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Dietro "Follow God", il nuovo video di Kanye West

Un viaggio nella storia famigliare di West e della cultura afroamericana

Dietro Follow God, il nuovo video di Kanye West Un viaggio nella storia famigliare di West e della cultura afroamericana

Quando la Guerra Civile sta ormai per concludersi, il governo americano promette agli ex-schiavi neri “40 acri e un mulo” come risarcimento per la barbarie della schiavitù. Il successore di Abraham Lincoln però, il Presidente Andrew Johnson, annulla lo Special Field Orders No. 15 con cui la promessa era stata ufficializzata, cancellando, di fatto, per sempre la promessa. L’espressione è entrata nel linguaggio culturale dell’America nera come l’emblema del razzismo istituzionale del paese, riproposta anche da Spike Lee come nome della sua casa di produzione, e recentemente tornata a far parte della cronaca quotidiana all’interno del discorso sulle Reparations (le riparazioni dovute agli afroamericani dopo la schiavitù). 

Ma se 40 acri è il valore di un uomo nero lo Stato Americano, quanto valgono 4000 acri? E’ la domanda che Ray West, padre di Kanye West, rivolge al figlio al termine del video Follow God, il primo video estratto da Jesus is King e primo video di Kanye dopo tempo. L’incontro tra i due si svolge a Cory, in Wyoming, dove Kanye West ha comprato un enorme ranch che ha utilizzato come rifugio e fonte di ispirazioni in questi ultimi, tribolati, anni. L’estetica del video - girato da Jake Schreier - si basa sulla semplicità, sul minimalismo, nei protagonisti così come negli abiti che indossano (felpe, salopette e tute workwear, ispirazioni che Kanye sta recentemente riscoprendo sempre più vicine nell’apparel di Yeezy). Vaste distese del Wyoming innevate, il cuore dell’America, quello che non siamo abituati a vedere, tantomeno nei video rap; dove Kanye West mostra a suo padre i suoi possedimenti terrieri a bordo di un all-terrain vehicle.

Craig Jenkins ha scritto su Vulture che «“Follow God” is another driving song, and an oasis of humility in the blustery media storm surrounding Jesus Is King», e anche il messaggio che compare alla fine del video lascia trasparire questa idea: Kanye riconosce nel padre il suo miglior amico, una conclusione a cui arriva con 42 anni di ritardo, in un momento di massima intimità e umiltà familiare. 

La storia di personale di Kanye West d’altronde è storicamente legata a sua madre Donda, a cui Kanye ha anche dedicato la sua società di entertainment e di social utlility, nonostante il padre sia sempre stato citato nei suoi dischi e come fonte di ispirazione artistica e stilistica. Quando aveva solo tre anni, i suoi genitori hanno divorziato, e Kanye è finito a vivere con sua madre a Chicago, mentre Ray West è rimasto in Georgia, ad Atlanta, nel deep south americano. Ray West è stato per anni un membro delle Black Panther, consulente matrimoniale cristiano, nonché uno dei primi fotografi neri professionisti, attivo politicamente e artisticamente. Anche per questo motivo quando al termine del video di Follow God Kanye West dice a suo padre di possedere 4000 acri di terreno, Ray risponde stupito “A Black Man?”. La semplice espressione mostra in maniera eclatante l’enorme gap culturale tra i due, figlio dei tempi in cui padre e figlio hanno vissuto. Atlanta negli anni ‘60 era ancora una città in piena era Jim Crow, e non era pensabile che un afroamericano sarebbe potuto diventare miliardario, designer di una delle sneaker più famose al mondo e candidato semi-serio alla presidenza. Oggi invece Kanye è tutte queste cose, e molte altre, e Follow God serve a ricordarlo.