Il ritorno del flat cap Sia dritta che storta, la coppola ha tante storie da raccontare

Il ritorno del flat cap Sia dritta che storta, la coppola ha tante storie da raccontare

Tra le nuove tendenze della moda maschile il flat cap sta riconquistando la scena grazie a una sorta di cortocircuito estetico che attraversa storie e immaginari distanti.Questo revival nasce da una sovrapposizione di reference visive: da un lato le mise da ombroso criminale anni ‘30 di Cillian Murphy in Peaky Blinders, dall’altro il nostalgico ritorno dei nineties e il fascino dei berretti portati al contrario di John F. Kennedy Jr, le cui immagini stanno saturando i social dopo il successo della serie Love Story. Oggi questo cappello “schiacciato”, riproposto tra citazioni storiche e riletture contemporanee, sembra farsi sempre più largo sulle passerelle e  tra i fit check dei cool kids del fashiontok. Ma da dove viene?

L'origine del flat cap

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Introdotto come copricapo obbligatorio per gli uomini inglesi di fine XVI secolo, il flat cap divenne presto un simbolo della working class britannica. Durante la rivoluzione industriale nacquero i modelli che conosciamo ancora oggi: da un lato il classico flat cap, ricavato da un unico pezzo di tessuto e destinato ad operai, spazzacamini e contadini; dall’altro il newsboy cap, costruito con "spicchi" e un bottone centrale. Ma in pochi anni quest'ultimo modello divenne popolarissimo anche tra le classi agiate che, durante la villeggiatura tra Campania e Sicilia, traghettarono oltremanica il capo che oggi tutti i meridionali riconoscono come coppola. A seconda dell’inclinazione della visiera, il cappello poteva identificare sia un malavitoso che un gentiluomo. Un antico detto napoletano infatti recita: «A coppola storta fa l’ommo 'e malavita, ma 'a coppola dritta fa l’ommo 'e garbo

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Negli anni a venire il flat cap è diventato simbolo di ribellioni e subculture. Se negli anni '60 fu il feticcio dei Mod inglesi, nel decennio successivo assunse una valenza politica e poetica diventando l'uniforme degli intellettuali impegnati e degli attivisti apparendo indosso a influenti jazzisti come Miles Davis e Donny Hathaway. Più tardi, negli anni '9,  il flat hat tornò di moda, grazie ad alcuni cantanti e musicisti che ne fecero “la corona” di artisti R&B e Hip Hop: da Notorius B.I.G e Tupac a Lauryn Hill e Missy Elliot con le sue coppole oversize in denim, passando per tutta la scena neo-soul dei Soulquarians con D'Angelo ed Erykah Badu, fino a diventare tratto distintivo dello stile funky di Jay Kay, frontman dei Jamiroquai

Il modello più famoso di quell'epoca è il Kangol 504, portato rigorosamente al contrario sui red carpet e nella quotidianità da attori come Samuel L. Jackson, Adrien Brody e spesso indossato da Michael Jordan. Nessuno, però, ha saputo interpretare l'eleganza sfrontata del flat cap con lo stesso magnetismo di John F. Kennedy Jr. i cui stile è tornato celebre con Love Story ed è imitato da molti creator su Tik Tok. Riferendosi al mondo R'n'B, anche Jack Harlow ne ha indossato uno nella cover del suo ultimo album Monica portando alcuni ad accusarlo di indossare un’identità che culturalmente non gli appartiene.

Il flat cap nella moda

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Prada FW26
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Public School FW26
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Prada FW26
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Prada FW26
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Ralph Lauren FW26
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Ralph Lauren FW26
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Paradis FW26
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Paradis FW26
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MSGM FW26
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Yohji Yamamoto FW26
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D&G FW26

Il fashion system non ha tardato nell’intercettare questo rinnovato interesse per il flat cap. Ad esempio nell’ultima collezione menswear di Prada, il newsboy cap è stato riletto attraverso una lente noir e spettrale, inclinato sulla fronte o appeso dietro ai trench, schiacciato ed ammuffito dal peso del tempo. Per Emporio Armani e Dolce & Gabbana la coppola è un accessorio che abita stabilmente l'heritage dei brand. Nella prima sfilata co-ed firmata da Leo dell’Orco e Silvana Armani, il berretto viene declinato all'infinito: dai look che ammiccano al rigore sartoriale di Peaky Blinders fino alle versioni in denim. Al contrario, il duo siciliano eleva il copricapo a simbolo di un'identità mediterranea rievocando un'idea nostalgica di Sicilia.

Se da Ralph Lauren il flat cap ritorna nelle collezione in pieno stile old money con citazioni palesi ai look del John-John d’America, MSGM ne propone una versione in tweed che strizza l’occhio ai berretti bouclé indossati da Anne Hathaway nel Diavolo veste Prada e al trend del evil gay stylist anni 2000 ritornato grazie al creator Samuel Lejon. Zadig & Voltaire e Public School invece hanno presentato un ibrido tra un flat cap e un basco, mentre Officine Générale rende il capo più sofisticato accostandolo a montgomery e cappotti in Principe di Galles.

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D&G FW26
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D&G FW26
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D&G FW26
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Emporio Armani FW26
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Emporio Armani FW26
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Junya Watanabe FW26
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Kamiya FW26
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Emporio Armani FW26

La designer e stylist britannica Betsy Johnson Shatters nella prima sfilata del suo brand Uniform ha fatto dei flat cap un chiaro omaggio alla working class inglese, inserendoli in una riflessione più ampia sul concetto di “uniforme”: un dispositivo socioculturale che esprime una perenne tensione tra appartenenza collettiva ed autoaffermazione individuale. 3.Paradis invece sembra rifarsi all’attitudine hip-hop del capo abbinato a lunghi trench da detective mentre Kamiya, Junya Watanabe e Yohji Yamamoto spingono il volume della coppola verso l'estremo, trasformandola in una struttura architettonica che incornicia e scherma il volto. Non resta che scavare in qualche mercatino o semplicemente cercare nell’armadio del papà o del nonno un perfetto flat cap d’archivio. Scegliete liberamente da quale lato far pendere la visiera, consci che la coolness di questo oggetto si nutre tanto di rigore quanto di sregolatezza.