Durante gli anni '50 del secolo scorso, l'Haute Couture viveva la sua età dell'oro: le più prestigione signore parigine accorrevano nelle Maison più prestigione per farsi disegnare addosso quelli che sarebbero poi stati capi unici e preziosi. Uno dei più acclamati stilisti del panorama francese del XX secolo era senza alcun dubbio Hubert de Givenchy, marchese dal gusto raffinato, colui che sapeva capire ed esaltare le donne come nessun altro, qualità che gli permetteranno di guadagnare fama e successo, divenendo inoltre mentore e maestro di moda della nota attrice Audrey Hepburn (indovinate chi ha disegnato il celebre little black dress di Colazione da Tiffany?).

Sabato 10 marzo 2018, il fondatore di Maison Givenchy è venuto a mancare e con lui una parte di storia, non solo della moda, ma di una generazione preziosa testimone di un periodo storico importante, che tende a sembrare sempre più lontano da quello che si sta vivendo oggi. La moda sta cambiando e per sempre sarà così, è un infinito ciclo che non comprende il ritorno dell'uguale, ma con questo avanzare, bisogna sempre conservare il ricordo delle fondamenta, la memoria del 'punto da cui tutto ha avuto inizio' e Hubert de Givenchy era uno di questi punti.

Nel 1988 aveva venduto la casa di moda al gruppo LVMH pur restandone alla direzione creativa per altri 7 anni, fino al 1995, anno in cui decise di ritirarsi dalla scena. Hanno seguito i suoi passi alla direzione del brand grandi nomi del fashion system come John Galliano, Alexander McQueen, Riccardo Tisci, mentre l'attuale capostipite di Givenchy è da ormai due anni l'inglese Claire Waight Keller.

Dall'Haute Couture allo stretto rapporto con Jacqueline Kennedy, dalla fama alla cura del più piccolo dettaglio. Tutto questo è stato Hubert de Givenchy.