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I 15 ricchi più ricchi del mondo della moda

Giorgio Armani è solo all'undicesimo posto

I 15 ricchi più ricchi del mondo della moda Giorgio Armani è solo all'undicesimo posto

La zoologia usa il termine “predatore alfa” per descrivere gli animali in cima alla catena alimentare. Anche l’industria della moda, se considerata come un ecosistema a sé stante (un ecosistema da 2,5 trilioni di dollari), possiede la propria catena alimentare e le 15 persone che occupano la cima della catena possiedono una ricchezza combinata di oltre 410 miliardi di dollari.

La classifica dei 15 individui più ricchi dell’industria della moda che potete leggere scorrendo la gallery in basso è stata compilata a partire dall'indice Real Time Billionaires di Forbes. La lista include imprenditori, CEO, ereditieri e designer che, o creando imperi nel mondo del luxury fashion, o mettendo in piedi titaniche catene di fast fashion, hanno accumulato patrimoni che vanno al di là di ogni immaginazione.

15. Chip Wilson (5,54 miliardi di dollari)

Founder di Lululemon Athletica, Chip Wilson ha iniziato la sua scalata vendendo pantaloni per lo yoga. Un’attività apparentemente umile che lo ha portato, nel 2013, a possedere una delle compagnie dalla crescita più rapida secondo Fortune oltre che a essere la figura principale dietro al trend dell’athleisure  che raggiunse il suo picco nel 2016, dopo che Wilson si ritirò dalla sua posizione di chairman dell’azienda.

14. Ding Shijia (5,9 miliardi di dollari)

Il vicepresidente di uno dei maggiori produttori cinesi di sportswear e sneaker, Anta Sports, non possiede una foto che lo ritragga online. Anche se è forse poco conosciuta in Europa, Anta Sports è la terza azienda di sportswear più grande del mondo, arrivando a diventare sponsor ufficiale dell’NBA – poi arrivando a boicottarla quando i giocatori dell’NBA mostrarono supporto ai cittadini di Hong Kong nell’Ottobre 2019.

13. Ding Shizhong (6 miliardi di dollari)

Fratello minore di Ding Shija, Ding Shizong è il CEO del titano sportswear Anta Sports. In Cina è considerato un self-made billionaire che ha costruito il proprio impero sul suo amore delle sneaker. Una volta ha detto alla CNBC che ne indossa tre diversi paia al giorno. La storia di Anta Sports è stata un percorso faticoso, che lo ha portato ad affrontare vittorie e sconfitte – tutte superate grazie a una strategia multi-brand che lo ha portato a diventare uno dei giganti del suo campo.

12. Sandra Ortega Mera (6,4 miliardi di dollari)

Figlia di Amancio Ortega ed ereditiera della fortuna di Inditex, la sua ricchezza personale proviene dall’eredità lasciatale dalla madre, Rosalia Mera, spentasi all’improvviso nel 2013. Anche se al momento è la seconda persona più ricca della Spagna, possiede solo un 4,5% delle azioni di Inditex e dedica i suoi sforzi alla Fundación Paideia, un ente benefico fondato dalla madre che aiuta gli affetti da disabilità.

11. Giorgio Armani (8,5 miliardi di dollari)

Quando fondò il suo brand nel 1975, Giorgio Armani forse non immaginava che un giorno avrebbe espanso il suo business alla haute couture, all’interior design, alla ristorazione e agli alberghi. Riuscendo a mantenere una completa indipendenza rara da trovare nell’industria della moda, a ragione Armani è considerato essere uno dei designer di maggior successo nella storia d’Italia.

10. Heinrich Deichmann (9,5 miliardi di dollari)

Fondata nel 1913 come bottega di calzolai in Borbeck, la compagnia Deichmann è oggi diventata il più grande retailer di calzature in Europa. Oltre a far prosperare l’impero di famiglia, Deichmann si impegna anche in opere di beneficienza con programmi che portano aiuti medici nei paesi del Terzo Mondo e altri a sostegno dei senzatetto.

9. Anders Holch Povlsen (10,8 miliardi di dollari)

Presidente e unico proprietario del retailer danese Bestseller – nato in origine nel 1975 come negozio di famiglia nella cittadina di Ringkobing, il business si è espanso oltre il retail verso il fast fashion (Bestseller è proprietario, fra gli altri, di Jack & Jones) ma anche un azionista di ASOS e di vari servizi digitali. 

