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Quali brand italiani sono ancora italiani?

Resterete sorpresi

Quali brand italiani sono ancora italiani? Resterete sorpresi

Il recente acquisto di Versace da parte del gruppo americano Micheal Kors avrà portato molti di voi a chiedervi quali dei grandi brand italiani siano ancora effettivamente in mani italiane. Saprete già che i due giganti del lusso francesi, Kering e LVMH, controllano molti dei marchi più importanti del mercato, ma brand fondati in Italia e ancora gestiti da italiani, spesso dalla stessa famiglia fondatrice, non sono una rarità. 

Abbiamo messo insieme una lista dei marchi più importanti, con tanto di fondatore, e nel caso in cui siano stati acquisiti, con data e prezzo di vendita. 

 

Internationazionali 

  • Anno di fondazione: 1978
  • Fondatore: Gianni Versace
  • Anno di Vendta: 2018
  • Acquisito da: Michael Kors - USA
  • Costo: 2.1 miliardi di dollari
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  • Anno di fondazione: 1921
  • Fondatore: Guccio Gucci
  • Anno di vendita: 1999
  • Acquisito da: Kering - Francia
  • Costo: 3 miliardi di dollari
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  • Anno di fondazione: 1925
  • Fondatore: Adele Casagrande e il marito Edoardo Fendi
  • Anno di vendita: 1999
  • Acquisito da: LVMH France
  • Costo: 850 milioni di dollari
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  • Anno di fondazione: 1911
  • Fondatore: Johan Fila
  • Anno di vendita: 2007
  • Acquisito da: Fila Korea Ltd. Korea
  • Costo: non dichiarato
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  • Anno di fondazione: 1957
  • Fondatore: Valentino Garavani
  • Anno di vendita: 1998
  • Acquisito da: Mayhoola - Qatar
  • Costo: 700 milioni di euro
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  • Anno di fondazione: 1966
  • Fondatore: Renzo Zengiaro and Michele Taddei
  • Anno di vendita: 2001
  • Acquisito da: Kering - Francia
  • Costo: 156 milioni di dollari
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  • Anno di fondazione: 1884
  • Fondatore: Sotirio Bulgari
  • Anno di vendita: 2012
  • Acquisito da: LVMH - Francia
  • Costo: 4.3 miliardi di euro

 

Oltre a quelli presenti nella lista qui sopra, anche La Perla, Brioni, Fiorucci, Krizia, Miss Sixty, Pucci, e YOOX sono controllati da compagnie internazionali. Quali invece sono ancora gestiti da italiani? 

Italiani

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  • Anno di fondazione: 1913
  • Fondatore: Mario Prada
  • Gestita da: Miuccia Prada e il marito Patrizio Bertelli
  • Sede: Milano
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  • Anno di fondazione: 1975
  • Fondatore: Giorgio Armani e Sergio Galeotti
  • Gestita da: Giorgio Armani
  • Sede: Milano
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  • Anno di fondazione: 1985
  • Fondatore: Domenico Dolce e Stefano Gabbana
  • Gestita da: Alfonso Dolce, CEO
  • Sede: Milano
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  • Anno di fondazione: 1982
  • Fondatore: Massimo Osti
  • Gestita da:  Carlo Rivetti
  • Sede: Originariamente Ravarino, ora Milano
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  • Anno di fondazione: 1983
  • Fondatore: Franco Moschino
  • Gestita da:  Angela Missoni
  • Sede: Milano
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  • Anno di fondazione: 1952
  • Fondatore: Achille Maramotti
  • Gestita da:  Luigi Maramotti 
  • Sede: Reggio Emilia
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Anche i marchi Salvatore Ferragamo, Etro e Missoni sono ancora in mano italiana. 

Ermenegildo Zegna, invece, quest'anno è andato nella direzione opposta, acquisendo il brand americano Thom Browne. 

Un caso particolare è quello di Moncler, brand francese di abbigliamento outdoor fondato nel 1955, acquistato poi nel 2003 dall'imprenditore italiano Remo Ruffini, ed ora considerato a tutti gli effetti un marchio italiano. 

Se si guarda più in profondità alla questione, molti dei brand che ora sono controllati da grandi gruppi e compagnie hanno tutte le loro buone ragioni per trovarsi lì. Marchi come Gucci e Fendi traggono beneficio da tutte le possibilità e le tecnologie che questi grandi gruppi offrono, elementi che il mercato globale e una grande rete di distribuzione richiedono. Prada e Stone Island, nonostante non possano essere definiti brand 'piccoli', hanno un approccio più da boutique: le collezioni, solitamente con un numero minore di capi, si concentrano soprattutto sullo sviluppo tecnologico e la ricerca dei materiali, e sono quindi più adatte a rete di vendite più piccole. Sempre più persone in ogni parte del mondo vogliono poter comprare beni di lusso che siano anche di grande qualità, una richiesta questa che può essere soddisfatta solo dai grandi gruppi commerciali, passaggio inevitabile in un mercato globale del lusso in costante espansione.