
Afro Fashion Association rilancia Communities at Work alla MFW E Voices in Denim, progetto in collaborazione con Levi's
«Communities at Work non è una semplice conversazione: è un’infrastruttura operativa che trasforma l’accesso in partnership e la visibilità in contratti», ha dichiarato Michelle Francine Ngonmo, fondatrice e presidente di Afro Fashion Association. La prima edizione aveva già dimostrato l’efficacia del format, coinvolgendo dieci creativi emergenti e portando quattro di loro ad avviare collaborazioni professionali nate proprio durante l’incontro.
L’edizione 2026 si inserisce in un contesto di trasformazione demografica ed economica che sta ridefinendo il panorama creativo italiano. Con oltre cinque milioni di residenti di origine migrante e una nuova generazione di consumatori culturalmente ibridi, il progetto punta a integrare stabilmente nuove prospettive nei network consolidati del settore moda.
Cinque i talenti selezionati: la fashion designer Sabina D’Angelo, il fotografo Marzio Emilio Villa, l’art director Fadel Ndiaye, lo stylist e creative lead Kamal Ijale Oredein e la video journalist Sara Lemlem. Il percorso ha combinato mentorship senior, confronto diretto con decision-maker e tavoli di lavoro dedicati, progettati per favorire un posizionamento professionale duraturo piuttosto che una semplice esposizione mediatica.
Moderato da Tamu McPherson presso The Wilde Club di Milano, l’incontro ha riunito figure chiave della moda, dei media e del business tra cui Carlo Capasa. Il Presidente di Camera Moda ha affermato che la piattaforma contribuisce a «trasformare la visibilità in opportunità concrete, rafforzando un accesso più consapevole e professionale al sistema moda». Durante l’evento, ogni creativo è stato affiancato da senior decision-maker provenienti da moda, media e business, con l’obiettivo di tradurre il dialogo in collaborazioni, finanziamenti e partnership di lungo periodo.
All’interno di questo contesto è stata annunciata anche Levi’s x AFA Voices in Denim, iniziativa annuale sviluppata con Levi’s che pone artigianalità e autonomia creativa al centro dell’innovazione nel denim. Il progetto coinvolgerà 30 creativi BIPOC basati in Italia - tra designer, stylist, fotografi e curatori - chiamati a reinterpretare l’eredità del marchio attraverso prospettive culturali contemporanee.
Lontano dalla logica della capsule collection, Voices in Denim si concentra sul processo creativo e materiale: ricerca, sperimentazione e costruzione del capo come luogo reale di creazione del valore. «Un materiale iconico come il denim non si indossa semplicemente: si costruisce», ha sottolineato Ngonmo, evidenziando come le trasformazioni demografiche rappresentino anche cambiamenti economici capaci di influenzare mercati e tendenze. I partecipanti lavoreranno per tutto il 2026 allo sviluppo creativo e narrativo del progetto, che culminerà con una presentazione ufficiale durante la Milano Fashion Week di settembre 2026. L’obiettivo è dimostrare come l’incontro tra competenza tecnica e pluralità culturale possa generare innovazione sostenibile e valore economico duraturo.




















































































