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I 5 migliori Easter Egg visti in passerella negli ultimi anni

Voi li avete riconosciuti?

I 5 migliori Easter Egg visti in passerella negli ultimi anni Voi li avete riconosciuti?
Miu Miu SS22 vs. "Shrink to Fit" by Steven Meisel (2010)
Miu Miu SS22 vs. "Shrink to Fit" by Steven Meisel (2010)
Miu Miu SS22 vs. "Shrink to Fit" by Steven Meisel (2010)
Miu Miu SS22 vs. "Shrink to Fit" by Steven Meisel (2010)
Dolce & Gabbana SS21 vs. Hotel Parco dei Principi by Gio Ponti (1962)
Dolce & Gabbana SS21 vs. Hotel Parco dei Principi by Gio Ponti (1962)
Dolce & Gabbana SS21 vs. Hotel Parco dei Principi by Gio Ponti (1962)
Dolce & Gabbana SS21 vs. Hotel Parco dei Principi by Gio Ponti (1962)
Celine Dion in 2019 vs. Celine Dion in 1998
Vetements Titanic Necklace vs. Asprey & Garrard "Heart of the Ocean" collier
Vetements SS20 vs. Titanic (James Cameron, 1998)

Al di là delle apparenze del lusso e della costruzione degli abiti, la moda è un sistema di costruzione di significati. Questi significati possono cambiare a seconda del designer ma soprattutto, all’interno di una collezione, un designer può inserire dettagli nascosti, sorprese e riferimenti che si notano solo dando un secondo e più approfondito sguardo. Oggi il mondo della moda va forse meno per il sottile che negli anni ’90 – nondimeno, abbiamo pensato di raccogliere i migliori Easter Egg visti nelle sfilate degli ultimi cinque anni per dimostrare come spesso, dietro a un semplice abito o accesorio, possano nascondere ispirazioni e riferimenti impensabili.

1 – I jeans illusionistici di Bottega Veneta

Il primo Easter Egg è anche il più recente. In apertura allo show FW22 di Bottega Veneta, quello che ha segnato il debutto della direzione creativa di Matthieu Blazy, è apparso un look insolito, che includeva una canottiera e un paio di jeans. È chiaramente insolito aprire la propria tenure con un look del genere – e infatti il look non era semplice: entrambi i pezzi (bottoni dei jeans inclusi) erano fatti di nubuck, abilmente lavorato per somigliare rispettivamente al cotone a coste e al denim. L’idea era quella di mettere in pratica nella maniera più diretta possibile il «quiet power» del brand, così come lo ha definito Matthieu Blazy, e dunque dimostrare che con la giusta tecnica anche una umile canottiera e un paio di jeans possono diventare un item di lusso.

2 – La reference a Vogue dietro il set di Miu Miu 

Miu Miu SS22 vs. "Shrink to Fit" by Steven Meisel (2010)
Miu Miu SS22 vs. "Shrink to Fit" by Steven Meisel (2010)
Miu Miu SS22 vs. "Shrink to Fit" by Steven Meisel (2010)
Miu Miu SS22 vs. "Shrink to Fit" by Steven Meisel (2010)

Il set di microtop e microskirt di Miu Miu visto durante lo show SS22 del brand a Parigi, lo scorso autunno, è forse il look dell’anno ed ha goduto di un successo planetario. E anche se già esistono leggende su Miuccia che tagliava personalmente gonne e maglioni nel backstage, la vera gemma nascosta dietro il look è la reference a un celebre editoriale di Vogue Italia scattato nel 2010 scattato da Steven Meisel e con lo styling di Karl Templer di nome Shrink to Fit con protagonista Amber Valletta, Lara Stone, Abbey Lee Kershaw e Freja Beha Erichsen. In questo editoriale le modelle indossavano versioni tagliate e con orli vivi di abiti formali – un editoriale che parlava del trend delle microgonne tipico di quegli anni che Miuccia Prada e Lotta Volkova hanno trasformato in un’uniforme ribelle per lo show di Miu Miu, citando anche i celebri orli vivi apparsi durante lo show SS15 di Prada.

3 – L'estetica di Gio Ponti secondo Dolce & Gabbana 

Dolce & Gabbana SS21 vs. Hotel Parco dei Principi by Gio Ponti (1962)
Dolce & Gabbana SS21 vs. Hotel Parco dei Principi by Gio Ponti (1962)
Dolce & Gabbana SS21 vs. Hotel Parco dei Principi by Gio Ponti (1962)
Dolce & Gabbana SS21 vs. Hotel Parco dei Principi by Gio Ponti (1962)

Per la loro collezione SS21, presentata attraverso il formato phygital nell’estate della pandemia, Dolce & Gabbana hanno guardato, piuttosto che alla loro Sicilia, alla costa di Sorrento e a una delle gemme della sua architettura: l’Hotel Parco dei Principi di Gio Ponti. Costruito nel 1962 da Gio Ponti a partire da una struttura preesistente del ‘700, l’hotel è uno dei simboli di Sorrento ma anche un simbolo del lifestyle mediterraneo che attirava il jet-set dell’epoca verso la Costiera Amalfitana. Per la collezione, i due designer hanno trasformato in grafiche i motivi decorativi ceramistici che dominano gli interni dell’hotel che sono poi state applicate a parei di seta, jeans patchwork e camicie.

4 – La collana di Titanic nella SS20 di Vetements

Vetements SS20 vs. Titanic (James Cameron, 1998)
Celine Dion in 2019 vs. Celine Dion in 1998
Vetements Titanic Necklace vs. Asprey & Garrard "Heart of the Ocean" collier

La collezione SS20 di Vetements è forse stato uno dei punti più alti della carriera di Demna Gvasalia. Tenutasi all’interno del McDonald’s degli Champ-Elysèes, con le show notes stampate sui tovaglioli e una sovrabbondanza e rimescolamento di loghi simbolici della cultura capitalista come quelli di PlayStation, Heineken o Internet Explorer, lo show è stato un concentrato di reference e citazioni. Tra le borse-peluche a forma di tigre, i modelli in infradito, i falsi distintivi della polizia, un dettaglio bellissimo è arrivato nel look 49, sotto forma di una collana blu a forma di cuore che era una perfetta replica del Cuore dell’Oceano, il prezioso collier al centro della trama di Titanic da cui, tra l’altro, il gioiello ha preso il nome: nei siti in cui è ancora in vendita il suo nome è infatti Titanic Necklace. La reference sembra essere piuttosto a un momento pop che vide protagonista Celine Dion durante gli Oscar del 1998, in cui il gioiello del film fu indossato sul red carpet dalla cantante e di nuovo, sempre da lei, nel 2010.

5 – I cavi iPhone sono fermacapelli per Balenciaga

Sempre a Demna appartiene l’ultima menzione di questa lista. Lo show FW20 di Balenciaga è stato sicuramente qualcosa di consistente: la passerella era stata allagata, sul tetto venivano proiettati filmati apocalittici di nuvole tempestose e uragani, la musica esplodeva dal sistema audio. E per questo ad alcuni è sfuggito uno strano dettaglio che, dalle foto frontali dei look, non si notava nemmeno: i capelli delle modelle erano tenuti insieme da un elastico che aveva la forma di un caricatore iPhone. Le allusioni di Demna a Apple non si fermarono con questa collezione ma sono continuate anche con l’ultima FW22 di Balenciaga, i cui inviti erano iPhone usati e in cui il logo di Apple appariva (falsato) su alcuni dei look.