Saelf presenta "Nessuna forma basta" Una collezione che ripercorre la storia della fondatrice e direttrice creativa del brand

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Attraverso ricordi, fotografie d’archivio, rituali spirituali e piccoli gesti quotidiani, la nuova collezione richiama le radici siciliane della designer. In questo immaginario affiorano elementi iconici della sua memoria domestica, dai grembiuli agli scialli lavorati in maglia passando per  l’abitino, un piccolo pezzo di stoffa rossa cucito all’interno degli abiti come amuleto contro il malocchio. Questi riferimenti, carichi di valore simbolico, vengono rielaborati attraverso un lavoro di decostruzione e stratificazione, che li immerge nel contemporaneo, mentre la palette cromatica richiama i paesaggi e i materiali della Sicilia di Spitaleri. 

Al centro degli spazi di Fondazione Sozzani è stato posizionato un tavolo apparecchiato come dopo la fine di un pranzo di famiglia. Dieci donne, tutte appartenenti a una stessa famiglia, ognuna identificata da una piccola targa che ne descrive abitudini e tratti distintivi sono state raffigurate attorno al tavolo attraverso i capi della collezione, come presenze simboliche sedute ancora a tavola. La mise en place a cura di Le Mat Studio ha ampliato il racconto visivo combinando oggetti d’archivio dello studio con elementi della tradizione siciliana e ricordi personali di Spitaleri, tra cui foto di famiglia, carte da gioco siciliane e un piatto contenente acqua e olio che accennava al rituale per allontanare il malocchio.  

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Ad accompagnare l’installazione, la performance Medusa dell’artista Giuditta Vettese ha introdotto una riflessione sul potere dello sguardo e sui rituali legati all’affascinu, sempre per allontanare il malocchio. Attraverso una ricerca intensa sull’espressione del volto e l’utilizzo del video come supporto visivo, Vettese incarna la figura della Gorgone nelle sue molteplici rappresentazioni storiche: seduttrice, figura temuta, presenza ambigua e androgina. La performance è stata concepita come «uno sguardo sullo sguardo», per ribaltare le dinamiche di potere e restituire alla femminilità una forza trasformativa.