Ok. La serie è in circolazione già da qualche mese, ma se ve la siete persa o se non vi stancate mai di guardare le repliche di Gilmore Girls, The Marvelous Mrs. Maisel fa per voi. 

Lo show creato da Amy Sherman-Palladino (la stessa autrice delle avventure di Rory e Lorelai) è una vera e propria delizia.

The Marvelous Mrs. Maisel’s Anatomy  Le ispirazioni dietro la nuova serie rivelazione degli autori di “Gilmore Girls”  | Image 1

Gli ingredienti che lo rendono speciale sono ironia, dialoghi brillanti, ritmo sincopato, una scintillante e ipercolorata ambientazione  nella New York del 1958 e una protagonista femminile che non si può non amare, interpretata da Rachel Brosnahan

Miriam “Midge” Maisel è una giovane carina e sveglia della  middle-class ebraica e vive nell’elegante Upper West Side con i due figli ed il marito Joel, che sogna una carriera da comico e, con il sostegno della moglie, si esibisce di sera nei locali della Grande Mela.

Tutto nella vita della signora Maisel sembra procedere in modo perfetto, fino a quando scopre che Joel ha rubato il suo numero migliore da un monologo di Bob Newhart, chiede spiegazioni e si ritrova mollata per una segretaria svampita.

Sconvolta e un po’ ubriaca Midge si fionda al Gaslight Cafe mitico locale del Greenwich Village, sale sul palco e improvvisa un monologo-sfogo tagliente e divertente.

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All’improvviso arriva la rivelazione: è lei la vera cabarettista della coppia.

Inizia così una nuova avventura per la ragazza.

Se volete scoprirne di più, mentre tutti aspettano con ansia gli episodi della seconda stagione, schiacciate play e immergetevi nella serie di Amazon. 

Feel like: Louise Dahl-Wolfe 

Molti dei frame di The Marvelous Mrs Maisel sembrano presi dalla copertine vintage di Vogue o Harper’s Bazar, realizzati da fotografi leggendari come Norman Parkinson, Richard Avedon, Saul Leiter o, meglio ancora, Louise Dahl-Wolfe.

La talentuosa californiana non solo ha documentato i cambiamenti culturali e sociali del Novecento, ma ha avuto un ruolo importante nel definire l’immagine della donna moderna e indipendente, gettando le basi di quella che sarebbe diventata la fotografia di moda.

In questo settore, nel 1937, è fra le prime a introdurre colori dalle tonalità calde;  a raccontare il corpo femminile con uno sguardo più moderno, rilassato, meno pomposo e tipicamente americano; a scattare foto all’aperto, utilizzando la luce naturale, e viaggiando molto per allestire i suoi set fotografici, scegliendo destinazioni internazionali come Cuba, Tunisia, Sud America e Spagna.

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Il rapporto di Dahl-Wolfe con Harper’s Bazar dura dal 1935 fino al suo ritiro nel 1958, un periodo nel quale ha lavorato a stretto contatto con l’iconica Diana Vreeland, ha realizzato oltre 86 cover e scoperto supermodelle come Suzy Parker, Jean Patchett, Evelyn Tripp e l'attrice Lauren Bacall. 

Dress like: Dior by Raf Simons

Uno dei tanti buoni motivi per guardare le avventure di Mrs. Maisel è sicuramente il suo guardaroba.

La protagonista della serie di Amazon sfoggia una serie di cappotti colorati da urlo, talmente belli da far rimpiangere l’inverno, ma anche abiti ed accessori non sono da meno.

"Il look di Midge per me è stato un tentativo di catturare ottimisticamente lo spirito di una donna, che nonostante sfortunati eventi continua ad affermare la sua indole di rimanere in piedi" – ha spiegato la costumista dello show Donna Zakowska- 

Mentre la sua vita si svolge, il suo guardaroba le permette di continuare il suo dialogo interiore con la vita. È il risveglio del desiderio di una donna di esprimere se stessa al di fuori delle aspettative prevedibili e rimanere fedele a chi vuole essere piuttosto che a chi ci si aspetta che sia. Il suo amore per i vestiti, i dettagli e il colore diventano strumenti per esprimere la sua forza e identità […] simboleggiano la sua capacità di non arrendersi mai.

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Sul piano estetico tutto questo si traduce in un ricco arazzo di colori e silhouette. I colori preferiti dalla giovane signora bozzolo simil Cristóbal Balenciaga, vestiti a vita bassa, tailleur, décolleté, ma quando scende nel Village opta per nero, trench, pantaloni Capri, gonne a matita con tasche, ballerine e foulard tra i capelli. Uno stile più beatnik che rispecchia la dicotomia tra la sua vita da casalinga e quella da frequentatrice di club.

