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Si può indossare un AI?

Secondo Coperni sì

Si può indossare un AI? Secondo Coperni sì

L’intersezione tra moda e tecnologia si alimenta del desiderio di creare un’innovazione visibile – idea esemplificata dalla trafila di sbalorditive sfilate presentate da Coperni. Il brand parigino, nato nel 2013, ha conquistato le testate di molti giornali, oltre che l’attenzione dell’intero pubblico, grazie alla sua capacità impareggiabile di incorporare moda e tecnologia, creando momenti virali come quello dei cani robot per lo show FW23 e il vestito-spray dello show SS23 indossato da Bella Hadid. Nonostante questi momenti virali, sarebbe difficile ricordare i vestiti di quegli show ma, quest’anno, invece di mettere gli abiti in secondo piano, il brand ha fatto le cose diversamente con l’aiuto di una misteriosa start-up di nome Humane. Cavalcando l’onda delle AI, lo show SS24, tenuto a Parigi, ha visto Naomi Campbell indossare un dispositivo detto “Humane AI Pin” ed è stata la prima persona a indossarlo in pubblico oltre agli impiegati dell’azienda. L’enfasi posta dallo show sulla versatilità del dispositivo nascondeva una sottile strategia di marketing. Se Humane ha mantenuto il segreto sul dispositivo in attesa della sua presentazione, il prossimo 9 novembre, il solo e unico post Instagram dell’azienda alludeva alla sua funzione: rendere obsoleti gli smartphone.

Il dispositivo, privo di schermo e completamente autonomo, utilizza un software specifico per l'AI e non ha bisogno di essere associato ad alcun dispositivo. L'Humane AI Pin include un riconoscimento ottico AI e un display proiettato a laser, in grado di trasmettere immagini direttamente nel palmo della mano. Il software del dispositivo sarà alimentato dalla piattaforma Snapdragon di Qualcomm Technologies, e l'hardware dispone di magneti che facilitano il suo fissaggio all'abbigliamento. Una delle principali sorprese è che il dispositivo non è "sempre attivo" o "in ascolto", né dispone di una parola di attivazione, per garantire la privacy degli utenti. Humane, come startup, è ancora relativamente sconosciuta al pubblico. Fondata nel 2017 da Imran Chaudhri e Bethany Bongiorno, entrambi ex dipendenti di Apple, Human sembra prendere ispirazione dalla loro esperienza a Cupertino.

Il design del loro primo prodotto richiama i primi iPod, con un retro in acciaio inossidabile, bordi curvi e un look minimale. Attualmente, il sito web di Humane offre la possibilità di iscriversi per ottenere un accesso prioritario, ma non fornisce alcuna informazione sulla data di disponibilità del dispositivo o sui prezzi. All'inizio di quest'anno Humana ha ottenuto un finanziamento di 100 milioni di dollari da parte di Microsoft, LG, Volvo e OpenAI, tra gli altri, che hanno contribuito al suo sviluppo. In particolare, OpenAI svolge un ruolo di rilievo grazie all'integrazione di ChatGPT (si crede GPT-4, il modello più avanzato di OpenAI al momento) nel software del dispositivo Pin mentre una funzione chiamata "Trust Light" si attiva ogni volta che la telecamera del dispositivo Pin, il microfono o i sensori di input sono attivi, per avvisare tutti quando il dispositivo sta ascoltando o registrando.

Nonostante il prodotto non sia ancora disponibile sul mercato, Time l'ha inserito nella sua lista delle "Migliori Invenzioni del 2023". Imran Chaudhri ha dichiarato a PRNewswire: «Il nostro primo dispositivo consentirà alle persone di portare sempre con sé l'AI. Siamo agli inizi di una nuova era informatica e crediamo che insieme possiamo avviare il percorso per ridefinire in modo drastico il ruolo della tecnologia nella vita delle persone». Il mondo dei dispositivi indossabili nel settore della moda è ancora una sorta di "Far West", in cui nessun marchio ha ancora tracciato la propria strada. Ciò non significa che non ci siano aziende che stanno compiendo progressi significativi.

Ci sono aziende come Whoop, che sfruttano l'IA per il monitoraggio preciso dei parametri biometrici in tempo reale indipendentemente da dove venga indossato il dispositivo; Apollo Neuro, che utilizza dispositivi indossabili in grado di emettere specifiche frequenze con l'obiettivo di calmare l'ansia, ridurre lo stress e migliorare il sonno; o Pavlok, che sfrutta l'IA per aiutare nella formazione delle abitudini mediante il condizionamento avversivo. Al momento, il ruolo definitivo dell'IA nel settore della moda e dell'abbigliamento rimane incerto, poiché siamo ancora agli albori di questa evoluzione, con limitazioni sia nell'hardware che nel software. Inoltre, come spesso accade con le tecnologie di nuova generazione, il prezzo tende ad essere elevato (si dice che il dispositivo potrebbe costare oltre 1000 dollari, senza includere l'obbligatorio abbonamento mensile per i dati) e proprio la sua apparizione nello show di Coperni segnala lo stile di vita necessario per permettersi il dispositivo. L'IA e la moda si stanno incontrando, e solo il tempo dirà come la cultura sceglierà di adattarsi a questi dispositivi sempre più diffusi. Per ora, tutto ciò che possiamo fare è attendere e osservare.