
Ma chi voleva davvero Lauren Sanchez all’Haute Couture di Parigi? Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei
Oltre alle immagini dei look, alla Paris Haute Couture Week i contenuti che hanno circolato maggiormente online sono stati quelli di Lauren Sanchez, la moglie di Jeff Bezos, che girava per tutte le principali sfilate insieme ad Anna Wintour e con un guardaroba curato dal re degli stylist, Law Roach.
In questo frangente è emersa in piena luce la contraddittorietà del sistema moda. Da un lato un’industria pensata per i potenti della Terra che finisce necessariamente per doverli blandire e corteggiare; dall’altro un ecosistema culturale costruito intorno a quella stessa industria che è invece per sua natura iper-liberale quando non fortemente idealista. In mezzo a loro, un dio incognito: il denaro, che tutto può e tutto muove. Il dibattito si è dunque acceso: plutocrati e oligarchi sono presenze sgradite nei templi della moda? Oppure la moda è un sistema amorale, che non può evitare di genuflettersi al potente di turno? Ma procediamo con ordine.
Servi, clienti, ostaggi
@selloutartist Paris Fashion Week Street Style… brought to you by Jeff Bezos and Lauren Sanchez #fashion #dior #jeffbezos #laurensanchez #parisfashionweek original sound - Yagmur Tok
«This is all disgusting. Corporate fashion is a complete sham; it's all been bought. I don't understand how people can be part of this fiasco in these chaotic times. Shame on the creative servants», ha scritto ieri su Instagram l’amato designer indipendente Miguel Adrover riferendosi alla foto di gruppo che vede Bezos e Sanchez posare per una foto con Jonathan Anderson e Delphine Arnault alla fine dell’ultimo show di Dior. Molti hanno giustamente difeso Anderson: a prescindere dalle sue idee personali, il designer lavora per un’azienda che fa parte di un mega-conglomerato. Volente o nolente, posare con Sanchez e Bezos non era un’opzione.
Non si può dire lo stesso per Anna Wintour e Law Roach. Sanchez è arrivata con Anna Wintour allo show di Schiaparelli e ne e ha visitato l'atelier con Law Roach, il quale ha poi rivelato, tramite i propri social, di aver curato il guardaroba di Sanchez con pezzi d’archivio come un tailleur di Versace e Dior del 2004, scarpe di Jimmy Choo e via dicendo.
a Black stylist who we can always rely on to be on the right side of history pic.twitter.com/gQDBel7CLT
— Louis Pisano (@LouisPisano) January 28, 2026
Louis Pisano ha postato un vecchio video di Law Roach in cui lo stylist parla del potere della moda di fare statement politici e parlare delle cause che supportiamo o meno. Altri hanno invece fatto notare che quando Roach aveva annunciato il suo pseudo-ritiro dalle scene come stylist (in realtà mai avvenuto) aveva citato precisamente tra le motivazioni del suo addio alle scene «the politics, the lies, the false narratives». Gabriella Karefa-Johnson, invece, ha condannato l'associazione senza mezzi termini e diciamo senza problemi che tutti nell'industria la pensano come lei.
Altri, più imparziali, hanno fatto notare che se un personaggio è queer e lavora nella moda, la cosa non implica necessariamente il mantenere uno schieramento politico progressista. Insomma, Roach è un professionista che svolge il proprio lavoro, il quale implica anche una necessaria esposizione mediatica e gli impone, in breve, di associarsi anche nelle foto dei giornalisti con clienti di profilo altissimo come, ad esempio, Lauren Sanchez. Rimane chiaro però che la scelta di associarsi con un personaggio equivale ad avallarne la condotta e il ruolo culturale.
Perchè Jeff Bezos e Lauren Sanchez sono così impopolari?
Taking in Parisian couture as the news comes that @JeffBezos is axing hundreds of reporters. Not quite Versailles, but close! https://t.co/khwCBHKYd9
— Lauren Windsor (@lawindsor) January 27, 2026
La presenza della coppia è stata sgradita dal pubblico data la vicinanza politica di Jeff Bezos a Donald Trump e tutto l’aiuto monetario che l’uomo più ricco del mondo gli ha dato. Bezos gli ha infatti donato un milione per il suo insediamento, spendendone altri ventotto per distribuire un documentario su Melania Trump che nessuno guarderà mai.
Oltre ai contratti governativi multimiliardari che legano le sue aziende alla presidenza Trump, poi, Bezos lo ha anche favorito acquistando il Washington Post, sventrandone la redazione, dissolvendone l’indipendenza e spingendo centinaia di impiegati a organizzare una campagna su X basata sull’hashtag #SaveThePost.
In un momento politico in cui la democrazia è a rischio, le divisioni sociali in aumento, l’opinione pubblica è manipolata e tutte le persone normali del mondo temono di finire schiacciati tra gli ingranaggi di una storia pilotata dai biechi interessi di politici corrotti e inquietanti epuloni, Bezos è a tutti gli effetti uno dei volti della distopia e, insieme a sua moglie, la coppia è la siliconata incarnazione dello strapotere capitalistico piegato al servizio di una delle forze politiche autoritarie più disprezzate del mondo. Non aiuta che i due abbiano mosso una vera guerra di conquista verso il mondo della moda.
Se le porte non si aprono, basta sfondarle
Lauren Sanchez vuole a tutti costi sedere nell’Olimpo della moda insieme alle sue divinità, anche se è forse la fashion wannabe più sbeffeggiata del pianeta. I suoi tentativi di introdursi nel mondo della moda hanno avuto la stessa sottigliezza di un grosso SUV che entra in un negozio sfondando le vetrine a tutta velocità.
Nel 2024, insieme a Bezos, Sanchez ha indossato un abito di Oscar de la Renta al Met Gala, attirando le prime di molte critiche al suo stile personale ostentato e kitsch. La loro presenza ha segnato l'inizio del loro ingresso nel mondo della moda, con presenze sporadiche a eventi che hanno alimentato speculazioni su interessi ulteriori, estesi anche al business. Nel gennaio 2025, Bezos e Sanchez hanno partecipato all'inaugurazione presidenziale di Donald Trump insieme alla famiglia Arnault.
Il loro matrimonio nel giugno 2025, una celebrazione di tre giorni a Venezia, ha rappresentato un nuovo passo avanti: Sanchez ha indossato abiti custom di Dolce&Gabbana e Schiaparelli, con una odiatissima cover story su Vogue. L’autunno successivo Sanchez era agli show di Balenciaga e Chanel: un piede era dentro la porta. Sono iniziate a circolare le voci, sempre più concrete, di un interesse di Bezos nei confronti di Condé Nast, azienda da comprare come regalo di nozze alla moglie per la quale sarebbe stato già apparecchiato un posto da executive dentro Vogue.
Lo scorso novembre è arrivato l'annuncio che Bezos e Sanchez sarebbero anche stati i principali sponsor del Met Gala 2026, finanziando l'evento e l'esibizione Costume Art al fianco di Saint Laurent e Condé Nast. La notizia ha scatenato altre controversie, dato che ormai l’ingresso dei due nel sistema, almeno sul piano istituzionale, pare ormai una cosa inevitabile. Il problema però è che Vogue e i mega-brand istituzionali dell’ultra-lusso sono l’unica parte della moda le cui porte possono essere sfondate a colpi di denaro sonante. Ma il problema è comunque ormai stato posto: Bezos e Sanchez rappresentano il lato oscuro del lusso o la loro rappresentazione più sincera? Per citare la beffarda filastrocca del banchiere Enrico Cuccia: «Articolo quinto: chi ha i soldi ha vinto».













