Ogni outfit è il risultato di un lungo lavoro di ricerca e analisi su fashion magazine e fotografie del periodo. «Mi hanno intrigato molto la palette cromatica e il modo in cui i colori venivano enfatizzati, attraverso gli accessori e le borse, negli scatti di fotografi come il grande Saul Leiter», continua a spiegare Zakowska, aggiungendo come ispirazioni per i look di Midge anche Audrey Hepburn e stilisti come Dior e Jacques Fath.

Think like: “Joan Rivers Confidential” by Melissa Rivers & Scott Currie, “We Killed: The Rise of Women in American Comedy ” by Yael Kohen

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"Che cosa fa di un comico un buon comico? L'impegno costante, esibirsi ancora e ancora e ancora su ogni tipo di palco, davanti a tutti i tipi di pubblico. Finché non hai gradualmente acquisito la tecnica e una tua personalità scenica ben definita. Che non sei tu, ma ha la tua passione, i tuoi dolori, la tua rabbia e il tuo humour tutto speciale. È una specie di nascita, un processo per nulla indolore"

Le donne sanno far ridere?

Se avete dei dubbi, dovreste leggere Joan Rivers Confidential.

Il libro, curato da Melissa Rivers e Scott Currie, è una raccolta di fotografie, carteggi, vecchi articoli di giornale, appunti e memorabilia appartenuti alla famosissima comica americana.

È una sorta di colorato e godibile vecchio album di famiglia che, pagina dopo pagina, permette di scoprire la vita e l’umorismo di una leggenda della stand-up comedian.

Attiva più o meno nel periodo in cui è ambientata la serie tv di Amazon, Joan è una delle prime donne divertenti a portare sul palco non un alter ego, un camuffamento, come per esempio faceva Phyllis Diller, ma se stessa, come Lenny Bruce e gli altri maschi. 

Offensiva, profana, velenosa, irriverente divertente, per far ridere il suo pubblico, lei non risparmiava nessuno, né il primo uomo di Stato americano, né Elizabeth Taylor, né Anna Frank, né tanto meno se stessa.

La sua filosofia?

"Prendo in giro tutti, senza distinzione di razza, colore o religione. Ogni scherzo, anche se di cattivo gusto, è fatto per attirare l’attenzione su qualcosa che mi interessa davvero". 

C’è molto della Rivers nel personaggio di Mrs. Maisel, ma non solo. In lei ci sono anche Ali Wong, Tig Notaro, Tina Fey, Sarah Silverman e molte altre, tutte donne raccontate in “We Killed: The Rise of Women in American Comedy ” di Yael Kohen, volume che ripercorre la storia delle protagoniste della commedia statunitense dagli anni Cinquanta fino ad oggi.

Sound like: "Come to the Supermarket" by Barbra Streisand

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The Marvelous Mrs. Maisel sembra un musical, anche se non lo è.

Le caratteristiche per affiancarlo a film come La La Land ci sono tutte, dalle tecniche di ripresa piene di mastershot all’ipercolorata ambientazione anni ’50, dal ritmo serrato alle battute taglienti, fino a, soprattutto la raffinata scelta musicale.

Quello che manca (per fortuna) sono i dialoghi cantati.

Nella soundtrack della nuova serie di Amy Sherman-Palladino tutto è studiato per ricreare sia l’atmosfera dell’epoca sia per sottolineare l’indole e l’evoluzione di Midge.

Ci sono canzoni di Ella Fitzgerald, Frank Sinatra, Peggy Lee, Anthony Newley, Ricky Nelson, Harry Belafonte, Charlie Parker, Edith Piaf, Perry Como, Nat King Cole o Barbra Streisand. La sua versione del pezzo di Cole Porter “Come to the Supermarket (In Old Peking)”  accompagna un giro dei coniugi Maisel in taxi verso il Village.

Taste like: Beef Brisket in a Pyrex and Kosher wine 

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Love like: both Miriam “Midge” Maisel and Rachel Brosnahan 

Tutto in “The Marvelous Mrs. Maisel” è delizioso: i costume, I dialoghi serrate, lo humour tagliente, la colorata ambientazione anni ’50 e, soprattutto, Miriam “Midge” Maisel.

Gran parte del merito va alla sua interprete, Rachel Brosnahan, un giovane talento da tenere sott’occhio e capace di eccellere egualmente nei registri drammatico e comico.

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