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Gli occhiali da sole costeranno sempre di più

Cosa comporterà l'upscaling dell'eyewear di lusso per i consumatori?

Gli occhiali da sole costeranno sempre di più  Cosa comporterà l'upscaling dell'eyewear di lusso per i consumatori?

Quando gli occhiali da sole sfilano alla Couture Week di Parigi, non può che essere un buon segno per il settore. Poco dopo essere apparsi in passerella allo show di Fendi, gli accessori dall’estetica fantascientifica sono stati venduti a dozzine, ha riportato WWD. Non solo il nuovo it-item della maison romana, definito dalla direttrice artistica della sezione gioielleria del brand un elemento che valorizza il volto come «un make-up prezioso», è l’intero mondo dell’eyewear di lusso che sta osservando un fenomeno di upscaling, scaturito dalla decisione dei conglomerati di dare il benvenuto ad una manifattura interna per alzare i prezzi e rilevare il savoir faire. Gli occhiali di Cartier sono arrivati a costare diverse centinaia di euro, Balmain ha lanciato le Pierre frame, un’edizione limitata in oro bianco e titanio laccato dal costo di $2,520, mentre la linea di Valentino oggi raggiunge i $650. 

Tramite produzioni limitate e aumenti dei prezzi apparentemente ingiustificati, i brand di occhiali stanno rafforzando il valore di esclusività dell’eyewear di lusso, suggerendo poi nelle operazioni di marketing il miglioramento della qualità e della funzionalità dei materiali. Secondo i dati di Euromonitor, il prezzo medio degli occhiali delle maison è aumentato del 3% nel corso del 2023, ma allo stesso tempo sono aumentate anche le vendite per un totale ragguardevole del 5%. Per giustificare il fenomeno, gli esperti del settore hanno puntato il dito verso il ritorno del turismo internazionale e la voglia di investire in nuovi accessori, ma l’upscaling deve il suo successo anche ai conglomerati che hanno investito in produzioni interne come LVMH e Marcolin, che hanno collaborato per fondare Thélios nel 2018.

Oltre ad un aumento sostanziale dei prezzi al dettaglio, Euromonitor riporta che in futuro è possibile che si verifichi una concentrazione del mercato dell’eyewear di lusso tra le società maggiori, tra cui EssilorLuxottica, VSP, Safilo e Kering, che al momento rappresentano solo il 60% delle vendite. Esercitando il controllo diretto sulla supply chain e sperimentando l’integrazione verticale, come abbiamo visto all’ultima sfilata couture di Fendi, i brand possono trarre maggiori vantaggi dalla sezione eyewear a discapito del consumatore, che invece vedrà i pezzi subire impennate notevoli.