Come funziona la medicina tradizionale cinese? Le nuove generazioni sono affascinate da percorsi alterativi di medicina

Negli ultimi mesi su TikTok si è diffusa una tendenza non facile da comprendere per chi non ha familiarità con i linguaggi dei social network e con le mode che coinvolgono le generazioni più giovani. Sulla piattaforma non è raro incappare in utenti occidentali che mostrano le loro abitudini quotidiane ispirate alla medicina tradizionale cinese – precisando ironicamente di aver realizzato di recente di essere cinesi (pur non essendolo). Queste pratiche includono per esempio bere acqua calda, consumare congee (il porrige di riso) o preparare di colazioni con ingredienti tipici della cultura orientale, tra le tante cose.

@angelashanhu My take on the trend of “being Chinese” #fyp original sound - angelashanhu

La medicina tradizionale cinese (MTC) viene descritta dai suoi sostenitori come basata su oltre tre millenni di pratiche mediche sviluppate per l'appunto in Cina, e che prevedono l’impiego di preparati a base di erbe o carne, l’agopuntura, alcune tipologie di massaggi e il consumo di particolari alimenti. Tra i vari principi della MTC c’è quello dell’”energia vitale” (detta “qi”), che circolerebbe nel nostro organismo attraverso canali chiamati meridiani, che mettono in collegamento buona parte degli organi, stimolandone le funzioni.

La medicina tradizionale cinese funziona?

La teoria dell’energia vitale e le altre pratiche tipiche della MTC sono generalmente considerate forme di pseudoscienza, poiché non si basano sui principi fondamentali della medicina scientifica. Questo spiega l’assenza di cure realmente efficaci riconducibili alla MTC, soprattutto nel trattamento delle patologie più gravi. I trattamenti proposti vengono tuttavia spesso presentati come sicuri da chi li promuove, in virtù del loro utilizzo millenario, sebbene non siano stati sottoposti a studi e sperimentazioni scientifiche rigorose che ne dimostrino l’efficacia o ne valutino in modo sistematico i possibili rischi.

In Cina la MTC è autorizzata e, in una certa misura, sostenuta dalle istituzioni attraverso l’Agenzia Nazionale della Medicina Tradizionale Cinese. Le persone che intendono praticarla devono superare un esame che certifichi le competenze richieste, oltre a ottenere la raccomandazione di almeno due professionisti già abilitati. L’Agenzia è inoltre responsabile della verifica e dell’approvazione delle campagne promozionali relative ai trattamenti, che alimentano ogni anno un mercato dal valore di diversi miliardi di euro.

I più giovani hanno scoperto la medicina tradizionale cinese

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Resta il fatto che la crescente popolarità in Occidente della medicina tradizionale cinese ha avuto effetti socialmente interessanti anche all’interno delle singole comunità cinesiVedere, soprattutto su TikTok, persone non cinesi avvicinarsi allo studio della MTC ha spinto molti giovani di seconda generazione a riscoprire le proprie radici culturali, recuperando ricette, pratiche e rituali in parte dimenticati. Ma anche all'interno della stessa Cina la medicina tradizionale sta diventando più popolare tra le nuovi generazioni: in diverse grandi città, ad esempio, sono nati locali che propongono gelati, bevande e altri prodotti ispirati agli ingredienti e ai principi della MTC.

Una delle ragioni di questo successo – tanto in Occidente quanto in Cina – risiede nella semplicità di molte delle pratiche suggerite dalla MTC. L'approccio alla base delle varie pratiche, infatti, viene percepito come meno stressante e più sostenibile rispetto ai modelli di benessere fondati su allenamenti intensivi e regimi rigidi. Per molte persone, tali abitudini rappresentano una sorta di antidoto alla pressione sociale di ottimizzare le proprie prestazioni fisiche e il proprio corpo. La medicina tradizionale cinese, infatti, pone l’accento sulla prevenzione, promuovendo l’idea di mantenere il corpo in armonia attraverso precise abitudini quotidiane – un approccio, questo, che nonostante non abbia alcun fondamento scientifico ha affascinato molto i più giovani.

La Cina, comunque, ha tutto l'interesse che queste tendenze – nel loro piccolo – vengano apprezzate e si diffondano in Occidente: il Paese – governato da una dittatura autoritaria, repressiva dei diritti umani e civili, censoria con la libertà d'espressione e persecutrice delle minoranze – cerca da tempo di apparire a livello globale come un prezioso interlocutore politico e soprattutto culturale, per ragioni di interesse economico, nonostante le sue condotte antidemocratiche.