OpenAI vuole davvero comprare Pinterest? Un’acquisizione che potrebbe ridefinire il modo in cui cerchiamo online

L'origine della notizia

Il 2026 è iniziato da nemmeno un mese e nel mondo tech è già arrivata la prima, presunta, grande notizia destinata a far parlare molto: secondo The Information, OpenAI potrebbe acquisire Pinterest. Non si tratta di un rumor qualsiasi, ma di un vero e proprio potenziale tsunami che investirebbe tutto il web. Poche ore dopo la pubblicazione del report, il titolo Pinterest ha registrato un balzo del 3% in Borsa, segno che il mercato considera l’ipotesi tutt’altro che fantasiosa. Se confermata, l'operazione rappresenterebbe la più grande acquisizione nella storia di OpenAI, un punto di svolta epocale nel modo in cui concepiamo l’intelligenza artificiale applicata al consumo digitale.

Quanto valgono Pinterest e OpenAI?

Per comprendere la portata di questa potenziale operazione, occorre partire dai numeri. Pinterest vanta oggi circa 570 milioni di utenti attivi mensili a livello globale, con una crescita del 10% anno su anno secondo i dati del primo trimestre 2025 riportati da Sprout Social. La piattaforma genera oltre 4 miliardi di dollari di ricavi pubblicitari annui, con un margine netto di quasi il 50% e un margine lordo che sfiora l’80%, come evidenziato da AInvest. Con un prezzo delle azioni intorno ai 25 dollari, la capitalizzazione di mercato si attesta a circa 17,5 miliardi di dollari. 

Dall’altro lato della trattativa, OpenAI si presenta come una potenza finanziaria senza precedenti nel settore tech. L’azienda ha raggiunto i 13 miliardi di dollari di ricavi nel 2025, conta 800 milioni di utenti attivi settimanali e un milione di clienti business. Ad aprile 2025, OpenAI ha raccolto 40 miliardi di dollari in un round di finanziamento che ha valutato l’azienda 300 miliardi, mentre a ottobre 2025 una vendita secondaria di azioni dei dipendenti ha portato la valutazione a 500 miliardi, rendendola di fatto la società privata più preziosa al mondo.

Perché OpenAI dovrebbe volere Pinterest?

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Cosa c’entra dunque un laboratorio di ricerca sull’intelligenza artificiale con una piattaforma di ispirazione visiva? A prima vista, l’accoppiata potrebbe sembrare strana, ma non è così. Pinterest non è un semplice social network, ma un motore di ricerca visiva mascherato da piattaforma sociale. Gli utenti creano bacheche dove salvano immagini, ricette, outfit e idee per la casa, un'attività che genera un patrimonio di dati impossibile da replicare e troppo importante per un’intelligenza artificiale. Secondo una recente analisi, Pinterest ospita oltre 200 miliardi di immagini, ciascuna etichettata con l’intento dell’utente. Quando qualcuno salva una scarpa in wishlist, sta comunicando un’intenzione d’acquisto precisa.

È proprio questo ciò che manca a OpenAI: quando si chiede a ChatGPT di trovare un prodotto partendo da un’immagine, la risposta è più verbosa e lenta, priva di link diretti. Pinterest, al contrario, restituisce risultati visivi in pochissimi secondi, permettendo all’utente di scansionare decine di opzioni con un colpo d’occhio. La differenza non è solo tecnologica, ma concettuale. ChatGPT è stato progettato per rispondere, Pinterest per ispirare e convertire, motivo per cui insieme potrebbero rappresentare davvero il futuro del marketing.

La risposta della Gen Z

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Bisogna poi considerare il fattore demografico. La Gen Z rappresenta il 42% della base utenti di Pinterest, una fascia demografica che mostra tassi di crescita nell’utilizzo del 18-20% anno su anno. L’85% degli utenti settimanali di Pinterest ha effettuato acquisti basandosi su pin visualizzati e il ritorno sulla spesa pubblicitaria della piattaforma è superiore del 32% rispetto ad altre piattaforme digitali. Ciononostante, bisogna pur sempre considerare che è la Gen Z la generazione che teme maggiormente l’invasione dell’AI esemplificato sulle proprie piattaforme preferite, come enuncia il TikTok virale della creator @irelyn.may in cui la creator si dice preoccupata della possibile acquisizione. 

Come potrebbe avvenire la collaborazione?

L’integrazione potrebbe di fatto assumere forme diverse: Pinterest come app dentro ChatGPT; ChatGPT innestato nell’app Pinterest per aggiungere ricerca conversazionale; oppure con lo scenario più radicale in cui OpenAI assorbirebbe l’intero stock di Pinterest facendolo operare senza mantenere il brand. La sfida, in ogni caso, sarà  preservare l’autenticità che rende Pinterest così prezioso evitando quello che in gergo viene chiamato AI slop, ovvero i feed invasi da contenuti generati artificialmente.

Né OpenAI né Pinterest hanno ancora commentato la notizia della probabile acquisizione. Ma il segnale è ormai chiaro: OpenAI non vuole più essere solo un laboratorio linguistico, ma un ecosistema complesso comprendente pubblicità e vendita, in grado di competere con giganti come Google, Meta e Amazon. Una sfida culturale più che tecnologica, il cui esito potrebbe definire il volto del web per il prossimo decennio.

Takeaways

- OpenAI potrebbe acquisire Pinterest, secondo The Information, in quella che sarebbe la più grande operazione della sua storia.

- Pinterest vale circa 17,5 miliardi di dollari
e conta 570 milioni di utenti attivi mensili, mentre OpenAI è ormai una potenza da 500 miliardi di valutazione.

- Pinterest è un motore di ricerca visivo, ricchissimo di dati basati sull’intento d’acquisto, una risorsa strategica che oggi manca a ChatGPT.

- L’integrazione AI–visual search potrebbe rivoluzionare marketing e shopping, unendo risposte conversazionali e ispirazione visiva orientata alla conversione.

- La Gen Z è centrale ma scettica, attratta dal potenziale commerciale di Pinterest ma anche la più preoccupata dall’invasione dell’AI nelle piattaforme che ama