8. Stefan Persson (17,2 miliardi di dollari)

L’ex-presidente del Gruppo H&M non è ricco come lo era nel 2013, quando il suo patrimonio si aggirava intorno ai 28 miliardi di dollari, ma anche nella sua attuale funzione di stakeholder del gruppo fondato da suo padre nel lontano 1947. Oggi il gruppo, che possiede anche H&M, COS, Monki, Weekday, & Other Stories, H&M Home, ARKET e Afound, è guidato dal figlio Johan-Karl.

7. Leonardo del Vecchio (20,7 miliardi di dollari)

Del Vecchio è un magnate visionario. Fondò Luxottica a soli 25 anni, nel 1961, e la fece evolvere grandiosamente nel tempo, portandola a inglobare aziende come Ray-Ban e Oakley e creando occhiali per virtualmente qualunque brand di lusso. Nel 2018 Luxottica si è fusa con la francese Essilor, creando il più grande congolomerato di produttori d’occhiali del mondo. 

6. Gerard & Alain Wertheimer (24, 6 miliardi di dollari a testa)

I fratelli Wertheimer sono i co-proprietari dell’impero Chanel, fondato dal loro nonno, Pierre Wertheimer, insieme a Coco Chanel stessa nel 1913. Oggi Gerard gestisce la divisione Orologi del brand e due, oltre a Chanel, possiedono anche una serie di vigne in Francia e nella Napa Valley. I due fratelli sono famosi per la discrezione che circonda la loro vita privata, arrivando a essere chiamati «i miliardari più silenziosi della moda», dal The New York Times.

5. Tadashi Yanai (31,5 miliardi di dollari)

Yanai ha creato e gestisce tutt’ora l’impero dell’abbigliamento Fast Retailing, i cui brand di punta sono sicuramente Uniqlo e Helmut Lang. La revenue della sua azienda nello scorso anno fiscale ammontava da sola a 21,3 miliardi di dollari. La storia della sua epopea commerciale iniziò nella bottega del padre che, già nel 1984, divenne il primo store di Uniqlo che negli anni successivi sarebbe giunto a possedere oltre 2000 location in tutto il mondo.

4. François Pinault (43,3 miliardi di dollari)

Pinault è attualmente il presidente onorario del gruppo Kering – la casa-madre di Saint Laurent, Alexander McQueen e Gucci. Fu lui a fondare il gruppo nel 1963, occupandosi in origine di legname e materiali edili. La svolta giunse nel ’99, quando il gruppo acquistò una quota di maggioranza nel Gruppo Gucci. Fra le varie aziende possedute da Kering, c’è anche la casa d’aste Christie’s e la stessa famiglia Pinault possiede una collezione d’arte di oltre 3000 pezzi. 

3. Phil Knight (44,7 miliardi di dollari)

Fondatore di Nike, Knight si è ritirato dalla posizione di presidente del brand nel giugno del 2016, dopo una carriera lunga 52 anni. Da giovane era un atleta della University of Oregon e fondò Nike insieme al suo coach Bill Bowerman con un investimento iniziale di 500 dollari a testa. Oggi la revenue di Nike supera i 35 miliardi.

2. Amancio Ortega (65,4 miliardi di dollari)

Ortega è il tredicesimo uomo più ricco del pianeta, oltre che il retailer di abbigliamento più ricco. La sua fortuna è legata a quella della titanica Inditex, fondata nel 1975 insieme alla moglie. I dividendi annuali che Ortega riceve dalla sua quota del 60% in Inditex si aggirano intorno ai 400 milioni di dollari – che vengono poi spesso investiti in proprietà immobiliari in giro per il mondo.

1. Bernard Arnault (118,1 miliardi di dollari)

L’impero di Arnault si basa sugli oltre 70 brand (fra cui Louis Vuitton, Dior, Moet-Hennesy e Sephora) che fanno parte del conglomerato LVMH. La base di partenza per costruire ciò che oggi è diventato LVMH fu l’impresa edile del padre, da cui Arnault ricavò i 15 milioni di dollari che usò per comprare Dior nel 1985. Ancora oggi LVMH è un business a conduzione familiare (almeno nelle sue sfere più alte) con quattro dei cinque figli di Arnault che lavorano in vari dipartimenti dell’azienda.