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Black Boy Fly: il libro sull'evoluzione della "black masculinity"

Una raccolta fotografica per raccontare la storia moderna e urbana dell’uomo afroamericano

Black Boy Fly: il libro sull'evoluzione della black masculinity Una raccolta fotografica per raccontare la storia moderna e urbana dell’uomo afroamericano

Durante gli ultimi sette anni - e cioè almeno dall’uscita di “Channel Orange” di Frank Ocean in poi - il concetto di mascolinità all’interno della black culture ha cominciato a cambiare, evolvendosi in maniera sempre più fluida, lontana dai preconcetti che avevano ingabbiato la “black masculinity” all’interno di stereotipi ben definiti.

"La mascolinità è qualcosa che sto ancora cercando di comprendere, può diventare un concetto molto complesso. Come uomo nero, la società cerca continuamente di inserirti all’interno di catalogazioni standard e sono molto contento che le persone continuino a rompere quelle catalogazioni e semplicemente essere loro stesse"

A parlare è Joshua Renfroe, fotografo di New York che ha da poco pubblicato il suo primo libro “Black Boy Fly”, una raccolta fotografica di più di 70 volti, persone e ritratti che vogliono raccontare la storia moderna e urbana dell’uomo afroamericano. Un volume di 240 pagine all’interno del quale Renfroe è partito dalla sua esperienza personale per esplorare il continuo cambiamento dell’evoluzione dell’uomo nero:

"L’origine del libro evolve da una volontà personale di esplorare la mia libertà artistica celebrando allo stesso tempo la mia “blackness”. Dopo aver fatto shooting per un anno, mi sono innamorato della fotografia e ho cominciato a pensare alla mia legacy come artista", ha detto Renfroe a nss magazine.

Se il titolo del libro può ricordare il lavoro di Ocean in “Boys Don’t Cry”, l’estetica con cui Renfroe ha lavorato al libro è completamente diversa, molto più cruda e ancorata alla realtà. Una realtà in cui, secondo Renfroe: «la black culture è l’influenza dominante degli ultimi trend e movimenti estetici, ma spesso non riceviamo il giusto credito per questo. Nel libro voglio contrastare questa cosa». L’idea espressa da Renfroe, e raccontata all'interno del suo libro, è quella che la black culture contemporanea, in particolare quella che origina nell’hip hop, si sia trasformata nella cultura mainstream contemporanea, non solo nei settori più preventivabili, come quello musicale o quello artistico, ma anche nel fashion:

«Per esempio, i rapper che menzionano il nome di un designer e finisco in classifica con quella canzone o indossando gli abiti di quel designer nei video, l’impatto del solo Jordan nel mondo delle sneakers, tanti dei designer più importanti oggi sono ispirati dai black designers degli anni ‘90; gli uomini neri sono il volto delle più popolari collaborazioni di sneakers oltre che di quelle che vendono meglio all’interno dell’industria… e questi sono solo alcuni esempi».

Il lavoro di Renfroe è molto potente, e ripercorre la storia afroamericana in alcune delle sue caratteristiche più esemplari, dalla brutalità della polizia, all’amore per le sneaker, alla paternità, la musica e la fratellanza. Soprattutto, il lavoro di Renfroe si inserisce all’interno di un momento di rielaborazione della narrazione dell’esperienza nera, messa in pratica all’interno di letteratura e televisione:

"Credo ci siano stati tanti progetti come “A Different World” o l’interno catalogo di Spike Lee, che hanno prodotto un’ottima narrazione dell’esperienza nera. Ma certamente questo è un periodo molto positivo, grazie anche al panorama digitale: possiamo consumare e condividere informazioni molto velocemente, i social media ci hanno dato la possibilità di connetterci e continuare ad avere questa conversazione".

Anche il mondo dell’arte ha risposto a questa volontà di indagare sul ruolo e sull’essenza della mascolinità nera moderna: l’artista di Philadelphia Shikeith ha recentemente realizzato una mostra di immagini, video e sculture che racconta la complessità spesso ignorata del corpo nero. Tentativi simili sono arrivati dal regista londinese Iggy LDN, fin dal suo primo lavoro, “Black Boys Don’t Cry”, così come dalla storia di copertina dell’ultimo numero di GQ, “The New Masculinity Issue”, che ha coinvolto Pharrell Williams. Un processo che “Black Boy Fly” ha sapientemente immortalato, cristallizzando un momento di svolta nella mascolinità nera:

"Nel mio libro ho voluto garantire una vetrina per la bellezza e per la diversità dei diversi archetipi di uomo nero. Siamo multidimensionali, abbiamo storie diverse, interessi, doni. Siamo umani. Le nostre differenze sono quelle che ci rendono umani, possiamo coesistere e, collettivamente, ispirare gli altri".

 

Renfroe ha presentato Black Boy Fly il 19 ottobre a New York. Il libro, progettato da Fred Snads IV, è pre-ordinabile su Thecuratorynyc.com.