
Quanta ossessione ci vuole per rintracciare il guardaroba di qualcuno? Un sacco, secondo gli Instagram account manager di CBK’s Closet, whatmiuccia e buffywardrobe
È difficile comprendere come una persona sia in grado di compiere «God’s work» su Instagram, come spesso commentano i follower sotto ai loro post. Eppure sembra che la loro ricerca, così straordinariamente precisa e dedicata, sia davvero il frutto di un dono esoterico. Riescono a risalire persino alla marca di smalto utilizzata in una scena, al tipo di divano raffigurato in una foto d’archivio, o ripescano, tra le migliaia di immagini scattate al loro idolo, quella che più si addice al momento presente.
Ci sono account Instagram che sono nati come archivi di immagini - a volte scannerizzate dal cartaceo, ma spesso ricavate da Pinterest - e che adesso sono un vero e proprio media con tanto di contenuti sponsorizzati e attività di consulenza per brand e designer. Ma quello di whatmiuccia, CBK’s Closet e buffywardrobe non è un mestiere: è un hobby che continua a raccogliere nicchie (anche se stiamo parlando di migliaia di follower) di appassionati da tutto il mondo. E la scelta di rendere la loro ricerca accessibile è la prova che, in un’epoca di paywall e abbonamenti, nella moda c’è ancora passione.
CBK’s Closet, il guardaroba di Carolyn Bessette Kennedy
Nell’ultimo mese, le immagini di Carolyn Bessette Kennedy e di JFK Jr hanno invaso le nostre timeline. L’uscita di Love Story, la serie diretta da Ryan Murphy che ripercorre la loro tragica storia su Disney+, ha riportato sotto i riflettori lo stile di una coppia indimenticabile, attirando tutta una nuova fetta di curiosi. Se però molti di loro si sono avvicinati alla pagina Instagram CBK’s Closet dopo aver visto la miniserie, la manager della pagina (che ha preferito restare anonima, ndr) ha preferito non guardare lo show e consiglia a chiunque volesse approfondire la storia dei due di consultare invece le loro biografie. Per chi fosse esclusivamente interessato allo stile di Carolyn Bessette Kennedy, dalla bandana che indossa in una certa giornata di sole newyorchese alla marca della poltrona su cui siede in una famosa fotografia in cui abbraccia il marito, basta invece passare qualche minuto sulla sua pagina.
CBK’s Closet ha cominciato a postare nel 2020, per curiosità, dopo aver scoperto che su Instagram esistevano diversi account dedicati al guardaroba delle star. Sei anni e 153 post dopo, l’account ha accumulato oltre 20mila follower, tra cui stylist e costume designer interessati allo stile della it-girl. Malgrado l’hype di Love Story abbia alterato, anche solo leggermente, la fanbase di Carolyn Bessette Kennedy - contaminata non tanto dai nuovi adulatori quanto dalla narrativa fittizia di Murphy - la community di CBK’s Closet continua ad essere formata da persone «disponibili, gentili, curiosi, divertenti! Persone adorabili», commenta la manager.
Ciò che emerge in maniera piuttosto evidente dai rintracciamenti di CBK’s Closet è la semplicità e la chiarezza con cui Bessette Kennedy creava i propri outfit. Lasciando stare per un attimo l’estetica minimalista per cui è stata adulata negli anni, definita principalmente da palette neutrali e silhouette morbide, dal suo guardaroba traspare una certa ripetizione confortante - loafer, piccole borse in pelle lucida e una quantità immensa di maxi dress e cappotti scuri. Una spontaneità e di certo una risolutezza che sono molto più difficili da incontrare in una star del giorno d’oggi, come conferma anche la fondatrice dell’account. «Il suo stile era molto naturale e non sembrava seguire nessuna delle tendenze del momento. Carolyn è rimasta fedele a se stessa, vestendosi per se stessa, e questo è ciò che la rende così vicina alle persone. Nonostante indossasse abiti di alta moda e firmati, i suoi look sono comunque facili da imitare».
whatmiuccia, lo stile di Miuccia Prada
Non potevamo scrivere questo articolo senza menzionare whatmiuccia, pagina dedicata al guardaroba di Miuccia Prada. Il founder Guillaume Lavoie non posta da Milano, come ci si aspetterebbe, bensì da Montreal, e dal 2018 ha raccolto il following di quasi 90 mila appassionati. «Ho sempre trovato Miuccia una persona interessante, quindi nel corso degli anni ho raccolto foto, articoli e servizi su di lei, creando così una base su cui lavorare», ha raccontato Lavoie.
Ultimamente, forse a causa dell’AI, della saturazione di internet e di un algoritmo che tende a riproporre sempre gli stessi contenuti, Lavoie ha dovuto trovare risorse più attendibili di Google per la propria ricerca - il che gli permette di trovare materiale ancora più inedito su Prada. «Instagram è oggi il luogo in cui si trovano le immagini più interessanti, ma bisogna saperle scovare. Cerco anche di guardare altrove: stampe, biblioteche pubbliche e universitarie, banche dati online, e questo mi permette spesso di trovare materiale inedito», ha spiegato.
