L’ossessione della GenZ per le cose che brillano La crystal-craze rimarrà un trend nel 2026?

L’ossessione della GenZ per le cose che brillano La crystal-craze rimarrà un trend nel 2026?

I cristalli continuano a brillare sulle passerelle infestando i look, non limitandosi più ad essere accenti, ma veri e propri pattern. Quello degli abiti embellished è un trend che, già da qualche anno, continua a popolare le collezioni dei colossi del lusso, sia nella Haute Couture, come nel caso di Schiaparelli, sia nel ready-to-wear, come nell'ultimo show di Dior Homme firmato Jonathan Anderson e nella SS26 di Miu Miu ma anche da Dries Van Noten. Se dopo svariate stagioni questo trend persiste, tanto da essere riproposto nelle collezioni maschili SS26 di brand come Louis Vuitton e Dolce&Gabbana, allora c’è qualcosa di più interessante che si nasconde dietro al suo luccichio. 

Questioni di genere?

Parte del successo della crystal-craze è dovuto alla nostalgia dell’estetica anni 90 e 2000, con il fashion trend Y2K che ha posizionato l’embellishment come cifra caratterizzante delle ultime uscite in passerella. È interessante notare come il trend delle decorazioni preziose si sia diffuso anche nel menswear, mentre in passato era considerato un elemento tipico dell’abbigliamento femminile, usato soprattutto per fini ornamentali e per sottolineare la femminilità attraverso lo sfarzo.

Le decorazioni tridimensionali assumono un significato diverso, ad esempio dalle paillettes, non solo dal punto di vista della manifattura, ma anche per il loro valore simbolico. Sicuramente il primo campo di sperimentazione è lo streetwear: l’esempio più eclatante è la SS26 di Louis Vuitton, realizzata da Pharrell, in cui un piumino presentava, sul cappuccio, una decorazione in cristalli che riproponeva un pattern ispirato al monogram del brand.

Va detto che Pharrell non è nuovo a questo genere di massimalismo: basti pensare alla sua passione per l’alta gioielleria, evidente nei grills ricoperti di diamanti e nel layering di collane con fancy diamonds nei suoi look di tutti i giorni. Dunque è quasi naturale che il guardaroba dell’uomo Louis Vuitton non manchi di decorazioni preziose. 

O questioni di immaginario?

@dolcegabbana PYJAMA BOYS In the #DGSS26 Fashion Show, the pajamas become precious in the evening, embellished with hand-applied stones and crystal embroideries, embodying a refined expression of #DGFattoAMano. #DolceGabbana #MadeInItaly suono originale - Dolce & Gabbana - Dolce&Gabbana

In un certo senso, l’elemento brillante non svolge solo una funzione decorativa, ma ha anche la capacità di spostare su un altro piano l’immaginario degli oggetti della nostra quotidianità. Come nel caso delle slippers Palace di Louis Vuitton, realizzate nel 2024 e ricoperte di cristalli, che trasformano un semplice paio di pantofole in un capo di lusso, anche un grembiule viene risemantizzato nella collezione SS26 di Miu Miu, in alcune versioni decorato da un pattern di cristalli. Miuccia Prada nella collezione si serve delle decorazioni tridimensionali impreziosendo un capo strettamente legato ad una visione tradizionalista e retrograda attorno alla figura della donna, attivando un ragionamento sull’emancipazione, ora denotato con nobiltà e rispetto. 

Nella collezione SS26 di Dolce&Gabbana, le questioni di genere e l’immaginario dialogano tra loro in una serie di look che vedono come protagonista il pigiama tra righe e ricami luminosi di pietre e cristalli, rendendolo un capo da sera e, più in generale, una divisa che si può portare anche fuori casa. Un altro caso, andato virale sui social, è quello della Haute Couture FW2025-2026 di Schiaparelli, il cui look 24 era un abito lungo trompe l'oeil sul davanti e sul retro in raso rosso, impreziosito da seni modellati e una collana con la forma di un cuore umano in cristalli rossi, dotato di pulsazioni meccaniche. Anche nella collezione Chanel Métiers d'art 2026 firmata da Matthieu Blazy erano presenti dei ricami in stile Art déco impreziositi da cristalli e accenti di luce, realizzati dal laboratorio Lesage, partner della maison dal 2002. 

Più brillanti per tutti - uomini inclusi 

La crystal-craze non ha interessato soltanto i colossi del lusso, ma ha coinvolto anche numerosi brand emergenti e di fascia medio-alta, spesso in risposta a una concezione tradizionalista secondo cui le decorazioni preziose erano storicamente associate all’abbigliamento femminile. Non a caso, molti dei pezzi più iconici di questa tendenza appartengono oggi al segmento del menswear.

Capi essenziali del guardaroba maschile, come cappotti e jeans, vengono riletti attraverso l’applicazione di cristalli: è il caso di FiveFourFive, che in una recente collaborazione con Swarovski ha trasformato elementi basici in capi spettacolari. Allo stesso modo, Birth of Royal Child ha reso continuative felpe e zip hoodie impreziosite da applicazioni di cristalli.

Sempre più brand hanno abbracciato questa estetica, estendendola anche ad accessori e capi d’abbigliamento che hanno trovato risonanza presso figure della scena rap americana. Artisti come Drake, Lil Baby, Travis Scott e Lil Yachty hanno mostrato interesse per progetti quali il FoMo fitted cap Angel’s Tears di FOMO Studios, le Vans tempestate di perle di Mattias Gollin o la camicia di flanella con decorazione floreale in swarovski firmata Amiri.

C’è quindi da chiedersi se la crystal-craze sia destinata a spegnersi o se continuerà a riflettersi sulle collezioni future. Più che una semplice ossessione Gen Z, a prescindere dalla nostalgia Y2K, l'embellishment è un trend che rappresenta non solo il savoir-faire delle maison e dei brand, ma anche un cambio di rotta rispetto alla concezione dell’ornamento nel ready-to-wear. Lo swarowsky non è più solo decorazione, ma strumento di amplificazione dell’identità e del prodotto. Nel 2026, più che chiederci se la crystal-craze sia destinata a finire, dovremmo domandarci che cosa possa ancora raccontare.