“Il Diavolo veste Prada 2” e il nuovo ordine del lusso multi-polare Cosa ci dicono sulla moda di oggi i brand menzionati nel trailer

Nell’ultimo trailer per l’attesissimo Il Diavolo veste Prada 2 vediamo il personaggio di Nigel, interpretato da Stanley Tucci, occuparsi dello styling di Andy Sachs tirando fuori da un grande guardaroba pezzi di diversi brand: il primo è Fendi, alquanto scontato; seguito da Brunello CucinelliWe loooove that», chiosa il personaggio) e infine Toteme. Una scelta significativa, dato che questi sono gli unici brand citati in poco più di 48 ore ha superato i 6 milioni di visualizzazioni e che, dunque, hanno una posizione di fortissima visibilità nella comunicazione del film.

L’unico altro brand citato è Chanel, brand i cui abiti Andy Sachs ha dato via perché troppo “importanti” per il lavoro in redazione. Una scelta che la nuova assistente di Miranda commenta con uno scioccato: «Who gives away Chanel?» Ma in un film a impatto così alto, le cui riprese hanno coinvolto la stessa Milan Fashion Week, una cover di Vogue in cui Meryl Streep ha posato insieme ad Anna Wintour, e product placement dal valore a dir poco milionario (bisognerà capire quanto il film sarà un blockbuster, ma pare che lo sarà) il name-dropping di brand riflette il cambiamento in atto nel mondo del lusso.

Se nel film del 2006 la sceneggiatrice Aline Brosh McKenna citava brand abbastanza convenzionali, poi resi eterni dalle più famose battute del film, i marchi citati nel trailer di questo sequel parlano di un nuovo mondo del lusso in cui non sono solo le grandi firme a dominare la scena, ma un ecosistema di brand multipolare. L’egemonia dei grandi nomi pare essersi attenuata in favore di uno scenario più frammentato, ma che quadro della moda di oggi sembra offrire Il Diavolo veste Prada 2?

“Il Diavolo veste Prada 2” e il nuovo ordine del lusso multi-polare – Cool Haunted by nss magazine by nss magazine

Cosa ci dicono sulla moda di oggi i brand menzionati nel trailer

Read on Substack