
Capire l'ascesa degli influencer di finanza Sono diventati talmente popolari che stanno venendo regolamentati
Negli spazi online sta prendendo piede una precisa categoria di content creator: i cosiddetti finfluencer, che parlano di investimenti finanziari e ne promuovono di specifici. Questi influencer godono di un pubblico sempre più ampio e giovane, a tal punto da aver in qualche modo obbligato le autorità finanziarie a regolamentare il loro lavoro.
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Le realtà che si occupano di vigilare i mercati - come banche centrali e istituiti di credito - hanno cominciato a diffondere raccomandazioni rivolte a chi fornisce suggerimenti di investimento online, segnando così un’evoluzione significativa nel loro approccio. Se in passato l’attenzione delle autorità era concentrata soprattutto sull’avvertire il pubblico dei rischi legati al seguire i consigli dei finfluencer, spesso associati a possibili truffe o a valutazioni approssimative, adesso sta provando a comunicare direttamente con i content creator coinvolti.
Perché le autorità vogliono regolamentare i finfluencer
Come avviene per gli influencer tradizionali, anche i finfluencer monetizzano attraverso la promozione e la sponsorizzazione di prodotti specifici – in questo caso legati al settore degli investimenti. Non è raro incontrare creator che operano in maniera controversa online (spesso definiti ironicamente «fuffa guru»), sfruttando un pubblico spesso incapace di giudicare la qualità e l’affidabilità dei contenuti finanziari proposti per ottenere un ritorno economico. In questa categoria di influencer rientrano tuttavia anche personalità che contribuiscono effettivamente a diffondere l’educazione finanziaria – anche in Paesi (come ad esempio l’Italia) dove il livello medio di alfabetizzazione su questi temi è piuttosto limitato.
L’intento delle autorità finanziarie che vogliono regolamentare i finfluencer sarebbe quello di inquadrare e disciplinare la loro attività, chiarendo come debbano operare nel rispetto della legge. Non si tratta di obblighi giuridici vincolanti, ma di linee guida molto stringenti, pensate per distinguere questa attività da quella dei consulenti finanziari tradizionali. Che per altro possono esercitare la loro attività solo dopo aver superato un esame di abilitazione e aver ottenuto l’iscrizione al rispettivo albo professionale, al contrario dei finfluencer.
Stop alle promesse ingannevoli sugli investimenti
How finance students feel returning back to their school campus with a Goldman Sachs water bottle from the career fair pic.twitter.com/2f9orB8H9d
— Boring_Business (@BoringBiz_) January 12, 2026
Contenuti su come arricchirsi velocemente, molto comuni tra i finfluencer, sono al centro delle nuove leggi. Il problema è che gli annunci pubblicitari dei finfluencer spingono il pubblico a prendere decisioni impulsive e poco consapevoli, facendo leva su promesse di guadagni elevati. Rendimenti rapidi e consistenti, infatti, sono inevitabilmente associati a rischi finanziari altrettanto elevati – cosa che però non di rado i finfluencer evitano di precisare. Qualora i contenuti vengano ritenuti ingannevoli, i finfluencer adesso possono essere chiamati a rispondere dei danni subiti dagli investitori.
Inoltre, al pari degli influencer tradizionali, ora anche i finfluencer sono tenuti a dichiarare in modo trasparente eventuali compensi ricevuti per la promozione di prodotti finanziari, utilizzando tag come adv. Dovranno inoltre specificare se hanno personalmente investito negli strumenti che presentano, così da consentire al pubblico di valutare correttamente eventuali conflitti di interesse.













































