Per la prima volta l'Italia non parteciperà al Festival di Cannes Tutti i titoli della 79esima edizione della kermesse

Per la prima volta l'Italia non parteciperà al Festival di Cannes  Tutti i titoli della 79esima edizione della kermesse

Diciamolo subito: l’Italia quest’anno al festival di Cannes non ha fatto una bella figura. E non per ciò che ha presentato, ma proprio per il fatto che nessun titolo del Bel paese è stato preso in considerazione, non occupando un posto né nel concorso principale, né nella sezione di Un Certain Regard. È da quest’ultima manifestazione che lo scorso anno passò Le città di pianura, il film-sorpresa del 2025 scritto e diretto da Francesco Sossai che gareggia ora per ben sedici nomination ai David di Donatello. Insieme a lui c’era anche il western rivisitato Testa o croce? di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis mentre a concorrere per la Palma d’oro era Mario Martone con la sua fotografia di Goliarda Sapienza per il film Fuori con Valeria Golino, Matilda De Angelis ed Elodie. 

Una sconfitta preannunciata 

Che sia presto per disperarsi è vero. Il direttore artistico Thierry Frémaux ha annunciato che ci saranno ulteriori aggiunte ai film che sono stati presentati durante la conferenza stampa tenutasi il 9 aprile, con in più ancora l’attesa delle categorie parallele che arricchiscono l’offerta della manifestazione, la Semaine de la critique e la Quinzaine des Réalisateurs.

Ma non trovare nemmeno un titolo durante la presentazione ufficiale ha risuonato come un’eco in un panorama culturale che, nell’ultimo tempo, è parecchio in lotta per (ri)affermare la propria qualità e autorità. Un cinema in affanno che, con la sua assenza al festival del cinema più importante del mondo, conferma un clima di insofferenza che sta sfociando inevitabilmente in opere che o non valgono abbastanza da poter finire in concorso o, altrimenti, che non sono nemmeno pronte per venir esaminate dall’evento.

Una mancanza che ha scosso il soffitto di cristallo dell’industria cinematografica nostrana, all’estremo opposto della reazione entusiasta e soddisfatta di un primo ministro come Pedro Sánchez che su X si è congratulato per il talento dei registi Pedro Almodóvar, Rodrigo Sorogoye e Los Javis i quali portano la Spagna al festival di Cannes con tre titoli in concorso. Ma che non è l’unica assenza insolita nel programma del 2026. 

Anche l'America fa un passo indietro

Ad essere stata messa leggermente nell’angolo è l’America, in particolare degli Studios, che non è del tutto esclusa dai giochi, apparendo però più laterale. Un terreno su cui ormai è la Mostra del Cinema di Venezia la regina, vetrina a cielo aperto del glamour e dell’esportazione anglofona, che sulla Croisette non compare nemmeno con la potenza dei noti fuori concorso - basti ricordare lo scorso anno con la première dedicata all’ultimo capitolo della saga di Mission: Impossible. Anche in questo caso potrebbero esserci delle novità dell’ultimo minuto.

Tra tutte l’attesa più grande è senza dubbio quella per il prossimo film di Steven Spielberg, lo sci-fi Disclosure Day, titolo che non sembra avere nei piani un passaggio a Cannes, ma con Frémaux che in una recente intervista non sembrava ancora completamente rassegnato all’idea di non poter vedere il regista e sceneggiatore statunitense sfilare con i suoi protagonisti Josh O’Connor e Emily Blunt sul red carpet. 

Cosa c’è, quindi, in questo programma della 79esima edizione del festival di Cannes? Ma soprattutto cosa dobbiamo tenere d’occhio? 

Coward di Lukas Dhont 

Lukas Dhont è al terzo film, ma ha già una cifra precisa. Dal tocco delicato e di un’armonia in grado di raccontare anche dei temi più complessi, stavolta l’autore belga narra con Coward della vita in trincea durante la Prima Guerra Mondiale e dei dubbi del suo protagonista diviso tra moti di codardia e di eroismo.

The Man I Love di Ira Sachs

Rami Malek non si è più tolto il ruolo di Freddy Mercury dalle spalle. Nonostante la sua carriera sia andata avanti dopo l’Oscar, nessun ruolo è riuscito a renderlo rilevante un’altra volta. Il momento potrebbe essere arrivato con il film musicale queer The Man I Love del regista Ira Sachs: un artista teatrale affetto da AIDS sul finire degli anni Ottanta cerca di dedicarsi al suo ultimo grande ruolo. 

Fjord di Cristian Mungiu

Sebastian Stan e Renate Reinsve sono una coppia che deve confrontarsi con differenze umane e culturali nel film Fjord, un’indagine su una famiglia di origini rumene e della loro vita in Norvegia, la quale vede alla scrittura e regia l’autore Cristian Mungiu.

Amarga navidad di Pedro Almodóvar

@wbspain Por fin el teaser tráiler de Amarga Navidad, la nueva película de Pedro Almodóvar. Con un reparto estelar: Bárbara Lennie, Leonardo Sbaraglia, Aitana Sánchez-Gijón, Victoria Luengo, Patrick Criado, Milena Smit, Quim Gutiérrez, Rossy de Palma, Carmen Machi y Gloria Muñoz. #AmargaNavidad — 20 de marzo, solo en cines. #CineEnTikTok #Películas2026 #QuéVer sonido original - Warner Bros. España

Nonostante l’uscita in terra spagnola che anticipa di molto il suo approdo a Cannes, in concorso è presente anche l’ultima opera del maestro Pedro Almodóvar dal titolo Amarga navidad. Un film che racconta due esistenze che si intrecciano, da una parte la vita di una regista di spot pubblicitari e, dall’altra, quella dello sceneggiatore Raúl che anni dopo vuole raccontare la sua storia.

