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Le ballerine sono di nuovo mainstream grazie a Miu Miu

Il comeback delle scarpe da donna più dibattute della storia

Le ballerine sono di nuovo mainstream grazie a Miu Miu  Il comeback delle scarpe da donna più dibattute della storia
Dries Von Noten SS15
Miu Miu FW22
Simone Rocha SS17
Miu MIu FW22
Saint Laurent FW19
Miu Miu FW22
Jil Sander SS20
Gucci SS16

Per molti potrebbe sembrare un incubo, un ricordo d’infanzia, un dejà-vu di un periodo in cui nostra madre ci costringeva a infilarci in un tutu vaporoso e metterci in ridicolo davanti ad una maestra di danza classica, ma le ballerine, le scarpe da donna più dibattute della storia, potrebbero stare per fare il comeback più inatteso della stagione. Grazie a TikTok il vibe da ballerina classica appena uscita dalla sala prove è tornata in auge già da qualche mese, invadendo i feed con body, maglioni a portafoglio, dolcevita, coprispalle, leggings svasati, cappotti attillati e, soprattutto, mezze punte. Pinterest riporta che il volume di ricerca per lo stile da ballerina è aumentato del 1566% negli ultimi mesi mentre l'hashtag #balletcore vanta oltre sei milioni di visualizzazioni su TikTok. Ma l’ennesima microtendenza è entrata nel mainstream, è merito della sfilata Autunno/Inverno 2022 di Miu Miu, in cui le scarpette da danza classica hanno assunto una veste del tutto inaspettata abbinate a calze a coste spesse, accessori in chiffon, minigonne e bomber di pelle. Risultato? Il Balletcore è tornato in una veste molto più sexy di quanto non ricordassimo.

Dalla famosa copertina di Dior del 1947, che consacrava la ballerina come calzatura femminile da indossare nel quotidiano, alla Russian Collection di Yves Saint Laurent del '76 che portò in passerella gli abiti delle ballerine russe, ai metri di tulle Couture SS17 di Viktor & Rolf e dall’estetica iper femminile di Simone Rocha nella collezione ispirata al folklore irlandese: il balletto e la moda sono in stretti rapporti da sempre. Lo stesso vale per la controparte menswear, proposta da Palomo Spagna, Dries Van Noten, Gucci, Jil Sander, Maison Margiela e Comme Des Garçons. Molti stilisti hanno abbracciato la rinascita di questo modello, tra cui la londinese Molly Goddard, Zimmermann, Valentino, Christian Lacroix, così come le it girl del calibro di Alexa Chung e Paloma Elsesser. Da SNL Harry Styles ha di recente ricordato al mondo la natura intrinsecamente genderless della tenuta da balletto, essendo insieme uno sport e un’arte nata nella Russia agli inizi del 1900 e inizialmente ad appannaggio dei soli uomini, mentre Zara ha collaborato con il New York City Ballet per la sua collezione ispirata alla danza classica, tra body, camicette in tulle e capi a rete. 

Saint Laurent FW19
Miu Miu FW22
Miu MIu FW22
Miu Miu FW22
Simone Rocha SS17
Jil Sander SS20
Gucci SS16
Dries Von Noten SS15

Il Balletcore è naturalmente il passo successivo nell'evoluzione dell'activewear, nella sua declinazione più principesca. Addio aderente lycra e il nylon, benvenuti cotone e cashmere: in una sorta di spotswear estetico ispirato al thriller oscuro del 2010 Black Swan, con Natalie Portman nei panni di Nina Sayers e Mila Kunis nei panni di Lily, oltre allo stile Twee dei primi anni del 2010. Il Balletcore abbraccia l'iperfemminilità, ma, come altri stili dell'era Tumblr, la sua storia è complessa, sinonimo dello stereotipo della ballerina ingenua, bianca e  molto magra, frutto della diet culture e di canoni estetici molto lontani dalla consapevolezza di oggi. Adesso le ballerine si arricchiscono di una nuova veste, etica ed estetica. Per Miu Miu al trend di stagione si aggiungono tacchi a spillo e nuove colorazioni, dalle più classiche nuance rosa cipria, baby blue, bianco al rosso acceso. Rispetto ala collezione SS16 del marchio, che ha portato per la prima volta alla ribalta le décolleté cult con nastri e fibbie, la nuova generazione di slipper ha una silhouette più semplice, in pelle o in raso, ed è dotata di un semplice cinturino elastico logato. È ufficiale: il Balletcore è qui per restare.