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Il grande ritorno dei jeans ricamati

Siamo tornati a dare peso ai loghi?

Il grande ritorno dei jeans ricamati Siamo tornati a dare peso ai loghi?
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Jean Paul Gaultier
Balenciaga
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I ricami sulle tasche posteriori dei jeans sono sempre stati una ragione di vanto, una sorta di distintivo. Chi è cresciuto negli anni 2000 ricorderà il boom dei denim scintillanti, come i Chloé con il ricamo di un cavallo firmati Stella McCartney, o i Gucci con le piume colorate dell'era di Tom Ford. Per non parlare dei ricami floreali fai da te, un trend nato da un sentimento di nostalgia per l’estetica Y2K esploso nuovamente durante la pandemia, quando ricamare tornò ad essere un hobby diffuso in tutto il mondo grazie a tutorial su Youtube e TikTok (ad oggi l'hashtag embroidery conta 1.3 milioni di post). Negli ultimi anni, il mercato del denim ha subito una fortissima espansione. A contribuire è stato il ritorno del workwear, con l’attenzione a capi che risaltassero per durabilità e utilità, sperimentando con forme più morbide e abbracciando uno stile più androgino; ma anche l’interesse per il vintage e la moda dell'upcycling, un’industria in cui il denim diventa materiale protagonista proprio per la sua durabilità. Nonostante i ricami sulle tasche posteriori siano andati via via scomparendo, sembra che stiano finalmente facendo il loro ritorno: in prima linea a riportarle in passerella ci sono Balenciaga, che ha incluso nella collezione FW24 l'iniziale "B" disegnata con lustrini sulla tasca posteriore dei denim, e poi Jean Paul Gaultier con ricami di forme concentriche su entrambe le tasche, per un riferimento al reggiseno conico, icona del brand. 

La storia dei ricami sulle tasche dei jeans 

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Si dice che il primo brand ad adottare la pratica di ricamare il retro dei jeans sia stato Levi’s. L’iconico ricamo dell'aquila – ribattezzato Arcuate o Crazy Eaglerisalirebbe già al 1873. Purtroppo, l'origine del nome o del ricamo stesso è andata perduta insieme al resto degli archivi Levi’s a seguito del terremoto di San Francisco del 1906. A distinguere ulteriormente la tasca posteriore Levi’s c'è la famosa targhetta rossa, causa di numerose controversie legali. Se il ricamo era prima fra tutto un simbolo di riconoscimento, negli anni ‘70 la tecnica diventa una pratica radicale, adottata dalle comunità hippie contro il consumismo di massa. Come spiegato da AnOther Magazine, la tecnica hippie di personalizzare i propri vestiti era «un atto profondamente politico, che dimostrava come la protesta può spesso prendere la forma di ago e filo».

Il ritorno dei dettagli sul denim

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Sicuramente lontano da questo sentimento di ribellione, l’attenzione al design sulla tasca posteriore segna il ritorno di una tendenza, se non altro, divertente. In conversazione con Vogue US, la giornalista ed esperta di denim Jane Herman sottolinea l’inefficienza del dettaglio: «L'intenzione originale dei jeans era quella di essere abbigliamento da lavoro. Ovviamente, non c'erano brillantini da nessuna parte; metterli sul retro significa rischiare di graffiare i mobili. Non ti siedi con quei jeans, e se lo fai, rischi che uno o due strass cadano.» È l'intenzione, quindi, di cambiare: l’utilità diventa secondaria e i ricami sulla tasca posteriore, come nel caso di Balenciaga, diventano una firma del creatore stesso, oltre che un elemento creativo e di stile. Altri esempi? La "W" di Wrangler, o la semi linea di Dior, anche chiamata “scar”, cicatrice. Viene da sé una citazione al numero di 7 For All Mankind o il celebre ferro di cavallo dei denim True Religion - Fergie già li nominava nella canzone My Humps nel 2005, quando il brand era diventato un punto fermo nell’armadio femminile.

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Quest’anno, Y/Project aggiunge il logo con la Torre Eiffel sulla tasca posteriore destra; Valentino riprende decorazioni floreali e pailettes nel denim da donna, insieme al tag VLTN in gomma; mentre AREA aggiunge la targhetta in metallo con il nome. Si uniscono anche brand minori come JNCO, che li introduce in edizione limitata sui modelli The Royal e The Artistical Uprising, entrambi con tasche oversize; Frame, che gioca con le toppe per una collezione limitata in collaborazione con Ritz; e infine il brand newyorchese Small Talk Studio, che realizza un denim bianco con grafiche in vendita esclusiva su ssense. Il graduale ritorno dei ricami sulle tasche posteriori dei jeans è segno dell'importanza che il branding continua ad avere, e forse anche l’ennesima prova che il pubblico è finalmente pronto a lasciarsi alle spalle l’era del quiet luxury.