Vedi tutti

La Voce degli studenti sui muri del Politecnico

Il progetto di street art Poli Urban Colors al campus di Bovisa, realizzato con il supporto di Vans

La Voce degli studenti sui muri del Politecnico
Il progetto di street art Poli Urban Colors al campus di Bovisa, realizzato con il supporto di Vans
Pin
1928
La Voce degli  studenti sui muri  del Politecnico Il progetto di street art Poli Urban Colors al campus di Bovisa,  realizzato con il supporto di Vans

La Voce degli studenti sui muri del Politecnico

Il progetto di street art Poli Urban Colors al campus di Bovisa, realizzato con il supporto di Vans

Milano è la città della moda e del design, associata il più delle volte agli eleganti atelier, alle vie dello shopping o alle nuove fondazioni che mescolano discipline diverse. Tra i vari quartieri, hub e distretti, Bovisa è forse l'area che ha subito negli ultimi anni una delle trasformazioni più sorprendenti grazie soprattutto al campus Politecnico e agli studenti che lo popolano di movimento e idee. La pandemia ha avuto un impatto fortissimo sull’università e sugli studenti, e il ritorno alla normalità passa per la riappropriazione degli spazi comuni del campus e del quartiere. Seguendo questa filosofia, si è svolta la seconda edizione del festival di urban design Poli Urban Colors 21: un progetto che nelle parole del curatore Luca Mayr "ha arricchito il quartiere Bovisa con altri 2000mq di Urban Art, in modo tale che il design urbano fluisca in una contaminazione dal Politecnico alle zone grigie circostanti".

L’obiettivo del progetto - realizzato con il patrocinio del Comune di Milano e il supporto di Vans - è valorizzare uno dei quartieri dove la cultura del design viene costruita ogni giorno e da cui escono ogni anno i creativi del futuro insieme ai writer che hanno riempito con le loro opere i muri dell’intera città, contribuendo a costruirne l’identità attuale.

"Per noi poi Bovisa rimane un quartiere di riferimento: sarebbe bello trasformarla nello stato libero del design. Può diventare un nuovo centro in Europa per la ricerca e lo sviluppo legate al design, un punto di aggregazione per i giovani che si affacciano a questo mondo trovando ragazzi che hanno voglia di fare e sono proiettati verso lo stesso obiettivo." Ci spiega Beatrice Riva la cui opera creata insieme a Federica Guida e Matteo Paolo Ambrosini è stata selezionata dall’open call di Vans per realizzare un graffito dentro il campus ispirato all’immaginario della Old Skool.

Abbiamo incontrato il trio in total look Vans proprio davanti a Voce, l’opera realizzata nel mezzo del campus e ispirata ai valori del femminismo: “Abbiamo cercato di fare qualcosa che fosse inclusivo e in cui tutti potessero riconoscersi indipendentemente dal genere. Le parole chiave sono energia, grida e voce: l’idea è di spingere le persone a far sentire la propria voce con energia, positività e colori."

“Il fatto di rappresentare una ragazza che pitta e che fa skate - per noi che frequentiamo ingegneria - vuole anche essere uno sprone ad abbattere categorie e attività considerate 'maschili' e spingere altre ragazze ad interessarsi a queste discipline.”

Tra i graffiti realizzati in giro per il campus, ciò che colpisce di più è la varietà di stili e colori usati dai vari artisti che hanno collaborato al progetto. Anche Voce, che decora un cubo di cemento, spicca per la palette viola, come spiega Federica Guida: "A livello di stile ci siamo ispirati al nostro mondo - quello del design industriale - e all’estetica dei fumetti pop: giocando con le forme e le proporzioni ed usando una palette di colori accesi. É stato super interessante vedere lavorare writer affermati e notare le differenze di stile.” La trasformazione del quartiere di Bovisa rispecchia più in generale il cambiamento della città di Milano che oggi si trova a dover rilanciare un trend positivo stoppato dalla pandemia. La prospettiva e l’orizzonte temporale con cui pianificare il futuro di Milano deve essere quella degli studenti, componente fondamentale per la crescita culturale della città, attraverso sinergie simili a quella di Poli Urban Colors, dove brand e istituzioni pubbliche lasciano spazio alla creatività di chi vive gli spazi urbani e ne immagina il futuro.

Credits

photography Laurent Bentill
words & editorial coordination Filippo D’Asaro
artwork Caterina Novaro
production nss factory