«Il divertimento, la libertà e l'integrità sono importanti quando penso a questo account. Dato che su Instagram non sono io a documentare la mia vita, ma Prada, il contenuto deve essere molto mirato dal punto di vista commerciale. Ovviamente sono sempre aperto alle opportunità, ma il profitto non è la mia preoccupazione principale»
Negli anni, il successo di whatmiuccia ha presentato a Lavoie l’opportunità di conoscere Miuccia Prada dal vivo - «Sembrava piuttosto sorpresa quando le ho detto che era la mia prima volta in Italia», ha raccontato - e di lavorare come consulente creativo per Prada. Ma la cosa più glamorous che ha fatto, racconta, «è stato parlare nei DM con Marc Jacobs a proposito di gioielli», il che spiega un paio di cose sugli obiettivi che Lavoie ha per la pagina e sulla personalità della sua community. Che, come Marc Jacobs, spiega Lavoie, è piena di entusiasmo e di spunti interessanti da condividere con lui. «Secondo i dati, si tratta soprattutto di donne italiane e, da canadese, ne sono davvero felice perché penso che questo dimostri che sto facendo qualcosa di giusto».
buffywardrobe, i costumi di Buffy The Vampire Slayer
Caroline Burney si è avvicinata al mondo di Buffy nel 2023, quando ha cominciato a cercare outfit e vestiti che si avvicinassero all’estetica esoterica anni ‘90 dei personaggi dello show. Dopo aver trovato su Depop un corsetto indossato da una delle protagoniste, Burney ha cominciato a collezionare look della serie, un processo di ricerca che l’ha portata anche a identificare brand e vestiti mai ritrovati prima su internet. «Volevo poter condividere le cose che avevo trovato. Di solito nella comunità degli appassionati di abbigliamento delle serie TV c'è molta segretezza riguardo ai brand, e volevo rendere la ricerca di questi capi un po' più facile per tutti», ha raccontato la manager di buffywardrobe, che dal 2024 a oggi ha raccolto una nicchia di oltre 30 mila appassionati.
Come per Lavoie, la ricerca per buffywardrobe non passa da Google, ma per altri media: edizioni passate di cataloghi e magazine di moda degli anni '90 e 2000 ma anche archivi internet, per scoprire quali designer andavano di moda negli anni ‘90 e 2000 attraverso vecchie interviste con i costume designer della serie. Uno dei ritrovamenti più impressionanti della pagina è uno degli smalti indossati da Buffy (Sarah Michelle Gellar), a cui è risalita attraverso l’account Vintage_dusties, una delle sue passioni. «In un certo senso, vedo quello che faccio come un gioco o un rompicapo alla "Dov’è Waldo?"», racconta Burne, che ad oggi dedica in media tre ore al giorno alla pagina, se non intere domeniche.
La pagina è diventata un piccolo business per Burney, che oltre ad essere appassionata della serie è diventata una grande esperta di design anni ‘90, sia in termini di brand che di prodotto. «Molte persone mi hanno chiesto se vendessi i capi di abbigliamento di Buffy che trovo, ma alla fine ho sempre deciso di tenerli. Di tanto in tanto vendo capi fedeli a quelli della serie, se non mi stanno bene o non si adattano al mio stile personale», racconta. Recentemente, Burney ha iniziato a ricreare alcuni dei gioielli e delle t-shirt indossati dai protagonisti della serie, dato che spesso si tratta di design appartenenti a un mercato di 20 o 30 anni fa, mentre pochi giorni fa ha condiviso insieme a Betsey Johnson un Reel su Instagram in cui esplora gli articoli della designer americana nella serie.
In appena due anni, buffywardrobe è diventata una capsula temporale che racchiude tutti i brand più amati da Gen X e Millennial negli anni ‘90. Oltre ai soliti nomi che continuano a rimanere popolari tuttora, la ricerca di Burney racconta la storia di marchi di nicchia, conosciuti soprattutto tra i costume designer del tempo. Uno dei suoi preferiti è Monah Li, di una designer che lavorava con l’upcycling negli anni ‘90 e primi 2000. «I suoi capi erano in vendita da Fred Segal su Melrose Avenue, una meta molto frequentata dai costumisti». Oppure Voyage (Invest in the Original), una firma così esclusiva da respingere - a quanto pare - diverse celebrity dai propri negozi, e i cui capi erano «estremamente massimalista e solitamente caratterizzato da dettagli in velluto, decorazioni con perline e perle, colori vivaci altri tocchi artigianali». Una bella differenza rispetto ai brand contemporanei, che rincorrono la viralità, o alle case di produzione, che si impegnano più sul merch che sui loro film.














































