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We love Creepers!

We love Creepers!

Fra le calzature con il passato più scomodo e ricco, ci sono sicuramente loro, le Crepeers, tornate alla ribalta grazie alla passione per il mixed look dei più audaci, ed agli intramontabili nostalgici del rock ‘n’ roll. Lasciano scettici al primo sguardo, si giura di non acquistarle mai, ma non si può fare a meno di ammirarne la grinta ed il valore aggiunto che donano a qualsiasi mise.
Comunemente associate alle subculture punk, new wavers, psychobilly, goth e chi più ne ha più ne metta, si dimentica, o semplicemente si ignora, il passato importante di cotanta altezza.
Questa volta non c’è dietro un ortopedico, né tanto meno una divisa di un college inglese, ma piuttosto il freddo gelido del nord Africa durante la seconda guerra mondiale. I soldati inglesi, infatti, costretti ad affrontare temperature decisamente sotto lo zero, furono forniti di stivaletti in resistente camoscio, dotati di una spessa suola rigida costituita da ramponi antighiaccio. Tornati a Londra, fanno di queste “brand new” shoes la loro uniforme nelle notti brave fra Kings Cross e Soho. E’proprio da qui che nasce la prima vera ondata delle Brothel Creepers, per chiamarle con il loro nome completo!
E’ il 1949 ed un futuro mostro sacro delle calzature inglesi, decide di puntare su questa nuova moda. Concepisce così le Hamilton, la prima vera rivisitazione “fashion” delle soldiers’ creepers. Da ora in avanti, verranno adottate dai Teddy Boys e dai Rockabilly kids, che le abbineranno ai loro drainpipe pants, giacche dal taglio asciutto e dall’aria sartoriale, guarnite da una western bolo ties. Le tinte utilizzate, esplorano inizialmente tutti i toni del blu, dal pastello all’elettrico, per poi lanciarsi completamente nelle sperimentazioni delle tinte e fantasie più disparate, con un’unica parola d’ordine: lasciare invariato il volume della suola sottostante.
Sono gli anni cinquanta e le Creepers sono la scelta dei seguaci di Elvis e soci, o meglio, di tutti quelli pettinati con la mitica banana con tanto di tirabacio sulla fronte!
Col passare degli anni, come spesso succede con le tendenze, il fenomeno Creepers, si estende anche ad un pubblico differente, grazie alla scelta di uno dei primi stylist ed art director della storia: Malcolm Mclaren. Negli anni settanta, il mitico manager dei Sex Pistols, assieme all’indiscutibile lavoro di Vivienne Westwood, sceglie di proporre le Creepers ai clienti di “Let it Rock” a Kings Road. Beh, il risultato fa storia: da quel momento il fenomeno dilaga e le Creepers diventano elemento indispensabile del guardaroba dei seguaci del punk e del rock.
Negli anni ottanta, arrivano le rivisitazioni più moderne e conosciute. Si comincia con le Tuk, si continua con le Underground, fino ad arrivare alle odierne collaborazioni.
Chloe Sevigny per Opening Cerimony è arrivata a coniare interessanti combinazioni tra moderni tagli e volumi, da abbinare alla sua personale interpretazione delle Creepers per entrambi i sessi. Nathan Jenden, durante la London Fashion Week, rende poi popolare l’abbinata Creepers -Party dress, Armand Basi, omaggia il già citato George Cox, facendo indossare in sfilata, alcuni modelli storici, lo stesso fa Sonya Rykiel che porta in passerella le mitiche Creepers leopardate e Daniel Palillo, che le abbina ad ogni sua creazione della collezione invernale in corso.
Una vera e propria mina vagante insomma! E non stiamo esagerando, dato che Elvis gli ha pure dedicato una canzone…

“Do anything that you want to do, but uh-uh,
 honey lay off of my shoes”