Es ist ein Neuanfang für Chiara Ferragni Die italienische Unternehmerin erwarb die Mehrheit an ihrem Unternehmen

„Es ist nicht nur eine Frage von Zitaten oder Prozentzahlen, es ist ein Anfang“. Deshalb hat Chiara Ferragni auf Instagram vor ihren 28,5 Millionen Followern angekündigt, dass sie offiziell die fast vollständige Kontrolle über ihr Unternehmen, Fenice Srl, übernommen hat, eine Gesellschaft, die die Marke omonimo verwaltet und kontrolliert. Zum ersten Mal in seiner Unternehmerkarriere wurde Ferragni mit einem Anteil von 99 Prozent des Kapitals zum Aktionär der Mehrheit. Er signierte einen wichtigen Wandel auf dem Weg zu seinem digitalen Imperium, nach Monaten segnati von mediatischen Skandalen und Bilderkrisen. La notizia arriva infatti dopo lo scandalo del pandoro-gate e da un divorzio mediaticamente sovraesposto, eventi che hanno messo sotto pressoone tanto la sua reputation quanto la struttura del suo business. Il post, in parte dichiarazione d'intenti e in parte atto simbolico, sembra voler chiudere un capitolo e aprirne un altro: quello del controllo pieno, senza intermediari, della propria narrazione imprenditoriale.

Wie vom WWD berichtet, hat die operazione societaria che ha portato Ferragni a detenere la quasi totalità di Fenice Srl coinvolto l'acquisizione delle quote possedute da suoi ex soci: Paolo Barletta, der 40% festnahm, und Pasquale Morgese, der 27,5% kontrollierte. Bis gestern war Ferragni Minderheitsgesellschafter mit einer Quote von 32,5%, inhaftiert durch seine Beteiligung an Schwesternschaft. Ora, con il 99% nelle proprie mani, è chiaro, l'imprenditrice punta a ricentralizzare il proprio brando, in un contesto, in cui la sua immagine pubblica e il valore commerciale del marchio untrennbar verbunden. Un'operazione che non è soltanto di governance, ma anche di posizionamento economico. Fenice Srl hat seinen Picco di Fatturato im Jahr 2022 bekannt gegeben, mit einem Warenwert von 14,2 Millionen Euro, mehr als doppelt so viele wie im Jahr 2021 mit 6,6 Millionen. Auch die Rentabilität stieg stark an: 3,4 Millionen Netto und ein EBITDA, das die Quote von 5 Millionen erreichte — das sind 35 Prozent des Rechnungsbetrags, eine Marge, die deutlich über den Medien der Mode-/Lifestyle-Branche liegt. Tuttavia, già nel 2023 i signali di rallentamento waren sichtbar: sebbene l'effetto reputazionale dello scandalo fosse scoppiato sola dicembre, l'anno si chiuso con ricavi attorno agli 11 milioni. Ancora più preoccupanti i numeri preliminari al 30 novembre 2024, che parlano di appena 2 milioni di euro di vendita; un crollo verticale, che rende evidente l'urgenza di restrutturazione e rilancio.

In der langen Nachricht, die auf Social veröffentlicht wurde, hat Ferragni einen anderen Ton als sonst gewählt: mino promozionale, più directto, quasi dimesso. „È la scelta di rimettere le mani sulla mia storia, senza delegare, senza più far finta che tutto vada bene quando non va“, schrieb er, facendo referencia a una gestione forse troppo esternalizzata, distante e parziale negli anni precedente. Ha poi fügte hinzu: „Non vi racconterò una favola, le favole non esistono. [...] Vi racconterò la realtà: fatta di alti e bassi, imperfetta, mia“. Parole che sembrano voler rispondere a mesi di narrazione esterna incontrollata, in cui Ferragni — al centro di un'indagine dell'antitrust e di una perdita di credibilità evidente — ha perso, se non la fiducia del suo pubblico, almeno l' immagine impeccabile costruita nel decennio previsto dente. Die Kontrolle von 99% der Marke kann also auch als Reputationsmanöver gelesen werden: nicht nur, um das Geschäft zu stärken, sondern auch, um die Bedingungen ihrer öffentlichen Identität neu zu verhandeln. Die vollständige Übernahme von Fenice Srl ist in diesem Sinne eine ebenso wirtschaftliche wie symbolische Entscheidung. Nur il futuro dirà se questa presa di control sarà sufficient a riqualificare l'image del brand Ferragni agli occhi del mercato e del pubblico. Per ora, è chiaro che l'imprenditrice italiana sta cercando di ripartire.

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