
La colonna sonora di Sinners è così speciale da meritare un Oscar? Ludwig Göransson è sempre più vicino alla vittoria

Nonostante quest’anno ci sia l’imbarazzo della scelta - tra i candidati per la miglior colonna sonora spiccano i nomi di Jonny Greenwood, Alexandre Desplat e Max Richter - il maggiore indiziato alla vittoria finale sembrerebbe essere Ludwig Göransson.
Il musicista e compositore svedese, già vincitore di due Oscar per le soundtrack di Black Panther (2019) e Oppenheimer (2024), ha fatto ancora una volta un lavoro strepitoso per Sinners, il film rivelazione di Ryan Coogler, che ha battuto ogni record di candidature con ben 16 nominations, tra cui naturalmente anche quella di miglior film.
La musica al centro della narrazione
@warnerbrosph New Trailer Alert: Dance with the devil and he’ll follow you home. #SinnersMovie - Only in cinemas March. #ComingSoon #WhatToWatch
original sound - warnerbrosph
Sinners è un horror-movie letteralmente incentrato sulla musica blues, che in questo caso non fa solo da accompagnamento musicale, ma viene posta fin dal principio come elemento centrale della storia, divenendo in seguito vero e proprio punto di svolta cruciale all’interno della narrazione. Il regista ha raccontato come gli è venuta l’idea attraverso due momenti fondamentali.
Innanzitutto, la storia del film è stata ispirata da suo zio James, un amante del blues del Mississippi morto mentre Coogler era impegnato nella post-produzione del film Creed. Ascoltare il blues divenne così un modo per “evocare” suo zio, ha dichiarato il regista. In seguito, dopo la realizzazione di Black Panther: Wakanda Forever, una sera Coogler stava lavando i piatti e ascoltando Wang Dang Doodle, un pezzo blues del 1960 che parla di una folle festa notturna con un cast di personaggi pittoreschi: lì ha avuto un'illuminazione. E il resto è storia.
@sonysoundtracks Music to sink your teeth into All of Ludwig Göransson’s music from the #Sinners original sound - Sony Soundtracks
Ora, se vi state chiedendo cosa ne possa mai sapere del blues un compositore nato e cresciuto in Svezia negli anni '80, la risposta è moltissimo. Il padre di Göransson era infatti un grandissimo appassionato di musica blues al punto che avrebbe voluto chiamare il figlio come il musicista del Mississippi Albert King, ma alla fine dovette cedere alle richieste della madre, che preferì dargli lo stesso nome di Beethoven.
Onomastica a parte, il padre è riuscito comunque a trasmettere la sua grande passione per la “musica del Delta” al figlio, che l’ha poi fatta evolvere in un amore a 360 gradi nei confronti di una vasta gamma di generi musicali, dal blues, al jazz all’heavy metal. Non a caso, nella realizzazione di questa colonna sonora è stato coinvolto anche il batterista dei Metallica Lars Ulrich.
@classicfm The exact guitar Ludwig Göransson wrote his 'Sinners' score on! The Swedish composer has just won the Critics' Choice Award for his guitar-based soundtrack. Watch his full breakdown of the score on YouTube. #filmscore #sinners #guitar original sound - classicfm
Restando sul blues, bisogna riconoscere a Göransson di aver messo nella realizzazione della colonna sonora di Sinners, tutto il rigore e la cura maniacale di un etnomusicologo, facendo studi, viaggi di ricerca e svariate interviste a leggende del blues e musicologi esperti, dando lezioni di pianoforte, chitarra e canto a tutti i membri del cast e facendoli provare fino allo svenimento.
Persino la chitarra utilizzata dal protagonista, interpretato dall’esordiente Miles Caton, è una rarissima chitarra Dobro del 1932, dotata di un cono metallico di amplificazione, da cui sgorga letteralmente tutto il DNA del blues racchiuso lì dentro da quasi un secolo. Tutto il fascino oscuro e la mitologia del blues sono stati trattati con la massima cura in tre momenti chiave del film, dove immagini e suono si compenetrano e rafforzano a vicenda.
Il potere magico del blues e la musica del diavolo
@piero.panebianco Robert Johnson è il più misterioso e affascinante chitarrista della storia. Leggenda narra che in cambio del suo talento, abbia venduto la propria anima. Fatto sta, che le sue canzoni, sono la grande madre della musica blues moderna. #robertjohnson #blues #mistero #leggenda #musica #chitarra suono originale - Piero Panebianco
Il film si apre con un prologo in cui si racconta la magia della musica, ovvero come la musica abbia il potere di evocare spiriti e squarciare il velo tra passato, presente e futuro, riunendo tutti in un unico piano spazio-temporale. In alcuni casi, si dice, i musicisti più talentuosi possono risvegliare anche le forze del male. Questo elemento chiave della narrazione del film fa riferimento alla mitologia del blues come musica del diavolo.
Una delle più grandi leggende, in qualche modo evocata dal film, è quella del grande bluesman Robert Johnson, che si dice sia diventato così grande, perché un giorno ha incrociato il diavolo sulla sua strada e ha stretto un patto con lui. Si tratta di una storia che affonda le radici nel cuore nero del blues e che tutti gli appassionati del genere conoscono a menadito poiché ne sono stati tratti diversi libri e documentari. Nel film si dice che la famosa chitarra suonata dal protagonista fosse appartenuta a Charley Patton, ma il collegamento con Johnson appare comunque evidente e profondamente evocativo.
