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Perché la Gen Z non riesce a comprare casa?

È il grande problema della cosiddetta “Generation Rent”

Perché la Gen Z non riesce a comprare casa? È il grande problema della cosiddetta “Generation Rent”

La maggioranza dei giovani, in Italia e all’estero, si sente perennemente “intrappolata” nel mercato degli affitti, non avendo le possibilità economiche per acquistare un’abitazione di proprietà. Per descrivere il numero crescente di persone che non hanno prospettive realistiche di comprare casa, una delle problematiche più pressanti delle nuove generazioni, è stato coniato il termine “Generation Rent”. Secondo una ricerca condotta dal Financial Times, circa il 40 % di chi ha tra i 18 e i 34 anni è costretto a vivere a casa con i genitori, e mentre l’80% di questi ritiene che sia in corso una crisi abitativa, solo il 56% degli over-65 condivide lo stesso parere. Nel 2022, i proprietari di case con meno di 35 anni rappresentavano appena il 10% di tutti coloro che possiedono abitazioni in Inghilterra. L'ultima volta che i prezzi delle case inglesi erano inaccessibili come lo sono oggi è stato nel 1876, e negli ultimi anni sarebbero aumentati a tal punto che – come scrive Dazed – quasi solo i giovani che provengono da famiglie benestanti hanno concrete possibilità di acquistare casa.

 

Perché è difficile contrarre un mutuo

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In Italia e non solo, mentre i salari rimangono pressoché invariati la domanda di case è maggiore dell’offerta, cosa che contribuisce a far salire i prezzi delle abitazioni – il tutto mentre i tassi d’interesse sui mutui sono ancora molto sfavorevoli. In termini di interessi, contrarre un mutuo nel 2024 costa praticamente il doppio rispetto a due anni fa. In particolare, i nuovi mutui a tasso fisso sono passati da un interesse medio di circa l'1,8% al 4,4% – con rate mensili che sono quindi molto più alte di un tempo. I tassi cambiano a seconda delle offerte delle banche, oltre che in base a se si sceglie di adottare un tasso fisso o uno variabile ma, per fare un esempio, se si attiva un prestito da 150mila euro della durata di 20 anni, oggi la rata mensile potrebbe essere di circa 1000 euro, una differenza è più o meno di 500 euro rispetto a pochi anni fa. Con tassi più alti diminuisce anche il prestito che le banche sono disposte a concedere, mentre il periodo di restituzione si allunga – con notevoli ricadute sugli acquirenti, tanto più se giovani e con limitati risparmi.


Tasso fisso o tasso variabile?


In Italia, i mutui a tasso variabile sono piuttosto comuni benché siano ritenuti generalmente rischiosi, proprio per l’eventualità che la rata da pagare aumenti nel tempo – esattamente com’è successo nell’ultimo anno a causa dell’incremento dell’inflazione. Di solito il mutuo a tasso fisso comporta una rata mensile più alta che però resta sempre la stessa; il variabile ne ha invece una più bassa, sebbene soggetta alle condizioni di mercato. A volte si crede che la decisione di attivare un mutuo a tasso variabile sia frutto di mancanza di educazione finanziaria, ma non è sempre così: per molte persone è stato l’unico modo di ottenere un prestito, soprattutto negli ultimi due anni. Talvolta, infatti, i mutui a tasso variabile sono gli unici accessibili per certi clienti – in particolare quelli a reddito più basso e con poco margine per acquistare una casa (come spesso lo sono le persone più giovani). Prevedendo una rata più bassa dei mutui a tasso fisso, quelli variabili sono gli unici concessi dalla banca. Molti sostengono che sia diffuso un approccio sbagliato nel modo in cui si acquista casa in Italia. Tipicamente, ci si inizia a guardare intorno e si visitano potenziali abitazioni fin quando non si trova quella giusta, ed è solo in questo momento che si chiede un mutuo. Il rischio, però, è che quando poi ci si trova di fronte a condizioni non ideali nella stipula del prestito si tenda ad accettarle comunque, con tutte le conseguenze del caso, perché ormai si è determinati nel comprare la casa selezionata. Questo è un meccanismo che si può cercare di ribaltare tramite la cosiddetta predelibera del mutuo, che consiste nel farsi approvare dalla banca un certo prestito le cui condizioni restano valide per sei mesi: in questo modo, ci si affaccia sul mercato immobiliare più consapevoli di quanto sia il reale margine di spesa.