
Cos'è il "Trump-Speak" e perché continua a far discutere Non è il momento storico adatto per le dichiarazioni aggressive e sregolate di Trump
Qualche anno fa, come raccontato dal New York Times, Trump spiegò ai suoi collaboratori che, per comunicare con efficacia, bisognava secondo lui immaginare ogni giornata politica come se fosse la puntata di una serie televisiva, cioè con una sequenza continua di colpi di scena capaci di mantenere alta l’attenzione. Questa impostazione comunicativa – che a farci caso Trump utilizza da tempo – deriva esplicitamente da un modello coniato dal suo ex stratega politico Steve Bannon, che a tal proposito disse: «I media sono stupidi e pigri, sanno concentrarsi solo su una cosa alla volta. Quindi tutto quello che dobbiamo fare è inondarli [di dichiarazioni]. Ogni giorno tirare fuori tre cose diverse. Si attaccheranno a una, ma noi porteremo avanti solo le altre due. E faremo così ogni giorno. Bang, bang, bang!».
In quest'ottica, molte delle dichiarazioni di Trump – anche quelle più controverse e aggressive – non sempre avrebbero uno vero scopo politico, ma rientrano piuttosto in una strategia comunicativa pensata per saturare il dibattito pubblico e disorientare gli avversari. Ne ha parlato di recente anche il Japan Times, uno dei principali quotidiani giapponesi in lingua inglese, definendo questo approccio «Trump-Speak», e mettendo in guardia i leader del Paese.
Dovremmo prendere meno sul serio Trump?
We’re winning too much.
— Xavier Ortiz (@Ortix008) February 25, 2026
We’re not used to it. pic.twitter.com/HmfowHnc0I
Come evidenziato qualche anno fa dal canale YouTube Nerdwriter1, che ha analizzato una risposta tipica data da Trump durante un talk show, il presidente statunitense ha l'abitudine, nelle sue dichiarazioni, di usare frasi brevi e termini semplici ma d'effetto – per fare presa su un pubblico poco istruito, si pensa. Non di rado, inoltre, si rivolge direttamente a chi legge o ascolta, con tecniche comunicative un po' da venditore.
Negli anni, lo stile comunicativo di Trump è diventato così iperbolico e a tratti bizzarro che molte istituzioni hanno finito per adattarsi a questo registro. In diversi contesti diplomatici sembra addirittura essersi diffusa l’idea che le sue dichiarazioni non debbano essere interpretate in modo strettamente letterale. La stessa Unione Europea – che resta il principale alleato degli Stati Uniti – ha progressivamente imparato a gestire questo tipo di comunicazione, arrivando in molti casi a ridimensionare e minimizzare le minacce fatte da Trump.
Le critiche di Macron alle dichiarazioni di Trump
@cnn French President Emmanuel Macron hit back at President Donald Trump for the war in Iran and his criticisms on NATO. "When we want to be serious, we don’t say each day the opposite of what we said the day before," Macron said on Thursday during his visit to South Korea. "Perhaps we don’t need to speak every day." #CNN #News original sound - CNN
In relazione alla crisi in Medio Oriente, il presidente francese Macron ha rivolto critiche piuttosto esplicite a Trump e al suo modo di comunicare in una fase geopolitica così delicata — un atteggiamento relativamente raro tra i leader stranieri, che di norma evitano prese di posizione esplicite nei confronti degli Stati Uniti.
Durante una visita ufficiale in Corea del Sud, Macron ha commentato davanti ai giornalisti le numerose dichiarazioni contraddittorie di Trump in merito al conflitto in l’Iran: «Quando si fa sul serio, non si dice ogni giorno il contrario di ciò che si è detto il giorno prima, e forse non bisognerebbe parlare tutti i giorni», ha puntualizzato. Inoltre, a proposito delle minacce di Trump di mettere in discussione l’impegno degli Stati Uniti nella NATO, l’alleanza militare tra i Paesi europei e quelli del Nord America per la difesa collettiva, Macron ha aggiunto: «Se ogni giorno metti in dubbio il tuo impegno, finisci per svuotarlo di significato».












