Gentle Monster di Marie Kreutzer

Qualcuno si ricorderà di Marie Kreutzer per il suo Il corsetto dell’imperatrice. Ora la regista e sceneggiatrice torna con il film in concorso Gentle Monster, storia di una pianista che, trasferitasi in campagna con la sua famiglia, verrà a conoscenza di un segreto sconvolgente che farà saltare tutte le sue convinzioni.

Hope di Na Hong-jin

Con Hope di Na Hong-jin ci troviamo ai margini di una cittadina la quale viene a conoscenza di una misteriosa scoperta che mette a repentaglio la sua sicurezza. Nel cast dell’opera, tra thriller e sci-fi, compaiono le star internazionali Michael Fassbender, Alicia Vikander e Taylor Russell

L’Inconnue di Arthur Harari

Il suo nome potrebbe non essere noto a molti, ma Arthur Harari è parte del successo del film Anatomia di una caduta di Justine Triet in quanto co-sceneggiatore insieme alla regista (e partner nella vita) del film francese che ricevette la Palma d’oro nel 2023. Stavolta l’autore torna a Cannes con un’opera da regista, L’inconnue, storia di un fotografo che, dopo una notte trascorsa ad una festa, si risveglia nel corpo di una sconosciuta. 

Teenage sex and death at Camp Miasma di Jane Schoenbrun 

Ci spostiamo ora nella sezione di Un Certain Regard dove ad aprire la categoria è la nuova opera di Jane Schoenbrun, la quale ha fatto parlare di sé e del suo lavoro con l’enigmatico I Saw the TV Glow. Teenage Sex and Death Camp Miasma è la storia di una giovane regista che decide di prendere in mano le redini della saga slasher cinematografica Camp Miasma ma, quando va a trovare la protagonista della pellicola originale, viene trascinata insieme a lei in un vortice di delirio e desiderio. Le protagoniste del film sono la Hannah Einbinder di Hacks e Gillian Anderson.

Her Private Hell di Nicolas Winding-Refn

A dieci anni dal suo ultimo lungometraggio, The Neon Demon, Nicolas Winding-Refn torna con una proiezione speciale di mezzanotte del suo nuovo Her Private Hell, la ricerca di una figlia sulle tracce del padre scomparso sullo sfondo di una metropoli futuristica. 

Fatherland di Paweł Pawlikowsk

È l’anno di Sandra Hüller. Dopo aver vinto per la sua miglior interpretazione per Rose al festival di Berlino, l’attrice tedesca è protagonista ora del film di Paweł Pawlikowsk, di ritorno alla regia dopo il poetico Cold War del 2018. Ambientato nel 1949, Fatherland è la storia dell’esilio dello scrittore Thomas Mann, in viaggio verso la Germania insieme alla figlia. 

Club Kid di Jordan Firstman

Jordan Firstman, tra i protagonisti della recente I Love LA, debutta alla regia del suo primo film, anche sceneggiato, dirigendo il Diego Calva di Babylon e la modella Cara Delevingne. Club Kid segue un promotore di feste underground in declino la cui vita cambia quando scopre di essere padre. Anche questo titolo è nella sezione di Un Certain Regard

El ser querido di Rodrigo Sorogoyen

Quella di El ser querido di Rodrigo Sorogoyen è una storia che può creare una sensazione di déjà vu visto che segue un padre regista che vuole chiedere alla figlia di essere la protagonista di un suo film, proprio come nel Sentimental Value presentato a Cannes lo scorso anno. A parte questa similitudine, però, i titoli dovrebbero essere diversi ed è per questo che aspettiamo il nuovo lavoro del regista spagnolo.

Parallel Tales di Asghar Farhadi 

Al suo secondo film in lingua francese il regista iraniano Asghar Farhadi realizza un’opera su storie interconnesse agli attacchi terroristici di Parigi del novembre 2015. Nel cast ci sono Vincent Cassel, Isabelle Huppert, Virginie Efira e Catherine Deneuve.

La bola negra di Los Javis 

@movistarplus Un sueño hecho realidad. Javier Calvo y Javier Ambrossi nos hablan de cómo han sentido la noticia. #LaBolaNegra, película original Movistar Plus+, competirá por la Palma de Oro en el Festival de Cannes. Estreno en cines el 2 de octubre y en exclusiva en Movistar Plus+ tras su paso por salas. #QueVer #CineEnTiktok sonido original - Movistar Plus+

Veneno è una delle serie spagnole più di successo della storia recente. Ora i suoi due registi e sceneggiatori, Javier Ambrossi e Javier Calvo, detti Los Javis, arrivano in concorso a Cannes con La bola negra, un’esplorazione su cosa significa essere omosessuali in epoche diverse e che si concentra su tre esistenze collegate attraverso i temi del desiderio e della sessualità. 

Sheep in the box di Hirokazu Kore’eda

L’infaticabile Hirokazu Kore’eda presenta a Cannes 2026 Sheep in the box, film futuristico in cui una coppia adotta un robot come figlio. 

Jim Queen di Marco Nguyen e Nicolas Athanè

Altro titolo di mezzanotte da non perdere è Jim Queen, lungometraggio di animazione dei registi Marco Nguyen & Nicolas Athanè che raccontano di una Parigi in cui si è diffusa una malattia che trasforma tutti i gay in etero. Un influencer, insieme all’aiuto di un twink, si mette alla ricerca di un rimedio.