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​​10 brand che hanno portato gli alieni in passerella

L’ evoluzione della moda aliena da André Courrèges a Riccardo Tisci

​​10 brand che hanno portato gli alieni in passerella L’ evoluzione della moda aliena da André Courrèges a Riccardo Tisci

A partire dal primo allunaggio nel 1969, dall’esplorazione di Marte nel 2020 fino al colonialismo spaziale di Elon Musk, da sessant’anni a questa parte il mondo degli alieni è una fonte d’ispirazione per i designer, non c’è stilista che non si sia divertito a immaginare gli alieni, ma soprattutto a immaginare di vestirli. Un approccio futurista alla moda, in netto contrasto con la direzione creativa seguita dalla maggior parte dei brand negli ultimi anni: adattare al presente il proprio passato, in una frenetica corsa regressiva verso tutto ciò che è vintage e che alla fine non crea nulla di nuovo.  Per definizione l'extraterrestre rappresenta l’immaginazione allo stato puro, la materializzazione di un’idea di diverso che la realtà non svela ma esiste solo nella mente di chi crea e negli occhi di chi guarda. Ed è per questo che l’estetica aliena rappresenta uno dei trend ricorrenti della moda futurista e genera gli effetti più disparati, con risultati che vanno dal ridicolo all’inquietante, ma che si fanno sempre ricordare.

Ecco qui una lista di 10 brand che hanno portato gli alieni in passerella e che dobbiamo ringraziare se, pensando ad un’invasione extragalattica, non ci sentiamo più raggelati ma vagamente divertiti.

André Courrèges, Moon Girl, 1964

Nel 1964, mentre la Guerra Fredda impazza e Russia e America sono in gara a chi poggerà piede per primo sulla superficie lunare, André Courrèges batte tutti sul tempo lanciando Moon Girl, una collezione che ha drasticamente cambiato l’estetica del tempo. Abiti e tessuti che celebrano la modernità e il progresso scientifico, nei colori del bianco e dell’argento, con gli iconici stivali bianchi a punta quadrata, top in chiffon trasparente e gonne alte fino alla coscia in forme geometriche, il tutto realizzato in materiali sintetici tecnologicamente avanzati per i tempi, come l’acrilico, il poliestere e il PVC lucido dall'effetto bagnato.

Pierre Cardin, Space age and futurism, 1969

Nel 1969 Pierre Cardin, dopo la sua visita agli uffici della NASA durante la quale diventò il primo civile al mondo a provare la tuta spaziale indossata da Neil Armstrong nella missione Apollo 11, lancia Space Age and Futurism, una linea pensata per vestire una donna galattica con calzamaglie attillate e dettagli in vinile, cappelli a punta a forma di razzo, sfere che ricordano la mise degli astronauti. Il risultato finale è a metà tra lo chic e il ridicolo, ma è sicuramente iconico.

Givenchy FW99

Alla vigilia del millennium bug- un difetto informatico che si manifestò al cambio di data tra il 31 dicembre 1999 e il 1º gennaio 2000 in alcuni sistemi di elaborazione dati- Givenchy fa sfilare per l’autunno/inverno pellicce che ricordano Blade Runner, caschetti severi, combat boots, abiti metallizzati decorati da ricami che riproducono circuiti elettrici, di cui alcuni realizzati in plastica trasparente e dotati di led lampeggianti a batteria: android couture su una passerella di specchi argentati.

Balenciaga SS07 & FW19

Nella collezione primavera/estate 2007 di Balenciaga, Nicolas Ghesquière prende spunto da Guerre Stellari per i legging-armatura dorati sul modello del droide D-3BO. Per la fall 2019 Demna Gvasalia porta avanti il tema unendo cappotti di alta sartoria in colori neon e hoodie oversize a un make-up cinematografico fatto di lenti a contatto rosse e zigomi in silicone, commentando poi il tutto dicendo: “È reale, è quello che vedo per strada quando cammino a Parigi”.

Alexander McQueen SS10

Per la collezione Spring/Summer 2010 Plato's Atlantis, McQueen preannuncia un futuro apocalittico e il crollo ecologico del mondo. Le modelle sfoggiano acconciature che ricreano un cranio allungato, lineamenti inumani, motivi rettiliani e calzano scarpe grottesche che ricordano il cranio di mostri marini antidiluviani, chiaramente ispirate alle opere d’arte di H.R. Giger, membro del team di effetti speciali del film Alien.

Gucci FW18

Fra gli amanti dello sci-fi c’è anche Alessandro Michele: è ispirata a Star Trek la campagna Gucci 2017 autunno-inverno. Nelle immagini scattate da Glen Luchford, aliene in stile retro sci-fi con indosso cappelli enormi, stampe vintage e occhiali oversize ingioiellati combattono contro un dinosauro gigante, mentre nei teaser criptici pubblicati sull’account Instagram del marchio, extraterrestri leggono battute banali di sceneggiature di fantascienza di fronte a uno schermo verde. Due anni dopo il direttore creativo di Gucci è tornato sul tema per l’autunno/Inverno 2018 facendo sfilare dei cyborg con l’aiuto di Makinarium, la factory degli effetti speciali amata da Garrone e Ridley Scott, che ha trasformato modelli e modelle in creature 'post human' con tre occhi, due teste e cuccioli di drago in braccio, sullo sfondo di un asettico e straniante corridoio ospedaliero.

Moschino FW18

Jeremy Scott manda in passerella Alien Nation per l’autunno-inverno di Moschino 2018, ispirato allo stile di Jackie Kennedy, ma anche alla leggenda secondo cui il presidente Kennedy avesse rivelato l'esistenza di vita extraterrestre a Marilyn Monroe, dando motivo alla CIA di assassinare prima l'attrice e, un anno dopo, lo stesso Kennedy. Scott ha portato la teoria ancora oltre, immaginando che Jackie stessa fosse un’aliena, perciò i look in pieno stile anni ‘60 che ricordano l’iconica First Lady sono stati rivisitati con un tocco umoristico e le modelle, tra cui Gigi Hadid e Kaia Gerber, hanno sfilato con la pelle dipinta in tonalità pop.

Rick Owens FW19

Rick Owens ha voluto dare il proprio apporto alla causa aliena nell’autunno/inverno 2019, facendo sfilare creature umanoidi dagli zigomi taglienti, corna in silicone, iridi nere, trucco inquietante compreso di pelle pallida e scalpi che si ritirano fino alla sommità della testa, il tutto nella palette dark che contraddistingue lo stilista, in un’atmosfera sì aliena, ma anche demoniaca.

Iris Van Herpen FW19

Nello stesso anno, per la collezione Couture Fall/Winter del 2019, Iris Van Herpen prende ispirazione alla Harmonia Macrocosmica, un atlante stellare del XVII secolo e dalla possibilità di una razza umana ingegnerizzata, con silhouette sinuose nei colori della volta celeste e abiti a forma di nuvola in organza traslucida creati in collaborazione con l’ex ingegnere della NASA, diventato artista, Kim Keever. Iconico il vestito finale, con ali rotanti costruite in alluminio, acciaio inossidabile e piume, messe in azione meccanicamente.

Burberry SS22

Per la primavera/estate 2022 Burberry presenta forse le aliene più sexy che abbiamo mai visto, con gli iconici trench della maison tagliati per svelare l’intimo, tute metallizzate aderenti, caschi da cavallerizza, ma soprattutto con quelle che sono state soprannominate da Tisci stesso Bambi Ears, orecchie cadenti in silicone che ricordano allo stesso tempo tratti somatici extraterrestri, Dobby the house elf e il celebre cervo Disney.