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Chatting

Un progetto di Roxy in the Box

Chatting Un progetto di Roxy in the Box

Ho sempre pensato che l’arte dovesse arrivare a tutti, come oggetto di curiosità, arricchimento, interazione, e non soltanto essere chiusa tra quattro mura e motivo di eventi mondani per pochi eletti.

Andrebbe spiegata, motivata e messa al centro delle priorità di un paese civile, perché è essa stessa testimonianza di civiltà del passato e del presente.

Ora, immaginate un quartiere popolare del centro storico di Napoli, caotico e pigro allo stesso tempo, e che ha un codice di vita a volte composto da pochi postulati assoluti che molto spesso pretermettono o ignorano del tutto, aspetti come la politica e in questo caso, l’arte.

Ma se poi fosse proprio l’arte a insinuarsi tra loro? Allora tutto cambia, e inizia l’esperimento.

E’ proprio così che considero “Chatting”, progetto dell’artista napoletana Roxy in the Box: un esperimento sociale in cui affigge ritratti di personaggi famosi seduti su delle sedie, proprio sui muri fuori ai “bassi” degli abitanti del quartiere, i quali bassi sono delle tipiche abitazioni napoletane con l’uscio che da direttamente su strada.

Il tutto è ad altezza d’uomo, e le figure sono estremamente colorate e vivaci, tanto che l’atteggiamento che assumono sembra proprio quello di una comare che aspetta di spettegolare, e le persone nel vedere queste figure si sentono stimolate ad interagire in qualsiasi modo con loro, magari anche solo con un sorriso.

Roxy del suo progetto dice: "Chatting è inteso come chiacchierata, ma anche come inciucio, come relazione fisica e umana. Vivo sui quartieri spagnoli e i bassi mi hanno sempre intrigato molto. Sbirciare e riuscire a vedere un mondo intero in pochi metri quadri, riuscire ad intravedere foto appese alle pareti, le bomboniere o anche le tv giganti, oppure sentire l'odore del ragù misto al profumo di ammorbidente di un bucato appena fatto, insomma tutte queste cose anche se vivo lì mi colpiscono ogni volta. Ma poi arrivano le belle giornate e i bassi si svuotano per popolare l'esterno su strada con le sue sedie e sgabelli, signore e bambini, inciuci, risate e a volte anche mazzate”.

Ancora una volta la street art mostra il suo lato vivace e coinvolgente, incoraggiando tutti ad essere sempre curiosi, a fare domande e ad evolvere.