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Voglia di Cuissardes

Voglia di Cuissardes

Giusto compromesso tra il modello amato dal Gatto con gli stivali e quello indossato, nell’immaginario collettivo, dal mitico Capitano Uncino, i Cuissardes, hanno letteralmente rubato il cuore di ogni shoe-addicted che si rispetti.

Cuissardes che?
Non sapete che i magici stivali dalla gamba lunga, che si estende, superando il limite del ginocchio, fin su la coscia si chiamano così? Bene, c’è sempre da imparare.
Lungi dall’elevarci a professori in cattedra un po’ snob, in realtà, la nostra unica intenzione qui, non è quella di sciorinare una forbita cultura modaiola, quanto quella di raccontarvi la storia di una calzatura, sexy e contemporanea insieme, che deriva il suo nome dal francese cuisse (coscia), per l’appunto.


Fu Paco Rabanne, negli anni ’60, insieme a Pierre Cardin e Yves Saint-Laurent, a proporli per la prima volta. Indimenticabili diventeranno le immagini di Brigitte Bardot e Jane Birkin, icone incontrastate, con indosso quei magnifici esemplari di pelle, molto sensuali per quell’epoca.
La consacrazione arriva invece con Jane Fonda e il suo alter-ego televisivo, Barbarella, che non si separava mai dai suoi stivali lunghi, bianchi e neri, molto sixties.
Passa un po’ di tempo e si arriva al 2007, quando Vogue pubblica le foto di Carla Bruni con indosso solo i cuissardes di Chanel: è la rinascita di un mito.
I cuissardes riottengono il favore della stampa e della strada e tutte le ragazze corrono a comprarsene un paio.

La ragione del successo è da rintracciare nel fatto che lontani dall’esser considerati da  “ballo sul cubo” - per la loro capacità di confondere e farti sentire una ballerina di lapdance - questi stivali in realtà prometto da subito comodità ed eleganza. Infatti, contro ogni pregiudizio fashionista, sono caldi, femminili e per niente volgari. L’importante è indossarli con stile…ma questo vale per tutto.

Altro grande pregio, è la loro versatilità: se il tacco alto ad esempio vi sembra impegnativo, potete sceglierli raso terra e sbizzarrivi con minigonne, shorts e abitini. Consigliamo però sempre le calze coprenti, altrimenti l’incubo lapdance potrebbe ripresentarsi.
Le più determinate al contrario potranno provare la versione in vinile nero e tacco alto, consigliabile per una serata particolare o una festa, dove l’effetto promesso sarà da urlo.
E se per il giorno quelli in camoscio, rasoterra, sembrano essere perfetti, perché avvolgenti e ricchi di carattere, per la sera di pelle e con il plateaux sono assolutamente i più gettonati.

Le solite Rihanna, Kate, Sienna ne hanno già una quantità infinita, mentre “a ognuno il suo paio” sembra essere il motto di tutte quelle che, mentre scriviamo, si sono già fatte contagiare dalla mania e sono corse a comprarli. Se quindi tu, seduta al computer, non ne possiedi ancora un paio, per sentirti del clan, mi sa che devi darti una mossa, e chissà magari puoi trovare il principe azzurro proprio come Julia Roberts in “Pretty woman”.

Tempus fugit e potresti arrivare tardi!