-chic di letture colte, musica classica e una certa eterea bellezza.
Sia nelle sue scelte di moda, che nei ruoli in cui recita, Chalamet pareva venuto da un altro mondo. Certo un aspetto più normale e sportivo del guardaroba dell'attore era emerso negli scatti dei paparazzi ma le cose sono cambiate con il successo di Dune, che lo rese un attore da blockbuster, e poi con Wonka e A Complete Unknown. Lì il sensitive young man iniziò a diventare un divo di Hollywood nel bene e nel male: nel 2023 si è fidanzato con Kylie Jenner, figura pubblica che, stilisticamente, si trovava ad anni luce di distanza dal personaggio pubblico di Chalamet all’epoca che, ricordiamolo, era il volto di Bleu de Chanel oltre che il simbolo di quella mascolinità alternativa, “francese” e un po’ pensosa e delicata che era l’alternativa al muscolare, sbruffone uomo hollywoodiano. Era considerato il nuovo archetipo di protagonista cinematografico.
The PR who told Timmy to "go full douche for his Oscar campaign" should be fired.
— MovieUsherMX (@MovieUshermx) March 6, 2026
Il tour di Marty Supreme ha demolito quell’immagine. Le tute colorate, gli occhialini senza montatura da maranza, i capelli rasati, gli schiamazzi, i completi di Chrome Hearts e le felpe rosa con la canottiera sul red carpet. Il nuovo Chalamet sembra uscito da un video pop-punk dei Blink-182 o da una puntata di Jackass, non a caso lo hanno paragonato al giovane Mark Whalberg nella sua era Marky Mark o a Kevin dei Backstreet Boys. Molti fan hanno visto questo rebranding come un tradimento, dato che il fascino di Chalamet stava proprio nella sua classe, nel suo essere “spiritualmente europeo”.
Ora però il press tour di Marty Supreme è concluso, non ci sono Oscar da vincere per almeno un anno intero e il trailer del prossimo film di Chalamet, Dune 3, dovrebbe uscire proprio oggi. Il press tour di quel film sarà, si spera, molto più tradizionale e contenuto di quello di Marty Supreme. Ma si spera che Chalamet e i suoi stylist e PR decidano per correggere il rebranding attuale che, onestamente, ha già fatto abbastanza danni.










































