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La strategia di Mcdonald's per tornare al centro della scena

Dopo la collabo con Travis Scott, il colosso del fast-food continua la sua strategia con J Balvin

La strategia di Mcdonald's per tornare al centro della scena Dopo la collabo con Travis Scott, il colosso del fast-food continua la sua strategia con J Balvin

Se quella con Travis Scott poteva sembrare una casualità, la notizia di una collabo tra McDonald's e J Balvin suona come la conferma di una tendenza ormai consolidata del gigante del fast food, sempre più intenzionato ad accaparrarsi fette di pubblico specifiche a suon di menù personalizzati e indagini di mercato. L'importanza della collaborazione con La Flame era stata già spiegata su nss magazine, sottolineando non solo come il rapper di Houston fosse un'azienda prima che un artista, ma soprattutto come la partnership tra le due parti riportasse in auge i fasti del McJordan e della collabo con Michael Jordan.

Nonostante l'iter scelto per J Balvin sia lo stesso utilizzato per Scott (un menù personalizzato dall'artista disponibile per un tempo limitato), l'artista colombiano è la prima star latina a collaborare con il fast food americano, una prova di come la mira espansionistica nelle fette di mercato etniche sia al primo posto per McDonald's, capace di offrire alla fanbase dell'artista di turno un prodotto accessibile virtualmente a tutti e in grado di mettere in contatto il pubblico di riferimento con Travis Scott o J Balvin. Così come Virgil Abloh aveva collaborato con Ikea per creare dell'arredamento che uscisse fuori dal price range del mondo Off-White, allo stesso modo McDonald's lavora per creare un ponte pop e aperto a tutti tra artista e fanbase, rappresentando un win-win per tutte le parti. Il fast-food trova pubblicità e guadagni sfruttando l'immagine dell'artista, un'azienda che come successo con Scott e come succederà con Balvin sfrutterà l'occasione per creare un merch realizzato ad hoc per monetizzare a sua volta su un accordo già proficuo. Al tempo stesso McDonald's si inserisce in due dei meccanismi più forti e importanti del mondo streetwear come quella dei drop e delle collabo. D'altronde è da diversi anni che il colosso del fast-food prova ad avvinicarsi a gruppi etnici ben precisi con la consapevolezza di quali costituiscono la customer base più forte e consolidata: afroamericani al primo posto, seguito proprio da ispanici e latini come testimoniato da un sondaggio realizzato da Statista.com.

A rendere ancora più forte l'iniziativa di Mcdonald's c'è poi un'inversione di tendenza sul mondo dell'healty food, che nel 2020 ha visto un cambio di rotta rispetto agli anni precedenti lasciando virtualmente campo libero ai fast-food e riabilitando in parte il junk food. Sarà merito del lockdown e del cambio repentino nelle nostre routine, ma mai come nell'ultimo periodo hamburger e patatine sembrano essere tornati di moda creando possibilità infinite non solo per Mcdonald's, che costituisce una delle offerte più basse sul mercato, ma anche per i suoi competitor. Se in Italia Sfera Ebbasta è uno dei nomi dietro l'operazione Healthy Color, negli Stati Uniti al momento sembra mancare un'alternativa qualitativamente più alta in grado di seguire la scia di Mcdonald's e incanalare quel mix di hypeculture e food che hanno mandato in soffitta i menu gourmet realizzati dallo chef stellato di turno.

Non sorprendetevi quindi se dopo J Balvin toccherà a Justin Bieber o Megan Thee Stallion, a un nome capace di generare profitti e interesse senza però che snaturi l'identità dell'artista e del brand. In questo senso Scott è stato un po' la vittima sacrificale, spingendo al massimo le potenzalità della collabo e mettendo sul mercato quanto di più assurdo potesse venirgli in mente, finendo per convincere qualcuno a comprare un cuscino a forma di Chicken McNugget. La sensazione è quindi che quella messa in pedi da Mcdonald's possa essere una strategia con un futuro ben preciso, pronto a trasformare il nostro artista preferito in un menù completo di panino, patatine e dolce.