L’incredibile scena musicale del Juke Joint
@vashinigibson Viral Performances The juke joint scene in Sinners (2025) A supernatural blues sequence that transcends time and space. Sinners features a surreal musical montage representing Six main eras and styles: Blues, Rock 'n' Roll, Hip-Hop, African Tribal Music, Gospel, and Chinese Xiqu. Symbolizing the temporal and cultural journey of music. These spirits/dancers represent ancestors and future performers, including B-boys, Funkadelic-style musicians, and Chinese dancers, appearing as Sammie plays his guitar. #creatorsearchinsights# #sinnerssongs #musictrend##HiddenMeaning#VisualStorytelling I Lied to You - Miles Caton & Sinners Movie
In una scena mozzafiato al centro del film, Caton canta una nuova canzone blues durante la sera inaugurale del Juke Joint, termine gergale con cui venivano chiamati i locali di aggregazione sociale per afrodiscendenti nel sud degli Stati Uniti. Si tratta di un brano blues moderno particolarmente seducente intitolato I Lied To You, composto da Göransson insieme a Raphael Saadiq, guru dell'R&B di Oakland, che aveva questo blues in testa fin da quando era bambino.
É una vera e propria dichiarazione d’amore al blues, ispirata in parte da I Want You di Marvin Gaye come ha suggerito il regista stesso: «I Want You di Marvin Gaye è stata una grande fonte di ispirazione per questo film. Guardate la copertina dell'album. Ha scelto una capanna di zucchero. È un juke joint. E la canzone. Non basta essere necessari. Vuoi essere desiderato. Questo mi ha motivato molto nella scrittura. Mi ha portato in uno stato d'animo blues. Marvin Gaye faceva blues. La canzone che canta Sammie doveva avere quello».
The Sinners theme score had me levitating Ludwig we are getting you that oscar pic.twitter.com/TpnQfSSwHA
— Patrick Nelis Art (@PatrickNelisArt) April 26, 2025
La scena che accompagna l’esecuzione del brano diventa il cuore del film, dimostrando coi fatti ciò che era stato raccontato nel prologo: il regista apre un portale temporale, dove passato presente e futuro si mescolano, improvvisamente vediamo comparire antichi percussionisti e ballerini africani che condividono la pista con lavoratori delle piantagioni degli anni '30, un chitarrista elettrico a metà strada tra Bootsy Collins e Jimi Hendrix, twerker moderni e DJ. Musicalmente Göransson realizza una sottile e moderata fusione armoniosa di generi appartenenti a epoche diverse, riuscendo nel difficile intento concettuale di mostrare come il blues faccia parte del DNA della musica americana, dal rock al pop all'hip-hop.
Il vampirismo discografico
Tuttavia, il blues non è l'unica musica presente in Sinners. A un certo punto il “male”, evocato dal suono della chitarra, si presenta sottoforma di vampiri legati alla tradizione musicale irlandese. Anche in questo frangente nulla è stato lasciato al caso e Göransson ha richiesto la consulenza del miglior cantante di musica vocale tradizionale Sean-nós in Irlanda.
Questo collegamento tra blues e musica irlandese potrebbe suonare stridente, ma in realtà, come ha notato James Gutierrez, compositore e professore di musica alla Northeastern University, Coogler e Göransson hanno messo in evidenza i legami tra gli afroamericani e gli irlandesi americani, le loro storie condivise di oppressione e come la loro musica li abbia aiutati a trovare un punto d'appoggio per una speranza economica.
Entrambi hanno affrontato un diverso tipo di vampirismo da parte dei primi discografici che si approfittavano della loro arte con accordi predatori particolarmente svantaggiosi per i musicisti appartenenti a gruppi sociali più vulnerabili e discriminati. Ma alla fine ne sono venuti fuori con costanza, amore e perseveranza nei confronti della propria musica e della propria gente.
La riconciliazione del blues con la realtà di oggi
#sinners
— SyL | #RumorRoulette (@sylabdul) March 13, 2026
This entire final sequence clinched Oscar in my mind https://t.co/CjyV7wlA13
Un altro momento musicale chiave del film è la scena post-credits, che in realtà è stata la prima ad essere stata girata in ordine cronologico. Coogler voleva mostrare un legame più recente con gli eventi centenari della storia raccontata e desiderava con tutto il cuore coinvolgere il musicista bluespreferito di suo zio, Buddy Guy, ormai ottantenne e difficilmente raggiungibile. Sembrava un’impresa impossibile, ma alla fine grazie all’incoraggiamento da parte dei figli e dei nipoti del bluesman, sono riusciti a organizzare un incontro nel backstage di un concerto.
Il racconto di Coogler è commovente: «ci sediamo, e lui mi dice: ‘Ehi, amico, Non sono un tipo da cinema, ma i miei figli adorano i tuoi film e mi hanno detto che dovevo incontrarti. Quindi eccomi qui, a tua disposizione”. “Gli ho spiegato di cosa trattava il film» continua Coogler, «e lui mi ha raccontato la storia della sua vita, di quando da bambino era un mezzadro e poi è andato a Chicago per imparare a suonare. Sono scoppiato a piangere, perché tutto quello che avevo appena scritto nella sceneggiatura, questo tizio l'aveva vissuto».
Il cameo finale con Buddy Guy che canta il suo blues è la ciliegina sulla torta di una colonna sonora memorabile.









































